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Giovedì, 11 Agosto 2022
Economia

Crisi, primi segnali positivi per il manifatturiero: cresce l'occupazione nel settore alimentare

Esaminando i dati degli ultimi tre mesi dell’anno passato, si rileva che le imprese manifatturiere provinciali hanno attraversato una congiuntura un po’ meno sfavorevole

Un 2013 difficile che, per Forlì-Cesena, si chiude però con qualche segnale positivo sul fronte della produzione industriale: questo è il quadro, nel suo complesso, che emerge dall’indagine congiunturale provinciale curata dall’Ufficio Statistica, Studi, Pianificazione e Programmazione della Camera di Commercio di Forlì-Cesena e riferita al quarto trimestre 2013. Esaminando i dati degli ultimi tre mesi dell’anno passato, si rileva che le imprese manifatturiere provinciali hanno attraversato una congiuntura un po’ meno sfavorevole.

I tanto attesi segnali di inversione di tendenza del ciclo economico iniziano a manifestarsi. Nell’arco degli ultimi 12 mesi alcuni fra i settori analizzati presentano valori incoraggianti, ma le performance produttive restano negative per buona parte di essi. Fra le classi dimensionali restano comunque prevalentemente negativi i risultati per produzione e ordini interni mentre per fatturato ed occupazione le difficoltà maggiori si rilevano nelle imprese con meno di 50 addetti.

Pur restando limitata, aumenta la percentuale di imprese in crescita: il 41,8% ha dichiarato un aumento della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno; una identica percentuale ha indicato una diminuzione. Anche se l’occupazione resta bassa, fra le imprese intervistate in questo trimestre ha segnato una lieve crescita; questa tendenza sembra essere confermata dalle aspettative espresse per il primo trimestre 2014.

“La situazione delle imprese manifatturiere della provincia si mantiene ancora difficile – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena – si nota però un rallentamento diffuso delle variazioni negative e un numero sempre maggiore, rispetto ai trimestri precedenti, di settori che cambiano in positivo il segno della variazione percentuale. E questo, lo dico con cautela, fa ben sperare. Il nostro impegno per azioni incisive in campo economico continuerà anche nella prospettiva delle scelte nazionali ed internazionali che speriamo condizionino positivamente i prossimi dati congiunturali. Il sistema provinciale ha infatti filiere strutturate e competenze distintive e, pertanto, può tenere il passo con i territori più competitivi. La presentazione del Rapporto economico 2013 – che si terrà il 26 marzo prossimo – sarà l’occasione per approfondire questi risultati e riflettere su strategie di governance efficaci”:

RISULTATI RISPETTO AL TRIMESTRE PRECEDENTE - I mesi di ottobre, novembre e dicembre hanno segnato una ripresa dei ritmi lavorativi rispetto al trimestre precedente, imputabile anche a motivi stagionali; si è, infatti, registrato un aumento del volume fisico della produzione (+8,2%) e del fatturato (+10,3% a valori correnti). Anche la domanda complessiva è aumentata: alla crescita della richiesta estera (+5,4%) si è aggiunta anche quella interna (+6,0%). Nel corso di questo trimestre il numero degli addetti occupati è leggermente aumentato (+0,3%). L’occupazione è risultata in netta crescita nel settore “alimentare”, confermando la consueta ciclicità, alla quale si accompagnano le oscillazioni positive di “mobili” e “altre industrie”; hanno invece fatto registrare segnali di caduta i rimanenti settori, in particolare quelli della  “chimica e plastica”, del “legno” e dei “macchinari”.

RISULTATI RISPETTO ALLO STESSO TRIMESTRE DELLO SCORSO ANNO - Gli andamenti evidenziati dal complesso delle imprese intervistate rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno evidenziano segnali tutto sommato positivi; la produzione è cresciuta del 3,8% ma il fatturato, a valori correnti, di appena lo 0,4%; gli ordinativi raccolti sul mercato italiano sono aumentati rispetto allo scorso anno (+1,3%) come pure quelli pervenuti dall’estero (+2,5%). Nell’arco degli ultimi 12 mesi il numero degli occupati è complessivamente aumentato dello 0,9% con risultati settoriali, prevalentemente negativi, che vanno dal -3,6% del “legno” fino al valore positivo dell’ “alimentare (+5,9%).

RISULTATI DELLA MEDIA DEGLI ULTIMI 12 MESI RISPETTO AI 12 MESI PRECEDENTI - Su base annuale (media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti), gli indicatori, pur restando in parte negativi, cominciano a dare indicazioni di recupero: alla contrazione della produzione dell’ 1,0% si segnala un incremento del fatturato (a valori correnti) dell’ 1,1%. La domanda italiana è diminuita del 2,0%, mentre quella estera ha segnato una crescita dell’ 1,9%; la percentuale media delle vendite effettuate al di fuori dell'Italia si è attestata al 23,8% del fatturato complessivo. Il saldo occupazionale è ancora negativo (-0,4%).

Sul dato occupazione ha influito positivamente il settore “alimentare” seguito da quello delle “calzature”; è apparso stabile il dato dei “macchinari” mentre sono stati negativi (fra -1,0 e -4,8%) i saldi per tutti gli altri settori osservati. I livelli occupazionali sono risultati in calo per le imprese che occupano meno di 50 addetti, e in crescita per quelle maggiori.

Dal punto di vista territoriale il settore industriale ha segnato un ulteriore rallentamento produttivo nell’area di Forlì mentre in quella di Cesena, anche per effetto della diversa composizione settoriale, si è finalmente raccolto un dato positivo. Analizzando i dati secondo la dimensione aziendale si evidenzia che tutte le classi con meno di 250 addetti hanno registrato risultati produttivi negativi, mentre quelle appartenenti alla classe maggiore hanno aumentato la produzione.

PROSPETTIVE - Per il primo trimestre del 2014, rispetto al precedente, gli imprenditori intervistati prevedono una contrazione della produzione e del fatturato, ma una crescita degli ordini interni, di quelli esteri e dell’occupazione; le aspettative, nel complesso, sono migliori di quelle raccolte un anno fa. Alla rilevazione hanno partecipato 170 imprese che, a fine trimestre, occupavano 15.403 addetti. Con un grado di copertura del 21,6% delle imprese e del 48,0% degli addetti, si tratta di un campione largamente rappresentativo delle imprese con dimensione aziendale di 10 addetti e oltre.

L’indagine, dalla quale sono escluse le piccolissime imprese (da 1 a 9 addetti), è di tipo congiunturale e pertanto non tiene conto delle variazioni strutturali dei settori determinate dalla chiusura di imprese prima operative (in questi mesi particolarmente frequente) e dell’apertura di nuove imprese; i dati di struttura, settoriali e dimensionali, sono infatti utilizzati esclusivamente nella ponderazione dei risultati raccolti e vengono aggiornati annualmente.

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