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Iper, "altri negozi chiuderanno: colpa delle aperture straordinarie e degli affitti alle stelle"

L'allarme e le accuse arrivano dirette dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. "Dopo la vicenda Adidas, Benetton e Sisley anche altri imprenditori hanno comunicato ai dipendenti l'intenzione di mollare a fine anno

“La crisi colpisce anche il centro commerciale, che dall’apertura di aprile 2011 fino ad oggi, ha resistito alla tzunami che ha colpito il restante tessuto commerciale della città. Le imprese presenti nel centro commerciale sempre più con l’acqua alla gola, licenziano denunciando affitti alle stelle e costi altissimi da sostenere legati agli estesi orari di apertura del centro”. L'allarme e le accuse arrivano dirette dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

Dopo la vicenda Adidas, Benetton e Sisley – continua la nota - anche altri imprenditori hanno comunicato ai dipendenti l’intenzione di mollare a fine anno, vista anche l’assenza di risposte da parte della direzione del centro commerciale, che continua a sostenere una politica basata sull’estensione degli orari di apertura come se il paese non  fosse in recessione. - accusano i sindacati - anche l’apertura straordinaria di sabato fino a mezzanotte ha avuto, a quanto pare, uno scarso risultato portando gli incassi del sabato ad un livello inferiore di quello precedente, con operatori che hanno lavorato in alcuni casi anche 14 ore, riscontrando dalle 21 in avanti, a parte un po’ di movimento dovuto allo spettacolo organizzato, una galleria deserta e con pochissimi risultati in termini di acquisti”.

A questo punto i sindacati “chiedono, per prima cosa, il rispetto del patto sottoscritto all’apertura del centro. Le nostre richieste sono chiare : informazioni preventive rispetto alle chiusure e ai subentri, utilizzo di ammortizzatori sociali da parte delle aziende ivi ubicate e garanzie occupazionali per i dipendenti. Riteniamo non ci sia  più tempo di aspettare nemmeno sul tema degli orari di apertura, la rete commerciale forlivese è al collasso bisogna limitare i danni e forse, vista anche la perdurante crisi, i tempi sono maturi per riprendere l’idea di un patto tra imprese in merito alla gestione degli orari di apertura evitando inutili e maggiori costi per tutti. Anche l’Amministrazione comunale deve fare la sua parte, riteniamo infatti che alcune scelte in materia di nuove aperture commerciali debbano essere ben ponderate considerando che il contesto, sia dell’alimentare che del commercio altro, è decisamente saturo. Auspichiamo pertanto una ripresa del dialogo che tenga tutti insieme nel tentativo di traghettare il territorio fuori dalla crisi senza perdere ulteriori pezzi per strada”.

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