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In 4mila per l'innovazione: "Tanti giovani, pochi imprenditori"

Sono passate quasi due settimane dalla due giorni de "L'innovazione responsabile", e la presidente di Romagna Creative District, Barbara Longiardi, tra i promotori dell'evento, tira le somme di questo evento

Sono passate quasi due settimane dalla due giorni de “L'innovazione responsabile”, e la  presidente di Romagna Creative District, Barbara Longiardi, tra i promotori dell'evento, tira le somme di questo evento, terzo e conclusivo appuntamento della rassegna "L'Arte di Innovare" che, ad una prima stima, ha superato le 4mila presenze durante i 40 percorsi creativi, tra confronti, approfondimenti, spettacoli, esposizioni e laboratori, che si cono concentrati venerdì 9 e sabato 10 settembre in tutto il centro storico di Forlì.
 
Siete soddisfatti dei risultati?
Assolutamente sì, il territorio ha risposto in maniera attiva e propositiva, sia con i volontari e gli spazi messi a disposizione dal pubblico e dal privato, sul fronte organizzativo, che su quello dell'affluenza di pubblico. E' mancata però la presenza dei grandi imprenditori, che forse si sono sentiti meno parte in causa. Abbiamo invece registrato una grande partecipazione di giovani, anche del mondo dell'imprenditoria.

Quali eventi hanno suscitato più interesse?
Molto gradite e partecipate sia la plenaria di apertura, dove Franco Loi ha fatto una panoramica originale e coinvolgente del mondo dell'innovazione, sia quella di chiusura, con gli interventi del presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Piergiuseppe Dolcini, del presidente di Romagna Acqua, Ariana Bocchini e  del sindaco, Roberto Balzani. L'interesse e la reattività sono stati mostrati su tutti i settori, perchè coinvolgevano target diversi.

Dopo questo evento, come definirebbe l'innovazione?
Userò le parole che ho sentito spesso durante gli eventi. Innovazione è un processo, non è un metodo, e include sempre un margine di rischio nella capacità di gestire la destabilizzazione che il cambiamento crea. Necessariamente deve passare attraverso la condivisione, avendo come obiettivo il benessere.

Forlì è stato il terreno giusto per questa iniziativa?
C'era la voglia di qualcosa del genere, ma è stato un territorio difficile, perchè i forlivesi andavano convinti con determinazione e coinvolgimento. A parte i giovani, i cittadini partono sempre prevenuti.

Pensate di riproporre un evento di questo genere?
La disponibilità e la voglia ci sono. Si tratta di una partita importante legata al territorio e quindi va creata in condivisione, con un legame corale.
   

 


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