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Imprese sul territorio, il saldo resta in positivo

I dati relativi alla numerosità e alle dinamiche delle imprese della provincia di Forlì-Cesena evidenziano complessivamente 428 iscrizioni a fronte di 420 cessazioni, con un lievissimo saldo positivo pari a +8 unità

I dati Movimprese relativi al terzo trimestre 2012, resi noti dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, evidenziano un lievissimo saldo positivo, in peggioramento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Continuano le difficoltà dei principali settori economici (costruzioni, manifatturiero, agricoltura, commercio e trasporti) mentre segno positivo per il settore “alloggio e ristorazione”.

I dati relativi alla numerosità e alle dinamiche delle imprese evidenziano complessivamente 428 iscrizioni a fronte di 420 cessazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio), con un saldo positivo pari a +8 unità (nel III trimestre 2011 il saldo era pari a +42 unità)
Questo è quanto emerge dall’elaborazione effettuata da Movimprese, la banca dati di Infocamere, che fornisce alle Camere di Commercio numeri e statistiche relative alle movimentazioni delle aziende a cadenza trimestrale. Questa variazione è causata dalla diminuzione sia delle nuove iscrizioni, che sono scese dalle 546 del terzo trimestre 2011 alle 428 del terzo trimestre 2012, che delle cessazioni,scese da 504 a 420.

I tassi di crescita relativi al trimestre, calcolati sulle imprese registrate al netto delle cancellazioni d’ufficio, comprendendo l’agricoltura, sono leggermente positivi per tutti i livelli territoriali: +0,02% in provincia, +0,18% in regione e +0,24% in Italia. Al 30 settembre 2012 le imprese “registrate” presso la Camera di Commercio di Forlì-Cesena sono risultate 44.557, delle quali 40.093 attive. Le imprese attive hanno fatto rilevare una diminuzione rispetto all’analogo periodo 2011, col dato provinciale che appare peggiore di quello degli altri livelli territoriali: rispettivamente -1,4% in provincia, -0,9% in regione  e -0,6% in Italia. Le variazioni calcolate al netto del settore agricolo mostrano una flessione più contenuta: -0,9% in provincia, -0,7% in regione, -0,2% in Italia.

Fra i settori più significativi quanto a numerosità delle imprese attive, prosegue il calo delle costruzioni (-2,8%), che rappresentano il 20,4% del totale delle imprese attive al netto dell’agricoltura. Analoga diminuzione è registrata anche dal manifatturiero, la cui incidenza è pari al 12,1%. Più contenuta la flessione del commercio (-1,3%) che costituisce il 26,9% delle imprese attive al netto dell’agricoltura.
Dato positivo per il settore “alloggio e ristorazione” (8,5% sul totale), in cui risulta una crescita dell’1,4%. Moderata di munizione (-0,5%) per le attività immobiliari (incidenza del 7,9%); ancora in situazione di difficoltà (-2,4%) i “trasporti e magazzinaggio” (incidenza del 5%). Le “Altre attività di servizi” (ATECO S, comprendente in particolare servizi alla persona), hanno registrato una leggera diminuzione, pari allo 0,3% (incidenza del 5,5%).

Prosegue il calo delle imprese agricole, con un tasso del -3% rispetto al terzo trimestre 2011. La flessione provinciale di tali imprese è più pronunciata rispetto a quella regionale (-2,3%) e nazionale (-2,6%). Per quanto riguarda la forma giuridica delle imprese al netto dell’agricoltura, prosegue – sebbene a ritmi moderati – la crescita delle società di capitale (+0,5%), che rappresentano il 17,9% delle imprese attive non agricole. L’incidenza provinciale resta inferiore a quella regionale (21,7%) e nazionale (21,5%).

Le ditte individuali, pari al 54,6% delle imprese (54% in regione, 57,1% in Italia), sono diminuite dell’1,7%. Le società di persone, pari al 24,8% del totale (21,7% in regione, 18,8% in Italia), sono in calo dello 0,9%. Esaminando infine il comparto artigiano, si rileva che le imprese artigiane iscritte nel Registro Imprese della provincia di Forlì-Cesena al 30 settembre 2012, ammontano a 13.433, di cui 13.418 attive. Le nuove iscrizioni nel trimestre sono state 148 e le cessazioni 216, con un saldo negativo di -68 unità. La variazione a livello provinciale è stata pari al -0,5% (-0,09% per l’Emilia Romagna e -0,1% per l’Italia).
 

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