Martedì, 23 Luglio 2024
Economia

Furti di identità e frodi creditizie, ecco come avvengono. La provincia di Forlì-Cesena la meno colpita in regione

“Il fenomeno delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate, che spesso il singolo consumatore non è in grado di rilevare"

Continuano ad avere un notevole impatto sui consumatori le frodi creditizie realizzate tramite furto d’identità, con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni e con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene. Stando agli ultimi dati registrati dall’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit, nel 2021 i casi rilevati in Italia sono stati oltre 28.600 (+31,1% rispetto al 2020); un aumento dovuto al continuo sviluppo degli acquisti online (+18% nel 2021) che ha contribuito alla crescita dei casi perpetrati sui canali virtuali, dove le verifiche possono essere meno efficaci. A livello nazionale il danno stimato raggiunge i 124,6 milioni di Euro, sostanzialmente stabile rispetto alla precedente rilevazione dal momento che al numero maggiore di casi corrisponde una contemporanea diminuzione dell'importo medio frodato, che si attesta a 4.350 Euro (-23,3% rispetto all’anno precedente).

“Il fenomeno delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate, che spesso il singolo consumatore non è in grado di rilevare. Dopo aver registrato un calo nel 2020, a causa del lockdown e della contrazione delle operazioni di finanziamento, con la ripresa della normale operatività nel 2021 i casi sono immediatamente tornati a crescere. Non bisogna quindi abbassare la guardia perché il più frequente ricorso all’e-commerce, l’accelerazione nell’utilizzo delle carte di pagamento e la digitalizzazione di molti processi possono determinare un ulteriore innalzamento dei rischi e una impennata dei casi” – commenta Beatrice Rubini, Executive Director della linea Mister Credit di CRIF.

In Emilia-Romagna quasi 4 casi al giorno

Nel corso del 2021 l’Emilia-Romagna ha fatto registrare 1.436 i casi di frode, quasi 4 al giorno, dato che posiziona la regione al 8° posto della graduatoria nazionale. A fronte di una crescita fatta segnare in Regione sia delle richieste di prestiti personali (5,5%) sia dei finalizzati (32,6%), relativamente all’incidenza dei casi sui volumi di credito erogato, l’Emilia-Romagna si colloca in 12^ posizione della graduatoria nazionale, con una quota dello 0,18% sul totale. A livello provinciale, il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 313 casi (che la collocano al 22° posto nel ranking nazionale), seguita da Modena con 262, da Reggio Emilia con 196, Parma con 124 e Piacenza, con 119. A Forlì-Cesena 95, dato migliore in regione.

Nel 2021 il numero di casi rilevati si è concentrato su importi inferiori ai 1.500 Euro (+52% rispetto al 2020), a dimostrazione di come le organizzazioni criminali ormai non disdegnino nemmeno le operazioni fraudolente su beni di importo più contenuto. Al contempo sii registra un notevole aumento dei casi di frode con importi compresi tra i 5.000 e i 10.000 Euro, che passano dal 9,6% al 14,0% del totale (+45,7%), e di quelli con valore superiore ai 10.000 Euro, che arrivano al 12,7% (+13,9% rispetto alla precedente rilevazione). Dall’ultima rilevazione risultano in calo solamente i casi con valore compreso tra 1.500 e 3.000 Euro (-28,9%) e quelli tra 3.000 e 5.000 Euro (-10,1%). Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un prestito finalizzato ottenuto in modo fraudolento, il 40,7% dei casi ha per oggetto l’acquisto di elettrodomestici, in crescita del +25,3% rispetto alla rilevazione del 2020. Una quota significativa dei casi ha riguardato anche il comparto dell’elettronica – informatica – telefonia (9,0% del totale) e quello auto e moto (8,8% del totale). Seguono i finanziamenti per l’arredamento (6,1%) e quelli per interventi sugi immobili e ristrutturazioni (5,4%).

Il profilo delle vittime

Dalle analisi dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit emerge come la maggioranza delle vittime sia rappresentata da uomini (63,5% del totale). Rispetto al 2020, la distribuzione dei casi per genere vede un ulteriore aumento degli uomini (+2,7%). Osservando la distribuzione delle frodi per classi di età si conferma, invece, la dinamica già evidenziata nel 2020: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento dei casi è quella degli under 30 (+8,0%) mentre diminuiscono gli over 60 anni (-6,9%). La fascia compresa tra i 41 e 50 anni segue i più giovani come segmento maggiormente colpito dal fenomeno, con il 22,5% delle vittime.

In merito alla tipologia del contratto di lavoro delle vittime è emerso che l’1,8% delle pratiche di finanziamento di lavoratori dipendenti è risultata non conforme, contro una incidenza del 2% delle pratiche dei lavoratori autonomi, dell’1% per i pensionati e dello 0,9% rilevata per altre categorie, come i Cococo. “Spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio da parte delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o di informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità. Per questo è indispensabile che i consumatori pongano la massima attenzione nel proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengano utilizzati per chiedere un finanziamento o se stiano indebitamente circolando sul web” – aggiunge Beatrice Rubini.

Come vengono perpetrate e quando vengono scoperte le frodi creditizie?

Analizzando gli alert sui documenti identificativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con anche la tramitazione delle banche dati SCIPAFI, viene confermato l’utilizzo preponderante della carta di identità come documento identificativo, con una incidenza superiore al 80,7% del totale, seguito dalla patente col 17,7%. In particolare, l’1,9% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica è una carta di identità contraffatta, oppure valida ma non riconducibile al soggetto. Per le patenti, invece, nel 4,1% dei casi si tratta di patenti inesistenti o non appartenenti al soggetto. In controtendenza rispetto a quanto rilevato nel 2020, i tempi di scoperta delle frodi si stano accorciando, con il 42,4% dei casi che viene scoperto entro i primi sei mesi (contro il 36,3% del 2020). Al contempo sono diminuiti i casi scoperti dopo oltre 3 anni (-11,3%).

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