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Sabato, 13 Aprile 2024
Lavoro

Istituito il tavolo provinciale sicurezza sul lavoro, ecco le proposte dell’Ugl: “Rafforzare le misure di controllo”

L’incontro con le parti sociali si pone in continuità con Patto per il lavoro e per il clima della Regione Emilia – Romagna e la sottoscrizione nel settembre scorso del Protocollo per la promozione della legalità, della sicurezza e della qualità del lavoro negli appalti della Provincia di Forlì-Cesena

Si è svolta lunedì la prima riunione del Tavolo provinciale per la  salute e  la sicurezza sui luoghi  di lavoro della Provincia di Forlì-Cesena. Di fatto, nasce un osservatorio territoriale condiviso – aperto alle parti sociali, alle associazioni di categoria, alle organizzazioni datoriali, agli esponenti istituzionali e le autorità del territorio per costruire un “Patto di responsabilità” tra tutte le parti coinvolte. Per il sindacato Ugl è intervenuto Cristian D'Aiello, responsabile provinciale dell'Ugl giovani di Forlì-Cesena, che ha ricordato come in tema di infortuni sul posto di lavoro “i dati provinciali dello scorso anno siano tra i peggiori a livello regionale”.

“La nostra provincia di Forlì-Cesena, insieme a Ravenna,  Parma e Piacenza, è tra  le province più pericolose per i lavoratori – ha ricordato D'Aiello -. In Emilia-Romagna sono state 91 le vittime sul lavoro accertate nel 2023, la nostra regione è quarta in Italia per infortuni mortali sul lavoro. Mentre le province più sicure sono Bologna, Reggio Emilia e Rimini. La nostra regione ha un’incidenza di mortalità sopra la media nazionale. Ed è preoccupante è soprattutto il numero in crescita di denunce di infortunio sul lavoro fino ai 14 anni. In regione in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio sul luogo  di lavoro è il settore delle Attività Manifatturiere. Seguono a lunga distanza i settori Trasporti e Magazzinaggio, Sanità, Costruzioni e Commercio. Un dato che coincide con le patologie più frequenti registrate dall'Inail a livello nazionale, ovvero quelle del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. Seguono le malattie del sistema nervoso a dimostrare i carichi di stress a volte insostenibili sul luogo di lavoro”.

“In generale le malattie professionali sono in crescita in Italia, maglia nera in Europa, e  incidenti, morti bianche e malattie professionali toccano soprattutto le regioni considerate la locomotiva economica d’Italia. Ovvero: Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Che fare per arginare il fenomeno?”, evidenzia e si chiede D'Aiello. “Su scala locale, abbiamo indicato in varie sedi “buone prassi” per arginare il fenomeno ed abbiamo promosso numerose iniziative di formazione e prevenzione del rischio - aggiunge -. A tutto campo. Penso anche al fatto che come dipartimento Giovani Ugl siamo stati promotori dell'iniziativa “Lavorare per vivere” volta ad accrescere la conoscenza e la sensibilità sulla sicurezza sui luoghi di lavoro a partire dai banchi di scuola”.

“Per arginare il fenomeno - direi una piaga, e nel caso dei morti sul lavoro: una strage -  serve oltre che l'impegno locale anche una forte iniziativa nazionale. Il 30% dei morti non ha nessuna assicurazione o ha un’assicurazione diversa dall’Inail, quindi sfugge alle statistiche ufficiali, ai controlli. Lo diciamo da anni e lo ripetiamo oggi: si devono rafforzare con uomini e mezzi le misure di controllo e si devono comminare pene certe ai responsabili delle stragi sul lavoro. Scontiamo a tutti i livelli un'esiguità di verifiche e una successiva e sostanziale impunità dei responsabili degli incidenti che non ci aiutano a sconfiggere il problema. E come Ugl chiediamo di limitare quanto più possibile i rischi per i lavoratori, e chiediamo di rafforzare gli interventi volti a diffondere a tutti i livelli una cultura della sicurezza - suggerito il responsabile provinciale dell'Ugl giovani di Forlì – Cesena -. Infine, alle aziende e alle istituzioni chiediamo di: implementare gli investimenti sulla sicurezza, rafforzare le norme di contrasto al caporalato e al lavoro nero, potenziare il coordinamento delle banche dati e degli organi di vigilanza e aumentare l’organico del personale ispettivo indispensabile per effettuare i controlli. E riteniamo sia fondamentale  garantire anche un risarcimento danni  alle famiglie delle persone – uomini e donne – morti sul luogo di lavoro”.

L’incontro con le parti sociali si pone in continuità con Patto per il lavoro e per il clima della Regione Emilia Romagna e la sottoscrizione nel settembre scorso del Protocollo per la promozione della legalità, della sicurezza e della qualità del lavoro negli appalti della Provincia di Forlì- Cesena che la Provincia ha sottoscritto e promosso nelle Unioni e nei Comuni del territorio provinciale.

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