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Joint venture asiatica alla Ferretti: un cinese nel Cda

La Ferretti conferirà tecnologie e competenze in campo tecnico e commerciale, ed avrà una quota minoritaria. L'intesa prevede poi che la società cinese investa 100 milioni di euro nella Ferretti SpA

Si è tenuto l’annunciato incontro tra Ferretti e sindacati sulle politiche di sviluppo del gruppo in ordine alle previste modifiche degli assetti dell’azionariato e delle opportunità di sviluppo nell’area Asiatica. Come già annunciato nei giorni scorsi dalla stampa specializzata e dai quotidiani economici, si è raggiunta una intesa tra la Ferretti SpA e il gruppo industriale cinese Shantui Heavy Industry Group.

Oggetto dell’intesa riguarda la costituzione di una joint venture per la costruzione e la commercializzazione di imbarcazioni di medie e piccole dimensioni e allestimenti specificatamente indirizzati al mercato cinese in un nuovo sito produttivo nella provincia dello Shandon. Nella nuova unità produttiva saranno costruite imbarcazioni di fascia media non realizzate nei cantieri italiani, mentre la gamma alta continuerà ad essere prodotta nel nostro Paese.

L’intesa è frutto di un comune interesse di dare impulso allo sviluppo delle due aziende, per la FERRETTI SpA rappresenta una risposta alla caduta dei volumi del mercato europeo della nautica, per il gruppo cinese rappresenta una diversificazione produttiva (oggi il gruppo Shantui, con una partecipazione pubblica nel capitale, ha circa 50.000 dipendenti, è quotato in borsa, è produttore di motori e veicoli industriali dal 1946).

Alla joint venture la Ferretti conferirà tecnologie e competenze in campo tecnico e commerciale, ed avrà una quota minoritaria. L’intesa prevede poi che la società cinese investa 100 milioni di euro nella Ferretti SpA attraverso un aumento di capitale che porterà nelle casse della società una somma di liquidità importante per il sostegno degli investimenti per lo sviluppo delle attività nelle sedi italiane del gruppo.

Questo investimento rappresenterà una quota di minoranza del gruppo e porterà nel CdA della Ferretti un rappresentante della Shantui Industry. I tempi per l’attuazione degli impegni assunti sono legati alle relative autorizzazioni degli enti e amministrazioni, così come impone la legislazione vigente dei due paesi, in linea di massima entro il mese di settembre dovrebbero essere completate le verifiche tecnico-
finanziarie e la traduzione contrattuale dell’intesa, le successive autorizzazioni dovrebbero consentire di dare operatività all’intesa entro la fine dell’anno.

Alla richiesta dei sindacati degli effetti relativi agli assetti tecnico organizzativi della Ferretti SpA e se vi saranno effetti sulla forza lavoro, L’azienda al momento non prevede modifiche sostanziali, potranno servire nuove competenze da dedicare al progetto traducibili in qualche risorsa umana in più e alcuni momenti formativi.

Al momento non sono ipotizzabili diversi effetti dell’intesa se non quelli che potranno svilupparsi nel corso dell’attività della joint venture che per la potenzialità del mercato cinese potrebbe avere effetti sulla fornitura di componenti di largo consumo o tecnologicamente non collegati con le caratteristiche prestazionali delle imbarcazioni.

Nell’incontro alla richieste di avere elementi di aggiornamento sull’andamento dell’anno nautico, l’azienda ha confermato le linee del Budget, indicando ricavi per un valore superiore a quello del 2010 (510 Ml) ed un risultato del MOL di circa 50 Ml. Oggi si è svolta a Forlì l’assemblea dei lavoratori i quali nel prendere atto di quanto esposto dall’Azienda nel corso dell’incontro, ha espresso la necessità di verificare nelle prossime settimane lo sviluppo delle diverse azioni previste nell’intesa.


Inoltre l’assemblea ha approvato all’unanimità, con 2 astenuti, i contenuti della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto di 2° livello predisposta dalle Segreterie FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL e dal coordinamento delle RSU che oltre a prevedere una riunificazione di diverse normative per il personale impiegato nelle diverse sedi, già si poneva la necessità di andare ad un incremento del capitale sociale per sostenere lo sviluppo dell’impresa dopo la crisi finanziaria del 2009.

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