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L'impatto del covid sull'economia: "Nel cambiamento si cela l’opportunità della ripartenza"

“Ringrazio il presidente Zambianchi per la preziosa panoramica", afferma il presidente della commissione bilancio e affari istituzionali della Regione Emilia Romagna, Massimiliano Pompignoli

La ripresa nel 2021 in Emilia-Romagna "ci sara'", anche grazie al vaccino. "Ma noi dobbiamo accompagnarla per non lasciare indietro nessuno", sottolinea l'assessore 'economico' della Regione Vincenzo Colla. Lunedì in commissione erano in discussione i dati di Unioncamere sulla crisi innescata dal Covid. "Siamo in una profonda recessione originata pero' da un elemento esterno, la pandemia, e quindi crediamo che quando allentera' la presa, ci sara' la possibilita' di ripartire. Dovremmo pero' farci trovare pronti", dice il presidente di Unioncamere, Alberto Zambianchi.

Per farlo, sara' quindi fondamentale "la gestione dell'emergenza" e "la capacita' di intercettare traiettorie future". Il direttore di Unioncamere, Guido Caselli, ricorda che l'Emilia-Romagna dovrebbe ripartire piu' velocemente ed essere seconda in crescita dopo il Veneto. Anche se nei primi nove mesi del 2020 "quasi il 50% delle imprese ha avuto problemi di liquidita'" e le "aziende hanno perso l'11% del fatturato" in quasi tutti i settori, da quello della ristorazione (meno 37% nel 2020 rispetto al 2019) alla moda (meno 22%), fino al commercio (meno 11%). Le imprese che hanno puntato sull'e-commerce pero' hanno aumentato del 19% il loro fatturato anche se "si perde un importante pezzo di welfare con la crisi dei negozi".

In difficolta' anche il turismo (che ha perso il 44% delle presenze soprattutto straniere), e l'export (meno 10%). L'unica nota positiva e' il dato del terzo trimestre che indica una flessione 'contenuta'. "Vuol dire che le imprese sono pronte a ripartire se si creano le condizioni", continua Caselli. Un altro dato preoccupante riguarda la chiusura delle imprese: il 9% delle industrie e il 7% di quelle commerciali pensa di chiudere la propria attivita'. Tuttavia, "guardando i dati, nel 2020 siamo in un punto di 'congelamento' dove non ci sono nuove imprese e poche hanno chiuso".

In calo anche l'occupazione. Le filiere che vanno meglio sono quella legata all'e-commerce e quella sanitaria: si sviluppano, infatti, nuovi servizi legati all'assistenza socio-sanitaria e all'informatica. Notevoli le differenze all'interno della regione: l'occupazione si abbassa soprattutto nelle aree periferiche e nei comuni montani (superiore a -5%). E sono le donne quelle a risentirne di piu' (sono il 70% contro il 30% di uomini quelle senza occupazione, con un picco del 98% a dicembre scorso). Dati negativi, ma che mostrano comunque delle aperture. "Sta crescendo infatti la richiesta di laureati, molte imprese sono in cerca di nuove figure per nuovi progetti- spiega Caselli- e' necessario puntare sullo smartworking in tutti settori, ci sono nuovi cambiamenti grazie alla spinta del digitale. Bisogna saper sfruttare la nostra intelligenza creativa- conclude il direttore di Unioncamere- che aggiunge: sara' fondamentale, per ricostruire il futuro, la nostra capacita' di intercettare i cambiamenti e governarli".

Quella del 2020 e' stata "una botta per l'economia senza precedenti", concorda Colla, portando in commissione altri dati: sono 500 milioni le ore di cassa integrazione attivate, un milione i lavoratori autonomi coinvolti nello scenario degli ammortizzatori sociali, 100.000 le domande di disoccupazione Naspi, 50.000 quelle di reddito di cittadinanza. Ma soprattutto, sottolinea Colla, e' diminuito il numero delle ore lavorate, ovvero l'indicatore principe per giudicare davvero la qualita' del lavoro. "Oggi il vaccino segnera' davvero un cambio di passo rispetto al 2020- aggiunge poi l'assessore- dimostrando che sono la ricerca e la scienza, e non la liberta' di mercato, a fare la differenza. Nel 2021 la ripresa ci sara', ma noi dobbiamo accompagnarla per non lasciare indietro nessuno".

“Ringrazio il presidente Zambianchi per la preziosa panoramica - afferma il presidente della commissione bilancio e affari istituzionali della Regione Emilia Romagna, Massimiliano Pompignoli, intervenuto in mattinata a margine dell’audizione, in commissione politiche economiche, del presidente di Unioncamere Emilia Romagna -. Siamo di fronte a uno scenario assolutamente eccezionale, in cui il segmento produttivo è stato messo a dura prova dagli effetti e dalle limitazioni determinate dal Covid. Capire la traiettoria dell’economia regionale non può che aiutarci a coglierne le opportunità, a valorizzarne le eccellenze e a sanarne le criticità. È dalla piena consapevolezza di quanto e come ha inciso sui nostri mercati il fattore covid che si può ripartire con maggiore determinazione. Solo se saremo capaci di reinventarci, facendoci trovare pronti e dotati degli strumenti necessari, potremo ambire a fare di questa Regione la locomotiva del Paese. Perché se è vero che il covid ha contratto i consumi, rallentato la crescita e diminuito l’occupazione, soprattutto quella femminile e nelle aree montane, è anche vero che la velocità con cui l’emergenza sanitaria ci ha travolti ha accelerato la definizione di nuovi servizi e sconosciute filiere. Il 2020 è stato un anno spartiacque che segnerà un prima e un dopo nella rappresentazione dei mercati regionali".

"Ma è nel cambiamento che si cela l’opportunità della ripartenza; purché sia indirizzata e sostenuta da aiuti e strumenti adeguati. Il digitale, la sostenibilità, l’innovazione e l’e-commerce sono diventati elementi imprescindibili per lo sviluppo delle nostre imprese e se saremo capaci e tempestivi nel garantirne l’accessibilità e la diffusione, potremo aspirare nei prossimi mesi ad avviare una ripresa della nostra economia vera ed inclusiva. In questo 2021 - conclude Pompignoli - la politica dovrà essere capace di accompagnare la ripartenza mettendosi al servizio di chi fa impresa, intercettando i cambiamenti innescati dall’epidemia e mostrandosi pronta a tradurli in opportunità per il territorio. Solo così, attraverso la conduzione del cambiamento, potremo ridisegnare l’economia di questa Regione". 

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