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Industria, peggiora la situazione. "Segni negativi anche nel 2012"

Segnali di sofferenza dalle imprese manifatturiere della provincia di Forlì-Cesena, questo emerge dalla rilevazione dell'Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Forlì-Cesena riferita al quarto trimestre 2011

Segnali di sofferenza dalle imprese manifatturiere della provincia di Forlì-Cesena, questo emerge dalla rilevazione dell’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Forlì-Cesena riferita al quarto trimestre 2011: la maggioranza dei settori ha peggiorato le performance annuali. Si chiude un anno contrassegnato da andamenti contrastanti per l’industria manifatturiera provinciale: nella prima parte del 2011 si evidenziano segnali di miglioramento, nella seconda invece di difficoltà.

Esaminando i dati riferiti all’ultimo trimestre 2011, si osserva che le imprese manifatturiere del forlivese e del cesenate hanno manifestato segni di sofferenza, dovuti al rallentamento congiunturale in atto. In particolare, nell’arco degli ultimi 12 mesi, le performance produttive risultano negative per “confezioni” e “mobili”, stabili per “legno”, mentre restano di segno positivo per gli altri settori. Queste tendenze sono confermate in tutte le classi dimensionali e sui principali indicatori (produzione, fatturato, ordinativi). La percentuale di imprese in crescita è bruscamente calata: infatti, solo il 38,3% ha dichiarato un aumento della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, contro il 45,2% che ha indicato una diminuzione. “I dati congiunturali riferibili al 2011 - commenta il presidente Alberto Zambianchi – mettono in luce come la situazione si sia progressivamente deteriorata nel corso dell’anno, fino a segnare, nell’ultimo trimestre, valori negativi che rimarranno tali, a detta degli imprenditori, anche nel primo trimestre 2012. Le previsioni infatti sono orientate ad un calo della produzione e del fatturato, con una sostanziale, però, tenuta degli ordini, interni soprattutto, e dell’occupazione. Quindi aspettative pessimistiche, rispetto alle impressioni raccolte un anno fa; mi conforta però il fatto che i dati di consuntivo si rivelano essere, di solito, meno negativi di quelli attesi.”

RISULTATI RISPETTO AL TRIMESTRE PRECEDENTE
Gli ultimi tre mesi hanno segnato una ripresa dei ritmi lavorativi, rispetto al trimestre precedente caratterizzato dalla pausa per le ferie estive; il quarto trimestre ha infatti registrato un aumento del volume fisico della produzione (+3,6%) e del fatturato (+6,2% a valori correnti). Anche la domanda è cresciuta, +4,0% quella interna e +6,5% quella estera. Nel corso di questo trimestre il numero degli addetti occupati ha registrato una diminuzione dell’1,0%.

RISULTATI RISPETTO ALLO STESSO TRIMESTRE DELLO SCORSO ANNO
Incerti gli andamenti evidenziati dal complesso delle imprese intervistate, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno; la produzione è diminuita dell’1,0% mentre il fatturato, a valori correnti, è aumentato dell’1,1%; gli ordinativi raccolti sul mercato italiano sono stati più contenuti (-2,1%) mentre quelli pervenuti dall’estero (+1,2%) sono risultati in aumento. Nell’arco degli ultimi 12 mesi il numero degli occupati ha registrato una crescita dello 0,7% con risultati, però, molto differenti fra settore e settore.

RISULTATI DELLA MEDIA DEGLI ULTIMI 12 MESI RISPETTO AI 12 MESI PRECEDENTI
Su base annuale (media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti), tutti gli indicatori sono positivi per effetto del buon andamento dei primi sei mesi: all’aumento della produzione del 4,2% si accompagna quello del fatturato (a valori correnti) dell’8,6%. La domanda italiana è cresciuta del 2,8% e quella estera del 2,6%; la percentuale media delle vendite effettuate al di fuori dell'Italia si è attestata al 25,5% del fatturato complessivo. Il saldo occupazionale si conferma attivo (+2,4%). Dal punto di vista territoriale il settore industriale ha segnato un rafforzamento produttivo, sia nell’area di Forlì, sia in quella di Cesena. Analizzando i dati secondo la classe di addetti dell’impresa, si evidenzia che tutte le classi considerate hanno registrato risultati produttivi positivi compresi fra il 7,2% della classe di imprese da 20 a 49 addetti” e l’1,4% di quella con “oltre 249 addetti”.

Alla rilevazione hanno partecipato 188 imprese che, a fine trimestre, occupavano quasi 17.000 addetti. Con un grado di copertura del 24% delle imprese e del 53% degli addetti, si tratta di un campione largamente rappresentativo delle imprese con dimensione aziendale di 10 addetti e oltre; sono invece escluse dall’indagine le piccolissime imprese (da 1 a 9 addetti).
 

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