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Risparmi a rischio? Il presidente della banca di Forlì: "Non ci sono pericoli"

Forlitoday ha chiesto al presidente della Banca di Forlì, Domenico Ravaglioli un quadro della situazione: "Le banche non negano il credito alle imprese e alle famiglie", ha spiegato nell'intervista.

Che i risparmiatori fossero preoccupati per la crisi, lo si sapeva da tempo, ma, purtroppo la situazione politica delicatissima che si è andata a creare con le elezioni e l'immediata reazione negativa dei mercati finanziari, ha spaventato ancora di più chi ha qualche risparmio in banca. Forlitoday ha chiesto al presidente della Banca di Forlì, Domenico Ravaglioli un quadro della situazione: “Le banche non negano il credito alle imprese e alle famiglie”, ha spiegato nell'intervista.

I risparmiatori sono preoccupati per i loro soldi. C'è realmente pericolo?
Le preoccupazioni che tutti abbiamo attualmente riguardano la tenuta del sistema economico nel suo insieme. Mi riferisco alla possibilità per le imprese di conservare le proprie quote di mercato, e quindi la redditività e la possibilità di mantenere i livelli occupazionali. Siamo di fronte ad un brusco stop nello sviluppo del nostro Paese ed ad un complessivo impoverimento delle famiglie, per tutte le ragioni ormai note, alle quali ora si aggiunge anche la possibilità della perdita del lavoro.  Non esiste tuttavia, un pericolo di tenuta delle banche italiane che hanno dimostrato una solidità sconosciuta ad altri Paesi, in quanto sono ben patrimonializzate e  non hanno nel loro portafoglio strumenti finanziari ad alto rischio, se non in misura molto limitata

Chi ha un mutuo rischia l'impennata delle rate?
I  contratti di mutuo sono in alcuni casi a tasso fisso, in altri a tasso variabile. In questo secondo caso il tasso è soggetto all’andamento del mercato ma c’è da escludere una impennata dei tassi che, inoltre, in questo periodo sono relativamente bassi. Certo una nuova risalita di quello che comunemente conosciamo come “Spread” porterebbe ad un rialzo del costo del danaro. Il danaro è una merce che le banche acquistano e rivendono. Se sono costrette ad acquistarlo a costi elevati ciò si ripercuote sul prezzo di vendita. La nostra banca, poi, ha sottoscritto l’accordo proposto da ABI, indirizzato a dare la possibilità a chi è in difficoltà oggettiva di fare fronte alle rate, di potere rinegoziare la tempistica del contratto di mutuo e di rimborsare per un certo periodo di tempo solo la quota relativa agli interessi.

E per chi lo volesse chiedere, diventa più problematico?
 Vale quanto detto in precedenza. E va spiegato che , nella realtà quotidiana, ciò che si registra oggi è un forte calo della domanda. Giovani e famiglie non intendono impegnarsi con mutui, visto il clima di difficoltà anche psicologica che viviamo. E non certo perchè le condizioni proposte dalle banche non siano favorevoli, anzi. E ciò riguarda anche gli investimenti produttivi delle aziende che sono in forte diminuzione. Le banche anche in questo periodo non negano il credito alle imprese e alle famiglie che lo meritano, se si registra una diminuzione negli impieghi, dipende solo dal fatto che non ci sono richieste di finanziamenti per le attività produttive e per l’acquisto di immobili.

Il crollo delle borse e l'innalzamento dello spread spaventano, c'è chi pensa di togliere i propri risparmi dalle banche. Cosa consiglia a questi cittadini?
Sarebbe un comportamento immotivato. Che, se messo in atto, metterebbe in ginocchio il sistema bancario e di conseguenza porterebbe al tracollo economico del Paese. La storia lo insegna. Ma sinceramente non se ne vedono i presupposti, come ho già detto all’inizio dell’intervista.

Ci sono investimenti che in questo momento sconsiglierebbe ai clienti?
I nostri uffici, come quelli di altre banche, sono a disposizione della clientela per questi consigli. Investire le risorse di cui si dispone è un fatto personale, non si possono dare consigli generalizzati. Di certo si può dire che le Banche di Credito Cooperativo impiegano, per Statuto e per prassi, la raccolta  interamente nel territorio di appartenenza. Con la garanzia per il cliente che le somme depositate in queste banche serviranno esclusivamente per la economia e lo sviluppo delle nostre aziende e del nostro territorio. Il consiglio che mi permetto di suggerire è una regola generale che è opportuno seguire in ogni momento: evitare investimenti il cui rendimento è nettamente sopra la media del mercato, a meno che non si voglia scommettere per avere un ritorno maggiore.

Può rassicurare i clienti della vostra Banca?
I nostri clienti sanno che le cose dette più sopra sono vere. Conoscono la solidità del nostro Istituto, la prudenza e trasparenza operativa. Nei nostri clienti riscontriamo preoccupazione per la tenuta del sistema economico non per quella della nostra Banca. Nel 2012, abbiamo  accantonato oltre 14 Milioni per somme concesse a famiglie e imprese e delle quali non è certa la restituzione questo rappresenta il prezzo che paghiamo per la nostra missione localistica di sostegno al territorio. L’esercizio chiude comunque con un utile netto di circa 1,7 milioni di euro e non dimentichiamo che la migliore garanzia che offriamo alla nostra clientela ed ai nostri soci è rappresentato non solo dall’efficienza della nostra banca, ma anche dal consistente patrimonio libero che ora ha superato la somma di 100 milioni di euro. Non dimentichiamo che l’affezionata clientela ci vede come un sicuro punto di riferimento e noi faremo di tutto perché sia così anche in un futuro.

Cosa si augura per il futuro del Paese?
Che questa recessione trovi  finalmente uno sbocco positivo. Imprese e famiglie in molti casi sono allo stremo. Il sistema Italia deve tornare rapidamente ad essere competitivo. La spesa pubblica, il sistema fiscale e quello infrastrutturale devono essere prontamente oggetto di una riflessione innovativa.

Cosa chiede a chi governerà?
Scelte rapide e decise a favore delle imprese, il rispetto della dimensione europea, la stabilità. Ed esempi virtuosi sotto il profilo politico che diano fiducia ai giovani e consentano ai cittadini di ritrovare senso del dovere e di appartenenza alla comunità nazionale.

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