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"Io apro", Confcommercio Confesercenti. "No alle iniziative fuori dalla legalità. Ma le chiusure non sono più sostenibili"

Confcommercio Forlì e Confesercenti Forlì, attraverso i direttori Alberto Zattini e Giancarlo Corzani, intervengono in vista del nuovo Dpcm, che dovrà fissare le nuove regole per la gestione della pandemia a partire da sabato

"La situazione attuale che continua a vedere la chiusura delle attività della ristorazione e dei pubblici esercizi senza prospettive di riaperture ma addirittura di ulteriori limitazioni ha portato all’esasperazione le imprese locali del settore e rischia di portare al fallimento decine d’imprese del settore con la perdita di centinaia di posti di lavoro". È la denuncia di Confcommercio Forlì e Confesercenti Forlì, attraverso i direttori Alberto Zattini e Giancarlo Corzani, in vista del nuovo Dpcm che dovrà fissare le nuove regole per la gestione della pandemia a partire da sabato.

"Le imprese, in modo molto responsabile - continuano Zattini e Corzani - hanno mantenuto un grande equilibrio, rispettando le regole e adeguando le loro attività alle diverse disposizioni, anche con investimenti di notevole entità. Questi sforzi non sono riconosciuti e si continua a guardare a questo settore come una delle cause principali della diffusione della pandemia pur in assenza di dati a conferma di questa tesi".

Secondo le due associazioni, "questo atteggiamento favorisce anche l’organizzazione di iniziative di dubbia efficacia e pericolose per le imprese, i lavoratori e la clientela ma che sono la manifestazione di un disagio e una situazione di difficoltà". Iniziative da cui le due associazioni si dissociano "in modo netto in favore di un atteggiamento che rimane all’interno della legalità, ma che rivendica con forza la necessità di dare risposte immediate".

"Non è più possibile - concludono Zattini e Corzani -. continuare a tener chiuse queste aziende. Occorre il coraggio di consentire loro di riaprire e riguadagnare dignità e prospettive, aggiornando eventualmente i protocolli vigenti ma trattando queste imprese come quelle degli altri settori economici".

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