Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

L'Alpi di Modigliana non molla sui licenziamenti. Scioperi e presidi dei lavoratori

L’assemblea dei lavoratori, le OO.SS. e la RSU ribadiscono “la necessità di utilizzare gli ammortizzatori sociali idonei, vincolando la gestione degli esuberi al criterio della non opposizione al licenziamento incentivato"

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil del territorio di Forlì, la Rsu e l’assemblea dei lavoratori Alpi di Modigliana giudicano “complicata e non propedeutica alla soluzione positiva della vertenza la fermezza tenuta dall’Azienda nell’incontro in sede istituzionale, riguardo la procedura della mobilità aperta a fine novembre per 242 lavoratori su 560 totali”. L'incontro in questione si è svolto in Provincia, martedì scorso con il responsabile del Servizio Lavoro della Regione Emilia Romagna, l’assessore  provinciale al Lavoro, davanti ai sindaci dei Comuni di Modigliana, Tredozio e Marradi.

Nell’ambito di un possibile percorso da condividere, scrivono i sindacati,“la direzione aziendale ALPI,  assistita da Unindustria, ha comunicato la propria disponibilità all’utilizzo degli ammortizzatori sociali idonei a praticare l’ipotesi di percorso prescritto presso le Istituzioni, a condizione che i lavoratori in esubero siano licenziati nei numeri previsti dalla procedura di mobilità e comunque fissando come esigenza prioritaria il numero inderogabile di 100 unità iniziali comunicando la disponibilità a distribuire la fuoriuscita dei lavoratori nei due anni”.

L’assemblea dei lavoratori, le OO.SS. e la RSU ribadiscono “la necessità di utilizzare gli ammortizzatori sociali idonei, vincolando la gestione degli esuberi al criterio della non opposizione al licenziamento incentivato, escludendo di fatto i criteri di legge 223/91 che l’Azienda pretende, qualora i volontari non fossero sufficienti all’obiettivo. L’assemblea dei lavoratori, le OO.SS. e la RSU ritengono che le proprie richieste possano trovare accoglimento contestualmente alla riorganizzazione dell’Azienda e al Piano industriale che la stessa ha elaborato”.

A supporto delle richieste sindacali vengono proclamate le restanti 8 ore di sciopero, dentro il pacchetto delle 16 approvato nell’ordine del giorno del 26 novembre, che si effettueranno lunedì, con il presidio davanti ai cancelli dell'azienda, al quale i lavoratori invitano i cittadini. Nel pomeriggio, in concomitanza all’incontro con l’azienda in sede istituzionale, presso la Provincia di Forlì – Cesena previsto per le ore 16.30, si terrà un ulteriore presidio.

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