L'Antitrust dà ragione a Confartigianato: Ecobonus e sismabonus a rischio la concorrenza

. A sostenerlo è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che riconosce e condivide le ragioni espresse da Confartigianato in merito all’articolo 10 del Decreto Crescita

"Lo sconto in fattura per i lavori relativi a ecobonus e sismabonus rischia di distorcere la concorrenza a danno dei piccoli imprenditori". A sostenerlo è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che riconosce e condivide le ragioni espresse da Confartigianato in merito all’articolo 10 del Decreto Crescita. Secondo l’Autorità Antitrust la norma, nella sua attuale formulazione, "appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni".

Confartigianato si è resa promotrice di una segnalazione al Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Roberto Rustichelli in merito alla nuova legge che prevede che, per i lavori di riqualificazione energetica o antisismici si possa chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni. L’impresa potrà scegliere di cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi. Non potrà invece cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari.

Nella nuova segnalazione all’Antitrust, la Confederazione sottolinea che "questo meccanismo penalizza, escludendole dal mercato, le migliaia di piccole imprese del ‘sistema casa’ che solo per scarsa liquidità finanziaria e insufficiente capienza fiscale per compensare il credito d’imposta non saranno in grado di praticare lo sconto. Ciò a vantaggio dei fornitori più strutturati e dotati di elevata capacità organizzativa e finanziaria (ad esempio le grandi multiutility e le multinazionali del ‘fai da te’) che saranno in condizione di anticipare la liquidità necessaria a integrare lo sconto".

Confartigianato considera" irrealizzabile, nella pratica concreta, anche l’ulteriore cessione del credito ai fornitori delle piccole imprese, poiché, in generale, nessun fornitore si accollerà né il credito né gli oneri finanziari e i relativi rischi dell’operazione. La misura sull’ecobonus finisce così per contraddire l’obiettivo del Decreto crescita che punta a rilanciare l’economia del settore delle costruzioni, favorendo contemporaneamente l’innovazione e la sostenibilità del patrimonio immobiliare italiano e il rilancio dei consumi. Proprio l’Antitrust è intervenuta in sede di discussione parlamentare, evidenziando che la norma del Decreto Crescita “appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni”".

Nell’apprezzare la pronuncia dell’Autorità, Confartigianato "è al lavoro affinché l‘attuale impostazione della misura sull’ecobonus possa essere rivista al più presto e prima che l’Agenzia delle Entrate intervenga emanando il provvedimento di attuazione".

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