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L'artigianato e l'impatto del covid: "Affrontate le enormi difficoltà. Ora va agevolata la ripartenza"

Positivo il saldo tra iscrizioni e cessazioni delle imprese registrate; in flessione le imprese attive nel manifatturiero, nel settore dei servizi alla persona (lavanderie, acconciatori, centri benessere), nei trasporti e nel comparto alloggio e ristorazione

In provincia di Forlì-Cesena l’artigianato appare rilevante, diffuso e centrale nella struttura economica del territorio. Al 30 giugno il 32,4% delle imprese attive totali è artigiana, a fronte del 31,3% dell’Emilia-Romagna e al 25,0% dell’Italia. Alla data in esame sono presenti 11.810 imprese artigiane attive, in calo dell’1,4% rispetto al medesimo periodo del 2019 (-1,1% in Emilia-Romagna, -0,6% a livello nazionale). Con riferimento ai settori di attività economica, le imprese artigiane delle "costruzioni" rappresentano il 38,5% del totale artigianato e risultano stabili rispetto ai 12 mesi precedenti; il 21,4% operano in quello "manifatturiero" (-3,2% la dinamica), il 13,1% nelle "altre attività di servizi" (-1,1%) e l’8,4% nel "trasporto e magazzinaggio" (-4,5%).

Il settore delle "altre attività di servizi" comprende iniziative imprenditoriali prevalentemente rivolte alla persona (acconciatori, lavanderie, centri benessere) e si caratterizza per l’elevata intensità artigiana (l’86,1% delle imprese del settore è artigiana). A livello sub provinciale e di aggregazioni territoriali non si evidenziano difformità significative nella dinamica delle imprese artigiane.

Il comprensorio di Cesena (che costituisce il 55,1% delle imprese artigiane totali della provincia) risulta in flessione (-1,6% rispetto al 30 giugno 2019); allo stesso modo la pianura cesenate (-1,5%), il comprensorio forlivese (-1,1%) e l’area del Basso Rubicone (-1,0%), territorio quest’ultimo caratterizzato da una elevata intensità di imprese artigiane. A livello comunale si segnala quello di Cesena (che costituisce il 22,2% dell’artigianato provinciale), -1,4% la dinamica tendenziale e il Comune di Forlì (che comprende il 28,2% dell’artigianato provinciale), -0,7% la variazione delle imprese artigiane su base annua.

Le ditte individuali, che rappresentano la maggioranza delle forme giuridiche artigiane (il 72,1%), sono in flessione dell’1,1%. Le società di capitale sono in aumento del 4,5%, con una dinamica sovrapponibile a quella degli agli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia) e costituiscono il 7,1% delle imprese artigiane provinciali.

"Esaminati i numeri dell’anagrafe delle imprese artigiane, numeri che testimoniano una sostanziale capacità di tenuta, mi complimento, ancora una volta, con i nostri imprenditori artigiani e le loro associazioni, perché dimostrano quotidianamente di saper affrontare, tanto le enormi difficoltà generate dal Covid-19, quanto gli effetti di una congiuntura declinante - commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Ovviamente anche questi dati andranno monitorati con grande attenzione nel corso dei prossimi mesi, che permetteranno una valutazione precisa degli effetti del lockdown e della ripartenza".

"Il compito delle istituzioni, ora più che mai, è quello di agevolare la ripartenza e lo sviluppo. In particolare, di questo settore che, per diffusione e rilevanza, è di grande peso anche sul nostro territorio - conclude Zambianchi -. La Camera di commercio è fortemente impegnata in una serie di iniziative che, da un lato, sono mirate a sviluppare conoscenze e competenze, dall’altro, sono direttamente collegate alle provvidenze che, a livello centrale e a livello territoriale, vengono messe in campo per sostenere l’accesso al credito e gli investimenti, in termini di trasformazione digitale, sviluppo dell’internazionalizzazione e innovazione di prodotto e di processo".

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