I numeri dell’economia della Romagna 2016: "Ricchezza di opportunità"

La pubblicazione “I Numeri dell’Economia 2016”, curata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, fornisce un sintetico quadro strutturale del sistema produttivo

E' disponibile sul web il fascicolo con gli indicatori economico-statistici della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini. La pubblicazione “I Numeri dell’Economia 2016”, curata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, fornisce un sintetico quadro strutturale del sistema produttivo in un’ottica di benchmarking che integra e arricchisce le valutazioni congiunturali aggiornate dall’Osservatorio economico e costituisce un utile strumento per l’analisi territoriale in un‘ottica di monitoraggio continuo.

“La cifra distintiva del tessuto produttivo della Romagna Forlì-Cesena e Rimini è rappresentata dalla ricchezza delle opportunità e dalla presenza di aree innovative; un patrimonio che gli imprenditori romagnoli hanno saputo creare con il loro impegno e la loro determinazione all’interno di sistemi territoriali virtuosi - dichiara il presidente Fabrizio Moretti -. La Camera della Romagna è al loro fianco quotidianamente impegnata nel sostenere Imprese e Territorio valorizzando i punti di forza e contribuendo a risolvere le criticità".

"Attraverso le sue linee strategiche punta a migliorare la competitività dell’intero Sistema Territoriale e a promuovere una crescita intelligente sostenibile e inclusiva - prosegue Moretti -. Lavorando in particolare su temi chiave quali l’infrastrutturazione digitale e la digitalizzazione delle imprese, l’internazionalizzazione la formazione, l’orientamento e il placement dei giovani, investe su fattori cruciali per stimolare attraverso l’innovazione quell’incremento della produttività e della capacità di estrazione del valore che legato alle specializzazioni e alle nostre competenze distintive può determinare un ulteriore salto di qualità nel posizionamento del nostro territorio non solo in termini di competitività ma, anche e soprattutto, di crescita e di coesione”.

Osserva ancora Moretti: "Le analisi complessivamente realizzate con vari strumenti, fra i quali anche “I Numeri dell’Economia”, evidenziano che la circoscrizione di riferimento della nuova Camera di commercio è costituita da un’area competitiva e attrattiva caratterizzata da elementi di dinamismo che hanno determinato nel tempo livelli di crescita sostenuti e uno sviluppo armonico dei risultati economici e della coesione sociale e che, nonostante alcune criticità, sta agganciando positivamente la ripresa. Il territorio è dotato di importanti infrastrutture, di una progettualità innovativa e di un interessante e vario patrimonio culturale e ambientale. Un solido posizionamento dei principali indicatori rispetto ai dati medi nazionali ne caratterizza il profilo che presenta però in alcuni casi, anche in virtù delle sue specificità, margini di ulteriore miglioramento rispetto alle medie regionali".

"La Romagna occupa infatti buone posizioni nella graduatoria delle province italiane per ricchezza prodotta e anche il posizionamento in termini di qualità della vita è stabilmente elevato - aggiunge -. Il tessuto economico presenta eccellenze produttive e realtà imprenditoriali importanti e la prevalenza di piccole e medie imprese che svolgono un ruolo rilevante nella creazione dei valori e della ricchezza. La struttura produttiva è caratterizzata da un’imprenditorialità diffusa e dalla forte presenza dell’artigianato e dell’associazionismo cooperativo. Il mix settoriale è composito e articolato e presenta importanti aree di specializzazione e competenze distintive. Come è accaduto negli altri territori, la grave e prolungata recessione che ha caratterizzato negli ultimi anni lo scenario internazionale, e il nostro Paese in particolare, ha determinato una forte ricomposizione del sistema imprenditoriale e delle competenze e una polarizzazione delle performance restituendo un quadro per molti aspetti diverso rispetto al passato".

"Alcuni importanti settori produttivi sono tuttora afflitti da problemi strutturali e congiunturali - illustra ancora Moretti -. A partire dal 2014 il sistema produttivo del territorio, pur con differenze tra i comparti e le classi dimensionali sta però complessivamente proseguendo la sua risalita realizzando performance sempre più diffusamente positive confermandosi dinamico anche sui temi strategici dell'internazionalizzazione, dell'innovazione, della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile".

I principali ambiti di osservazione

Demografia - Nel 2016 il territorio Romagna (Forlì-Cesena e di Rimini) fa rilevare una variazione positiva della popolazione residente (+0,11%) trainata dalla performance della provincia di RN rispetto al dato stazionario della regione (+0,02%) e in riduzione per l’Italia (-0,13%). Il tasso migratorio netto (5,8), che sintetizza l’attrattività, è lievemente superiore a quello regionale (5,4) e maggiore di quello nazionale (2,1). La percentuale di stranieri sui residenti è pari al 10,6%, dato inferiore alla media regionale (11,9%) ma nettamente superiore alla media nazionale (8,3%). L’indice di vecchiaia (172,1%) è più basso di quello medio regionale (177,8%) e superiore a quella nazionale (165,3%); l’indice di dipendenza o carico sociale (58,3%) è inferiore alla media regionale (59%) e superiore al quello nazionale (55,8%)

Ricchezza - Il valore aggiunto (a prezzi base e correnti) del territorio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) nel 2016 è pari a 19,5 miliardi di euro (il 14,3% di quello regionale); l’incidenza del settore agricoltura (2,4%) è in linea con quella regionale (2,5%) e nazionale (2,3%); l’industria in senso stretto (18,7%) incide in modo minore rispetto al valore regionale (26,5%) e in modo analogo alla media nazionale; le costruzioni (4,4%) pesano di più della media regionale (3,9%) e in misura minore di quella nazionale (4,8%); il macro settore “commercio, trasporti, alloggio, ristorazione e servizi di informazione” incide per il 26,5%, dato superiore a quello regionale (22,3%) e nazionale (24,2%); infine gli altri servizi pesano per i 48,0% rispetto al 44,8% della regione e al 50,1% dell’Italia. Il valore aggiunto procapite (26.717 euro) è inferiore a quello medio regionale (30.666) ma superiore a quello nazionale (24.685). Gli indicatori del credito rilevano 76 sportelli ogni 100 mila abitanti rispetto a 68 a livello regionale e 48 a livello nazionale. Il rapporto impieghi e depositi (127%), teoricamente approssimabile alla propensione agli investimenti, è più alto rispetto alla media regionale (120,1%) e nazionale (124,0). Particolarmente elevato in questa fase è il livello delle sofferenze.

Lavoro - I dati relativi al mercato del lavoro evidenziano un tasso di occupazione per la popolazione di 15 anni e oltre (49,9%) in linea con quello regionale (51,5%) ma superiore a quello nazionale (43,7%). Il tasso di disoccupazione totale, pari all’8,2%, è superiore a quello regionale (6,9%) ma decisamente più contenuto di quello medio nazionale (11,7%). Il tasso di disoccupazione giovanile 15-29 anni è il 17,8% lievemente superiore a quello regionale (16,7%) ma nettamente più basso di quello italiano (28,4%). La ripartizione degli occupati per settore riflette le differenze territoriali del mix produttivo. La Romagna si distingue per una maggior incidenza del lavoro autonomo pari al 27% rispetto al 24% di Emilia-Romagna e Italia; specularmente, il lavoro alle dipendenze è pari al 73% rispetto al 76% della regione e dell’Italia.

Imprenditorialità e struttura produttiva - L'imprenditorialità si presenta maggiormente diffusa (98 imprese ogni 1.000 abitanti) rispetto alla regione (92) e all’Italia (85). Con 71.714 imprese attive al 31 dicembre 2016, la Romagna rappresenta il 17,6% del totale delle imprese regionali attive. Le società di capitale (12.203, al netto del settore agricoltura), anche se in crescita, costituiscono, invece, il 14,6% di quelle regionali. La dimensione media delle imprese attive (3,8 addetti per impresa) è lievemente inferiore alla media regionale (4,0) e di poco superiore a quella nazionale (3,6). Le start up innovative sono l’1,96‰ delle imprese attive, incidenza maggiore di quella regionale (1,86‰) e nazionale (1,32‰). Le localizzazioni attive totali (sedi di impresa e unità locali) del territorio sono 88.340.

I principali settori di attività economica del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), per numero di imprese attive, sono commercio (ingrosso e dettaglio), che pesa per il 24,3% del totale delle imprese attive, incidenza superiore al dato regionale (22,8%) ma inferiore a quella nazionale (27,4%). In particolare, le imprese del commercio al dettaglio sono circa 9.500 (il 13,2% del totale delle imprese attive), con una incidenza superiore al dato nazionale (11,4%) e inferiore alla media nazionale (15,6%);  costruzioni (14,8%), la cui incidenza è in linea con il dato nazionale (14,6%) e inferiore al dato regionale (16,4%); agricoltura e pesca, con incidenza pari al 13,1% (Emilia-Romagna e Italia 14,5%); servizi di alloggio e ristorazione (10,4%), incidenza superiore al dato regionale e nazionale ( rispettivamente pari al 7,3% e al 7,4%).

L’offerta ricettiva del 2016 si compone di 4.268 strutture (alberghiere e non) per oltre 237 mila posti letto (pari al 51.0% dell’offerta ricettiva della regione Emilia-Romagna). Nel territorio in esame il flusso turistico annuale riporta 4,5 milioni di arrivi per oltre 20,5 milioni di presenze, di cui 4,7 milioni relative a turisti stranieri; attività manifatturiere (8,7% del totale, Emilia-Romagna 10,9%, Italia 9,6%). I comparti principali sono: fabbricazione di prodotti in metallo (per il 17,9% del totale delle imprese attive nel manifatturiero), industria alimentare (10,7%), confezioni e abbigliamento (8,5%), fabbricazione di mobili (7,8%); attività immobiliari (7,6% del totale), Emilia-Romagna 6,6%, Italia 4,8%; servizi alle imprese (5,9%), incidenza inferiore al dato regionale (6,6%) e nazionale (6,7%); trasporti (2,9%), incidenza in linea con la media regionale e superiore a quella nazionale (2,3%), servizi finanziari (1,9%), incidenza inferiore al dato regionale (2,2%) e nazionale (2,3%).

In termini di numerosità, assumono particolare rilievo le imprese artigiane attive (21.944), pari al 30,6% del totale (a fronte del 31,9% regionale e del 25,9% nazionale). Rilevante anche la realtà delle imprese cooperative che ammontano a 850 (1,2% del totale, Emilia-Romagna 1,3%, Italia 1,6%). Significativa per la creazione del valore economico e dei valori sociali è la presenza e l’attività delle organizzazioni non profit: l’ultimo Censimento Istat del 2011 ne ha individuate 4.470 (il 17,8% del totale regionale), con 11.500 addetti e più di 64 mila volontari.

In relazione agli scambi con l’estero, le esportazioni del territorio Romagna rappresentano il 28,0% del valore aggiunto totale a prezzi correnti, dato inferiore rispettivamente a quello regionale (41,2%) e nazionale (27,9%). Il valore degli scambi internazionali (somma tra importazioni ed esportazioni) è pari al 41,5% della ricchezza generata nel territorio (65,0% in Emilia-Romagna e 52,3% in Italia). Nel 2016 le esportazioni del territorio Romagna sono state pari a 5,46 miliardi di euro correnti (il 9,7% del totale regionale).

Il settore “tessile, abbigliamento, pelli e accessori” costituisce circa un quinto (il 20,8%) delle esportazioni totali del territorio Romagna; segue il settore dei macchinari (19,9%), il comparto delle “altre attività manifatturiere” (10,8%), produzione di metalli (9,7%) e mezzi di trasporto (7,9%). Il principale mercato di uscita per le imprese del territorio Romagna è l’Unione Europea, verso la quale sono indirizzate più della metà delle esportazioni a valore (il 56,3% del totale). I principali Paesi di destinazione delle esportazioni sono: Germania (10,3%), Francia (10,2%), Stati Uniti, (9,0%), Regno Unito (6,9%) e Spagna (4,4%).

Le esportazioni nette (saldo commerciale) sono pari al 14,3% del valore aggiunto per il territorio Romagna, lievemente inferiore al dato regionale (17,4%) ma ampiamente superiore alla media nazionale (3,4%). "Premessa la diversa composizione settoriale dei territorio, la propensione alle esportazioni e il grado di apertura del sistema produttivo Romagna ha evidenti margini di miglioramento rispetto alla regione e all’Italia - conclude Moretti -. In conclusione, lo sguardo d’insieme sui 55 comuni che compongono l’area Romagna, Forlì-Cesena e Rimini, rimanda, aldilà dei numeri, alla ricchezza di paesaggi e di opportunità di questo territorio fortunato che aspetta solo di trovare altre e nuove strade per fare sempre meglio".

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