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Frodi fiscali, in vista l'accordo tra Italia e San Marino

Prosegue speditamente l'iter legislativo relativo alla convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali.

Prosegue speditamente l'iter legislativo relativo alla convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali.   “Un percorso complesso – sottolinea il Sen. Pier Ferdinando Casini, leader UdC – finalizzato a normalizzare i rapporti tra i due Stati  su temi tanto delicati quanto importanti, come dimostra il rapidissimo percorso di approvazione alla Camera dei deputati, che si è concluso l'11 giugno, con il voto unanime dell'Assemblea, 525 voti favorevoli su 525 presenti.   Un percorso che spero sia analogo, per rapidità e per esito, anche al  Senato”.

E' stato, infatti, grazie all'interessamento in prima persona del Presidente Casini, su sollecitazione di Andrea Pasini Coordinatore per la Romagna dell’ UdC, che il procedimento legislativo sta procedendo rapidamente, proprio per l'importanza che riveste.
Basti pensare che  solo dal punto di vista commerciale l'interscambio supera i 4 miliardi e mezzo di euro, con un saldo commerciale, positivo per il nostro paese, di oltre un miliardo.

“La nuova formulazione del testo – ribadisce il Sen.Casini – mira a rendere più penetrante la collaborazione in campo fiscale, tanto che lo Stato richiesto non potrà rifiutare di fornire le informazioni con la sola motivazione che esse sono detenute da una banca, da un'istituzione finanziaria o da soggetti similari. C'è insomma una forte riduzione della portata del segreto bancario.  Per dirla con una battuta – insiste il Presidente UdC –   quello in discussione è un accordo per evitare le doppie imposizioni fiscali, ma contiene anche strumenti essenziali per evitare che di imposizione fiscale, invece che due,  non ce ne sia nemmeno una”.

In questo quadro normativo rientreranno anche le problematiche che interessano i lavoratori frontalieri.
“A San Marino – conclude Andrea Pasini, che ha seguito in prima persona la vicenda – lavorano più di 6 mila cittadini italiani, che rappresentano circa il 30 % della forza lavoro complessiva.   Questi lavoratori sono sottoposti ora a una situazione fiscale intollerabile e iniqua, anche per l'imposta introdotta nel 2011 dalla Repubblica del Titano. Su questo tema la Convenzione precisa che  i due Stati contraenti convengono di applicare il sistema di tassazione concorrente, con tassazione definitiva nello Stato di residenza, con modalità stabilite da una legge ordinaria, che potrà anche fissare una quota di reddito esente da tassazione. Una legge ordinaria che deve essere varata al più presto. Per questo motivo il Presidente Casini ha chiesto alla Commissione Affari Esteri di conferirgli il mandato di riferire all'assemblea del Senato il parere favorevole sul provvedimento”.

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