Il mondo della ristorazione unito: "Fatti sforzi contro il covid. Ora servono aiuti concreti"

"Non dobbiamo arrenderci, non dobbiamo smettere di combattere pacificamente esprimendo in modo democratico il nostro dissenso, non dobbiamo smettere di sperare ed agire", viene evidenziato

Il 30 ottobre scorso in Piazza Ordellafi, davanti al palazzo della Prefettura, venne celebrato il funerale dell'economia dopo l'ultimo dpcm anti-covid, con misure restrittive che hanno interessato in particolar modo il settore della ristorazione, bar, pub e ambulanti. "Il lavoro è vita, il lavoro è dignità", fu il filo conduttore della manifestazione apartitica ed apolitica, organizzata "per non sottovalutare l’indotto rappresentato dalle attività coinvolte direttamente ed indirettamente dalle nuove restrizioni".

"Il Covid-19 è una realtà inaspettata con la quale ci troviamo a dover combattere - sottolineano coloro che hanno promosso la manifestazione, Joseph Catalano e Loretta Carbonetti, Ceo di Casta -. Gli imprenditori hanno affrontato con grande responsabilità l'emergenza sanitaria investendo consistenti risorse economiche e umane per l’applicazione dei protocolli sanitari a tutela della salute di dipendenti, clienti, e tutti i cittadini utilizzatori dei loro servizi. Quindi hanno attivamente e tempestivamente contribuito, per quanto è stato loro richiesto, alla lotta contro la pandemia".

"Non vanifichiamo questi sforzi con l’adozione di misure indiscriminate, senza distinzione delle situazioni realmente a rischio da quelle mantenute sicure dall’impegno degli imprenditori e del loro personale - viene evidenziato -. Sono necessari controlli capillari sul territorio per fermare tutte quelle situazioni che non rispettano i protocolli di sicurezza e pesanti sanzioni per i trasgressori, lasciando operare le attività che si sono adeguate con responsabilità a tutela della salute pubblica che rimane prioritaria".

"Abbiamo consegnato al Prefetto Antonio Corona una lettera contenete alcune nostre proposte che è stata recapitata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un piccolo grande gesto, simbolo di una coesione sociale trasversale che unisce imprenditori accomunati dal dramma economico del settore di appartenenza. Ogni singola voce di protesta non cade nel vuoto, il nostro intento è che tutte si uniscano in un unico potente grido di dolore che possa far emergere pesantemente i problemi reali che stiamo affrontando da mesi senza aiuti concreti sufficienti a sostenere la sopravvivenza delle aziende, senza strategie di supporto alle pmi dal Governo".

"Dobbiamo essere comunque certi che tutto ciò finirà, servirà tempo e ne siamo consapevoli, ma non dobbiamo arrenderci, non dobbiamo smettere di combattere pacificamente esprimendo in modo democratico il nostro dissenso, non dobbiamo smettere di sperare ed agire - concludono -. Abbiamo necessità di investire le nostre energie in pensieri e progetti positivi per non soccombere alla strategia del panico che sta fortemente provando i nostri equilibri psichici. La psiche è la nostra prima alleata: solo dentro di noi possiamo trovare la serenità, la forza e le risorse che ci facciano superare le difficoltà, anche le più complesse. La nostra iniziativa ed opera di sensibilizzazione non si ferma, restiamo insieme ed uniti".

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