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"Io apro", la presa di posizione di Confartigianato Forlì: "Non è il momento delle divisioni"

Confartigianato Forlì, evidenzia Morigi, "in sinergia col livello regionale e nazionale, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, è in contatto con le istituzioni per la tutela delle imprese associate"

"Non è il momento delle divisioni". E' l'appello del presidente di Confartigianato Forlì, Luca Morigi, alla vigilia della protesta nazionale pacifica nata dal web "Io apro", con gli operatori dei pubblici esercizi pronti ad aprire nonostante i divieti imposti dai decreti anti-covid. Confartigianato Forlì, evidenzia Morigi, "in sinergia col livello regionale e nazionale, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, è in contatto con le istituzioni per la tutela delle imprese associate, tuttavia senza coesione e rispetto delle norme, anche se non sempre condivisibili, diviene ancora più complesso raggiungere gli obiettivi. Per questo abbiamo chiesto ai nostri imprenditori di operare nel rispetto della legalità, pur comprendendo pienamente le motivazioni della “protesta gentile” prevista per il 15 gennaio. Non è violando quanto disposto dai decreti che si possono lenire le difficoltà che stanno affrontando le imprese del comparto alimentazione, bensì con ristori adeguati, che tengano realmente conto del calo di fatturato subito, continuando a consentire l’asporto e, qualora l’emergenza rientrasse, vigilando sul rispetto dei protocolli, così da non penalizzare un’intera categoria a causa di pochi irresponsabili".

"Le imprese hanno risposto con grande senso di responsabilità, investendo in sicurezza e impegnandosi a seguire scrupolosamente i protocolli a tutela della salute della collettività, per questo non deve essere vanificato lo sforzo fin qui profuso, con questo genere di proteste - conitnua il presidente dell'associazione degli artigiani -. Sono molti i settori in sofferenza, gli allestitori fieristici, le palestre, il trasporto persone; il virus ha originato una crisi senza precedenti, modificando pesantemente il quotidiano. La speranza è riposta, oltre che nel rispetto delle norme di sicurezza, nel vaccino. Siamo intervenuti anche su questo tema chiedendo l’inserimento, fra coloro che devono essere vaccinati prioritariamente, di alcune categorie a rischio, parimenti esposte al pericolo di contagio: dipendenti di imprese di pompe funebri e di imprese che effettuano lo smaltimento di rifiuti ospedalieri e sanitari".

"Abbiamo scritto alla dirigenza dell’Ausl locale, evidenziando la delicatezza di queste mansioni, senza le quali diventerebbe impossibile arginare i contagi - viene aggiunto -. Ma siamo attivi, anche attraverso il regionale e la confederazione nazionale, per ribadire le ragioni di chi rischia di chiudere per sempre se non ripartirà l’economia. È un lavoro incessante, che viene fatto lontano dai riflettori e senza clamore, per evitare di alimentare polemiche, oggi ancora più dannose, in un clima di stanchezza e rabbia diffuse. Capiamo le ragioni di chi fa impresa e le tuteliamo, ma per farlo è indispensabile l’unità di intenti, per questo ribadiamo che la protesta, per quanto legittima, non può mai trascendere dalla legalità".

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