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Dometic Italy, possibile trasferimento all'estero dei progettisti: vertice in Prefettura

A dar voce all’azienda c’era Marco Grimandi, affiancato da un’esponente di Confindustria. Ha partecipato ai lavori anche l’assessore comunale Paola Casara

Il vertice della multinazionale svedese che controlla la proprietà della Dometic Italy di Forlì dovrà fornire precise rassicurazioni scritte sul mantenimento della forza lavoro dell’unità produttiva e degli impiegati del reparto di progettazione coinvolti (questi ultimi) in un preciso piano di trasferimenti nelle filiali tedesca e ungherese. Questo l’esito, condiviso, dell’incontro svoltosi mercoledì in Prefettura a Forlì richiesto dalla segreteria territoriale della Fiom-Cgil di Forlì, rappresentata da Fabio Torelli, e dal segretario provinciale Ugl Metalmeccanici, rappresentato da Francesco Stavale.

A dar voce all’azienda c’era Marco Grimandi, affiancato da un’esponente di Confindustria. Ha partecipato ai lavori anche l’assessore comunale Paola Casara. Le conclusioni sono state tratte dal capo di gabinetto della Prefettura, Valentina Sbordone, facente le veci del prefetto, che ha moderato l’incontro. La riunione si era resa necessaria per i sindacati una volta appresa la notizia che era in corso l’intenzione della proprietà di trasferire all’estero gran parte degli impiegati dell’unità produttiva. Col timore che si possa generare una ripercussione negativa a catena sugli altri reparti dell’azienda.

“A difesa dei lavoratori della Dometic di Forlì, nel 2013 già interessati da un brusco piano di ridimensionamento, come sindacato Ugl ci siamo sempre battuti - esordisce Stavale -. E lo abbiamo fatto in estate anche per la richiesta del rinnovo dei contratti. Questa volta abbiamo chiesto di acquisire puntuali e precise informazioni sull’attuale situazione in azienda, soprattutto sul versante occupazionale, visto che si parla di una realtà che conta una sessantina di addetti".

Grimandi ha spiegato che nel 2013 si trasferì in Cina la produzione di condizionatori per camper, ma che a Forlì l’unità produttiva di generatori, forte di una nuova commissione, e con operai ad alta specializzazione, ha lavoro da svolgere per tutto il 2020. I sindacati, oltre alle valutazioni positive spese verbalmente dal rappresentante dell’azienda, hanno ritenuto opportuno acquisire precise formali rassicurazioni scritte e la Prefettura ha avviato l’iter che, attraverso il verbale della riunione di mercoledì, si completerà a seguire con la richiesta di un intervento scritto degli amministratori della multinazionale svedese affinché si conoscano le loro precise intenzioni sul futuro dello stabilimento forlivese.

Il sindacato dei metalmeccanici Ugl , conclude Stavala, ha ribadito in prefettura "di battersi per mantenere al massimo del potenziale della forza lavoro lo stabilimento romagnolo, chiedendo ai soggetti interessati di fugare ogni ipotesi di delocalizzazione o di spoliazione lenta ma continua dei reparti. Si comunichi a Forlì quali  decisioni si intendono prendere in Svezia e che lo si metta per iscritto che non si intendono cancellare produzioni, competenze e una storia industriale che in Romagna oggi ha comunque un peso”.

"La Dometic - afferma Torelli - occupa al momento 60 dipendenti ed era stata protagonista negativa di un tentativo di delocalizzazione già nel 2013, quando vi era stato il tentativo dell’azienda di portare via di notte macchinari e produzioni e dove solo dopo lunghi mesi di scioperi si era giunti a un
accordo al Ministero del Lavoro che garantiva la permanenza delle lavorazioni in Italia. L’incontro si è reso necessario perché nell’ultimo periodo vi è stata una diminuzione dei modelli prodotti a Forlì, il mancato investimento su nuovi prodotti e in ultimo la previsione della chiusura del reparto di progettazione; fatti che determinerebbero a nostro avviso chiari segnali di disinteresse della multinazionale per lo stabilimento forlivese".

Prosegue il sindacalista della Fiom: "Nell’incontro non sono arrivati segnali di continuità nell’impegno della multinazionale nel nostro territorio: nonostante l’azienda affermi di avere ordinativi per il sito forlivese fino ad agosto 2020, pensiamo che questo non sia sufficiente laddove un pezzo importante come quello della progettazione venga spostato in un altro sito, con tutta probabilità in un Paese con il costo del lavoro più basso. E’ necessario che la Dometic garantisca che la produzione rimanga nello stabilimento forlivese, che non chiuda il reparto di progettazione per garantire l’attuale servizio di assistenza vendita e assistenza ai lavoratori in produzione e che ci si impegni a stabilizzare l’attuale livello produttivo e occupazionale negli anni a venire. Si rischia di assistere all’ennesimo caso di una realtà che lascia il nostro territorio per cercare all’estero maggiori profitti, anche quando non vi sono problematiche di produttività". L’incontro si è concluso con l’impegno della Prefettura ad aggiornare il tavolo acquisendo maggiori informazioni dai vertici della multinazionale svedese, al fine di avere impegni chiari per la conclusione positiva della vertenza in atto.

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