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Una mazza per spaccare mobili e sfogarsi: è arrivata a Forlì la Camera della rabbia

Tutti, almeno una volta nella vita, avranno pensato "vorrei spaccare tutto". Ora si può fare, senza distruggere casa. Un'ora dedicata a sfogarsi, con in mano una mazza e davanti bottiglie, bicchieri piatti e mobili, che si possono fare a pezzi senza conseguenze

Tutti, almeno una volta nella vita, avranno pensato “vorrei spaccare tutto”. Ora si può fare, senza distruggere casa. Un'ora dedicata a sfogarsi, con in mano una mazza e davanti bottiglie, bicchieri piatti e mobili, che si possono fare a pezzi senza conseguenze. E' arrivata anche in Italia la Camera della Rabbia,  che ha aperto lunedì proprio a Forlì, a Vecchiazzano. Il primo a portare questa 'invenzione', che arriva dagli Stati Uniti, è Cristian Castagnoli, 34 enne forlivese.

“Seguendo internet ho scoperto che in America, almeno da 6 anni, ci sono parecchie di queste iniziative, che hanno un discreto successo. Poi le camere della rabbia sono approdate anche in Europa: Finlandia, Germania, Francia, e ultimamente anche in Slovenia. - racconta Castagnoli a Forlitoday – Io sono il primo in Italia, ho aperto questa settimana, e sono già venuti curiosi e conoscenti”. In dotazione obbligatoria, dopo avere firmato una liberatoria per eventuali infortuni, vengono dati casco ad elmetto, visiera, para-collo, guanti, ginocchiere, gomitiere e scarpe antinfortunistiche. E' disponibile anche una tuta in neoprene per chi la vuole. Si va nella stanza, di 4 metri per tre, che è 'arredata' quasi come una casa.

Dopo essersi protetti a dovere  si imbraccia una mazza da baseball “per scaldarsi”, spiega Castagnoli, e si parte spaccando bottiglie, bicchieri, piatti e soprammobili. Poi arriva la seconda fase: viene data, sempre in dotazione, un mazza in ferro da 1 kg a manico lungo, con la quale fare a pezzi i mobili.

“Reperisco gli oggetti da distruggere soprattutto ai mercatini dell'usato. Ho 'limato' sul prezzo, ma per starci dentro con le spese, non posso fare spendere meno di 35 euro per un'ora. I primi che hanno provato, hanno resistito di un minuto. Il mio obiettivo è di dare la possibilità di sfogarsi, divertirsi ed esaurire le forze. In quell'ora si possono fare pause, uscire, bere qualcosa”.

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