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Ai Portici decine di vetrine buie. "E' in corso il piano di rilancio"

Si assiste già da tempo ad una 'moria' di negozi nel Centro commerciale I Portici di via Colombo. Alle domande sul futuro di questa struttura, gestita da Ségécé Italia, risponde, per Forlitoday, Luigi Ascenzi

Si assiste già da tempo ad una 'moria' di negozi nel Centro commerciale I Portici di via Colombo. Alle domande sul futuro di questa struttura, gestita da Ségécé Italia (società del Gruppo Klépierre-Ségécé, una filiale di Ségécé, società di gestione di centri commerciali presente in tutta Europa), risponde, per Forlitoday, Luigi Ascenzi, direttore del centro. Si parla di un cambio di impostazione dei Portici per giustificare le vetrine buie. Molti negozi hanno aperto e poi chiuso, in un turnover poco fortunato.

Da quanto tempo è aperto il Centro commerciale e quanti negozi aperti c'erano all'inizio?
Il centro I portici di Forlì ha aperto al pubblico nel novembre del 2004 con 35 punti vendita

Si vedono sempre più spazi vuoti, cosa sta succedendo?
Gli spazi vuoti sono la conseguenza di un cambio di impostazione, il centro sta assumendo una fisionomia differente.  La strategia di marketing, l’immagine e tutte le attività connesse, non per ultima il merchandising mix, si stanno evolvendo per offrire un prodotto più performante e differenziato al fine di ottimizzare al meglio le proprie caratteristiche. Non dobbiamo scordare, infatti, che i Portici sono un centro di Prossimità, adiacente al centro cittadino, raggiungibile in pochi minuti, con un’ottima piattaforma Alimentare e proprio per questo di grande facilità di fruizione. Pertanto va adattato a questa caratteristica con servizi e prodotti “sfruttabili” giornalmente. Una trasformazione necessaria, dovuta a molteplici fattori, non per ultimo l’apertura di Punta di Ferro.

Stanno per chiudere anche Store.it, Oltre, Bata e uno dei bar, conferma? Quali sono i negozi, oltre al supermercato Coop che restano?
Store.it e Oltre hanno già chiuso, Su Bata vedremo gli sviluppi. Per Gli altri punti vendita non si registra nessuna variazione

Quanti sono gli spazi che resteranno liberi? Gli affitti sono molto alti?
Il mandato di commercializzazione che abbiamo ricevuto a Giugno interessa circa 10 punti vendita. E’ chiaro che, in un contesto di crisi economica come quella che stiamo vivendo non sia facile trovare intese in tempi brevi. Non è una questione di prezzi, per i quali esiste, comunque, un mercato di riferimento, ma di tempistiche. Le trattative si allungano e trovare un accordo diventa più laborioso. In questo processo di trasformazione ci sono interessamenti da parte di insegne sia nazionali che locali per spazi di medie superfici, spazi che, ad oggi, però,  ai Portici non si possono realizzare a causa del tetto dei 250mq

State facendo qualcosa, magari anche in contatto con gli enti locali, per cercare di rilanciare i Portici?
E’ già in atto un piano di rilancio dei portici. Piano che dovrebbe essere pienamente operativo già in autunno.  Il piano abbraccia a 360 gradi tutti gli aspetti della struttura, il marketing, l’immagine e le attività di intrattenimento. Siamo continuamente in contatto con gli enti locali al fine di capire quale sia la migliore chiave di lettura per questo prodotto, prodotto che fa parte del territorio, è del territorio e soprattutto dei forlivesi. Esiste un centro commerciale, non è un impegno solo delle proprietà, della società di gestione o dei players, ma di tutta la collettività

Cosa non ha funzionato secondo lei?
Più che parlare di cosa non ha funzionato ci piace mettere in risalto cosa funziona. Abbiamo un ottimo parcheggio coperto gratuito condito da un’invidiabile posizione. Una Coop performante così come marchi di riferimento per ogni settore. Bernardi che proprio in ottica di trasformazione ha di recente venduto al gruppo Coin, Gamestop per il videogame, Storili oro per la gioielleria, Zeta per l’abbigliamento bambino, Rossi Profumi per la profumeria, Dieci decimi per l’ottica e il parrucchiere Hair Land tanto per fare solo alcuni nomi. Sicuramente il contesto in cui è stato inserito il centro non aiuta. Per vari elementi la zona confinante è ancora una sorta di cantiere aperto, con strutture mai realizzate o ancora in fase di restyling. Dopo 8 anni dall’apertura il comparto non è completo con molte abitazioni sfitte e gran parte del bacino di utenza mancante. Questi elementi, uniti al momento di incertezza economica che stiamo vivendo, rendono il Centro dei Portici un prodotto difficile da sviluppare, ma dalle grandi potenzialità non ancora espresse. Ci auguriamo quindi che tutto il quartiere possa gradatamente assumere una nuova vivacità guadagnando  il ruolo di primo bacino di utenza per il centro

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