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La crisi colpisce i più giovani, mannaia sugli under 40

Paolo Gabelli (Confartigianato Forlì): “tra il 2008 e il 2011 i lavoratori con meno di 40 anni sono diminuiti dell’11,4%, facendo mancare all’appello 1.233.500 occupati"

L’Italia non è un paese per giovani e gli under 40 stanno pagando il prezzo più alto della crisi. È il dato che emerge scorrendo i dati dell’osservatorio di Confartigianato, presentati il 23 e 24 marzo, a Firenze, nel corso della convention nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori, a cui ha preso parte una delegazione forlivese, guidata dal coordinatore del movimento Paolo Gabelli.

Chiarisce Gabelli che “tra il 2008 e il 2011 i lavoratori con meno di 40 anni sono diminuiti dell’11,4%, facendo mancare all’appello 1.233.500 occupati. Contemporaneamente i lavoratori con più di 40 anni sono aumentati solo del 5,2%, pari a 663.700 unità. Tra settembre 2010 e settembre 2011, l'Italia ottiene un poco lusinghiero secondo posto dietro alla Spagna per il maggior calo dell’occupazione under 40 che scende dell'1,6% (pari a 158.500 occupati in meno), mentre gli over 40 aumentano del 2,4% (pari a 317.700 occupati in più).”

La grande recessione ha dunque colpito anche l’imprenditoria giovanile. Tra il 2007 e il 2011 si registra una diminuzione del 17,1% di imprenditori italiani sotto i 40 anni, pari a 387.400 unità in meno. Nel nostro Paese la diminuzione è più accentuata rispetto al calo medio del 14,7% verificatosi nell'Unione Europea. Nonostante questa flessione, l’Italia rimane sul gradino più alto del podio europeo per numero di imprenditori e di lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni: sono 1.872.500 e staccano nettamente il Regno Unito che ne conta 1.303.700, la Polonia che ne conta 1.127.300 e la Germania che arriva a contarne 1.055.900. Continua Gabelli “in Italia il 19,6% dei giovani occupati lavora in proprio, una percentuale quasi doppia rispetto al 10,3% della media europea, in particolare la propensione al fare impresa dei giovani italiani è superiore al 10,2% della Spagna, al 9,8% del Regno Unito, al 7,3% della Francia, e al 6,5% della Germania. Circa il 30% dei giovani imprenditori italiani sono artigiani. Ma la crisi non li ha risparmiati, facendo registrare una diminuzione di 33.284 imprenditori tra il 2010 e il 2011, pari a un calo del 5,1%.”

La classifica delle regioni con maggiore presenza di artigiani non ancora quarantenni è guidata dalla Lombardia (con 114.424 giovani), seguita dal Veneto (60.985) e dall’Emilia Romagna (con 60.932 imprenditori sotto i 40 anni d’età, di cui ben 6.208 nella nostra provincia). A livello settoriale, il 43,2% dei giovani imprenditori artigiani opera nelle costruzioni e il 21,7% nelle attività manifatturiere; questi due comparti, insieme, assorbono quasi i due terzi dell’imprenditoria artigiana giovanile (64,9%). Il resto è in prevalenza a capo di imprese attive nelle altre attività di servizi (12,9%), nel commercio all'ingrosso e al dettaglio e nella riparazione di autoveicoli e motocicli (5,1%), nelle attività ricettive e di ristorazione (4,9%) e nel trasporto e magazzinaggio (4,7%). Conclude Gabelli “Gli under 40 sono una risorsa preziosa per la nostra economia, nel corso della due giorni abbiamo chiesto alle istituzioni maggiore attenzione verso coloro che avviano attività imprenditoriali in giovane età, prevedendo sconti sulla tassazione e semplificazioni burocratiche che ridiano slancio a questo particolare segmento della nostra economia.”
 

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