In crescita i dolci del Natale: l'artigianato alimentare eccellenza del made in Italy

Come evidenzia Marco Valenti, vicesegretario di Confartigianato Forlì, "si è registrato un calo dello 0,8% del volume delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari"

L’ufficio studi di Confartigianato ha analizzato l’andamento del comparto alimentazione, in occasione delle imminenti festività natalizie. Nel mese di dicembre viene stimata una spesa delle famiglie per prodotti alimentari di 14,6 miliardi di euro, il 24,7% in più della media degli altri 11 mesi, di cui il 42,6%, pari a 6,2 miliardi, per prodotti offerti anche da imprese artigiane. Con le festività legate al Natale, le vendite al dettaglio di prodotti alimentari sono superiori del 22,2% alla media mensile annua e il consumo delle famiglie di alimenti e bevande è stimato a 14.590 milioni di euro, 2.646 milioni in più del consumo medio mensile.

Come evidenzia Marco Valenti, vicesegretario di Confartigianato Forlì, "si è registrato un calo dello 0,8% del volume delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari dopo che, per due anni, era stata interrotta una serie negativa di otto anni. Tuttavia, nell’ultimo anno l’occupazione è cresciuta dell’1,4% e dal 2009 al 2017 si registrano 100.575 occupati in più (+25,7%). Nelle imprese artigiane, ci sono 155.054 addetti, pari al 36,2% del totale. Il 2017 ha fatto inoltre registrare il massimo storico nelle esportazioni di alimentari e bevande, con un valore di 32.223 milioni di euro nell’ultimo anno e una incidenza dell’1,90% del Pil, anch’essa ai massimi storici. Nei primi 8 mesi del 2017 l’export del settore ha rappresentato il 7,3% delle esportazioni italiane ed è cresciuto del 6% rispetto al 2016, accompagnando la crescita del 7,5% del totale delle esportazioni".

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In particolare i mercati dell’Unione Europea, che rappresentano il 62,8% dell’export del comparto, crescono del 5%, mentre registrano un maggior dinamismo quelli al di fuori dell’Europa, che aumentano del 7,7%. Interessante notare i dati relativi alla produzione tipica del periodo natalizio: le vendite all’estero del capitolo che comprende i dolci da ricorrenza registrano un incremento tendenziale del 5,8%. Il dato è una combinazione di una crescita del 5% sui mercati dell’Unione europea nonostante il segno meno verso la Francia, prima piazza di vendita del made in Italy alimentare, sebbene in calo dell’1,9% e del +8,6% per i mercati extra Ue. Tra i principali mercati aumenti a doppia cifra per Stati Uniti (+31,4%), Belgio (+24,2%), Polonia (+15,1%) e Svizzera (+13,9%). L’effetto Brexit si manifesta anche sull’esportazioni di dolci di Natale, verso il Regno Unito, in calo del 10,8% nell’ultimo anno. 

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