Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Il sistema imprenditoriale locale si tinge sempre più di rosa, ma ci sono pochi giovani: "Agire sull’innovazione e sul digitale"

"Come ha detto il presidente Sergio Mattarella, in occasione del 75esimo anniversario della nostra Repubblica, "Questo è il tempo di costruire il futuro”", evidenzia Zambianchi

Nel territorio della provincia di Forlì-Cesena, al 31 dicembre si contano 19.280 persone con carica attiva di amministratore. Di queste il 23,9% è donna (Emilia-Romagna 26,7%, Italia 25,7%) e il 5,4% ha nazionalità non italiana (Emilia-Romagna 7,1%, Italia 6,7%). E' quanto emerge dal report presentato dalla Camera di Commercio, specificando che "negli ultimi 5 anni nel territorio in analisi, le cariche di amministratore sono aumentate del 3,6%, a fronte invece di una contrazione delle imprese attive del 4,0%; l’incidenza degli amministratori donna è cresciuta (era, infatti, pari al 22,7% nel 2015), così come quella degli amministratori non italiani (3,9% nel 2015)". Al 31 dicembre, sul totale degli amministratori di impresa del territorio provinciale, solamente il 2,8% ha meno di 30 anni, mentre la maggioranza assoluta (il 63,6%) è over 50. Dal 2015 il peso di tale classe di età è aumentato (era, infatti, pari al 58,2%); l’età media degli amministratori è di 54 anni (Emilia-Romagna 54 anni, Italia 53 anni).

"Come ha detto il presidente Sergio Mattarella, in occasione del 75esimo anniversario della nostra Repubblica, "Questo è il tempo di costruire il futuro”. E per costruire il futuro abbiamo bisogno degli italiani e del loro “genio”, di quelle capacità umane e imprenditoriali che hanno portato tanti successi al “Made in Italy” in tutto il mondo - dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Per azioni di questo tipo non si può prescindere dal capitale umano e dalle capacità organizzative e gestionali. I dati del nostro Osservatorio Economico mostrano una fotografia precisa della struttura della governance del sistema imprenditoriale locale, che si sta aprendo, seppure lentamente, alle donne e in cui stanno aumentando gli amministratori “non italiani”, mentre la presenza degli “under 30” è ancora assai bassa. È importante, perciò, soprattutto in questa fase storica caratterizzata da pesanti difficoltà e da grandi cambiamenti, sostenere le aziende agendo sulla cultura d’impresa, sull’innovazione e sul digitale. Tutto ciò con particolare attenzione per le imprese più piccole. Di conseguenza, occorre facilitare la qualificazione e il reskill, sia dei lavoratori, sia delle governance. Aspetti questi che, considerate le innovazioni imposte o accelerate dalla pandemia, saranno fondamentali anche per la ripresa, affinché essa sia ampia, forte e sostenibile”.

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