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La fotografia economica del 2019: difficoltà per il settore agricolo e manifatturiero

Entra nel dettaglio il presidente dell’ente camerale, Alberto Zambianchi: "Aumentano il volume d’affari nel comparto delle costruzioni e le vendite del commercio al dettaglio nella grande distribuzione"

"Il sistema produttivo, pur registrando un generale rallentamento dovuto ad uno scenario generale particolarmente complesso e incerto, sta mantenendo performance positive in alcuni settori". La Camera di Commercio ha presentato i dati economici pre-consuntivi del 2019 relativi al territorio Romagna, con focus sulle province di Forlì-Cesena e Rimini. Entra nel dettaglio il presidente dell’ente camerale, Alberto Zambianchi: "Aumentano il volume d’affari nel comparto delle costruzioni e le vendite del commercio al dettaglio nella grande distribuzione, diminuisce l’incidenza delle sofferenze bancarie (sui prestiti totali), calano le ore di cassa integrazione e si consolida la crescita dell’export. Stabilità, infine, delle presenze turistiche rispetto ad un’annata precedente da record. Difficoltà si registrano, invece, per il composito settore agricolo e per la produzione nelle imprese manifatturiere. Si confermano inoltre una diffusa scarsa redditività e una dinamica dei prestiti bancari alle imprese ancora negativa. Nel complesso, gli scenari, predisposti da Prometeia e aggiornati ad ottobre, indicano una crescita a consuntivo per il 2018 superiore a quella media regionale. Per il 2019 prevedono un incremento del valore aggiunto provinciale più contenuto rispetto alla variazione registrata nel 2018 ma in ripresa nel 2020.

"Anche il sistema economico delle province di Forlì-Cesena e di Rimini risente dello scenario generale di incertezza e di rallentamento, ma si confermano comunque performance positive in alcuni settori e migliora la dinamica delle esportazioni rispetto a quanto rilevato nella prima parte dell’anno - analizza Zambianchi -. In questo contesto, però, la Camera, nel suo ruolo di soggetto pubblico finalizzato al sostegno dello sviluppo del territorio, supporta concretamente il tessuto imprenditoriale con azioni strutturate e di tutela degli interessi generali del sistema economico e sociale. Dalla sua costituzione, tre anni fa, la Camera della Romagna eroga servizi ad elevato valore aggiunto indispensabili per le imprese: tutti finalizzati a migliorare la competitività e l’attrattività del Sistema Territoriale".

"Va quindi ribadito che, in questi anni, seppure con un diritto annuale ridotto dalla legge di riforma, la Camera ha erogato quasi 1.100.000 euro di voucher alle imprese per la digitalizzazione, oltre 1.200.000 euro di contributi per la promozione del territorio e del turismo, oltre 400mila euro di contributi per l’alternanza scuola-lavoro; quasi 580mila euro di voucher erogati alle imprese per l’internazionalizzazione e 450mila euro di contributi per fiere all’estero, oltre 1.700.000 euro di contributi a fondo perduto e in apporto al fondo rischi dei Confidi per il credito alle imprese - conclude -. Senza dimenticare il buon andamento della “macchina istituzionale” che si può chiaramente desumere da alcuni dei principali macro indicatori: un bilancio in sostanziale equilibrio economico, la tempestività nei pagamenti che si attesta a 9,75 giorni prima della scadenza, il 78% di autofinanziamento della propria azienda Speciale Cise (in costante aumento: 67% nel 2013)”.

I dati aggiornati sull’economia della provincia di Forlì-Cesena

"Lo scenario generale di incertezza ha determinato, nei primi dieci mesi del 2019, un rallentamento dell’economia provinciale, con performance comunque positive in diversi settori - viene illustrato -. A fronte delle flessioni del numero delle localizzazioni e delle imprese attive, si registrano buone performance nel settore edile (confermato da un incremento tendenziale del volume d’affari, sebbene da contestualizzare in uno scenario settoriale particolarmente ridimensionato negli ultimi anni) e nelle vendite del commercio al dettaglio nel comparto della grande distribuzione, un aumento delle esportazioni nei primi nove mesi dell’anno, un ridimensionamento dell’incidenza delle sofferenze bancarie e una flessione delle ore di cassa integrazione. Tra le note negative vanno evidenziate le problematiche strutturali del comparto agricolo (aggravate da fenomeni meteorologici avversi e dagli attacchi alle colture di parassiti non autoctoni), il rallentamento della produzione industriale nel manifatturiero, la diminuzione delle presenze turistiche e la contrazione dei prestiti alle imprese. Nel complesso, gli scenari, predisposti da Prometeia e aggiornati ad ottobre, indicano una crescita a consuntivo per il 2018 sostenuta (superiore a quella media regionale). Per il 2019 prevedono un incremento del valore aggiunto provinciale più contenuto rispetto alla variazione registrata nel 2018 ma in ripresa nel 2020". 

I dati in dettaglio

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31 ottobre, è costituito da 36.729 imprese attive (sedi), in flessione dell’1,0% rispetto al medesimo periodo del 2018; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). Più della metà (il 57,6%) del totale delle imprese attive sono imprese individuali, mentre le società di capitali, pari al 18,3% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 93,4% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti. In flessione il numero delle imprese artigiane (11.956 al 30 settembre; -0,9% rispetto allo stesso periodo del 2018), così come si riduce il numero delle imprese cooperative (516 al 31/10/2019; -1,9% annuo).

Le start-up innovative al 2 dicembre risultano 64 (il 6,8% delle start-up regionali), in calo rispetto a dicembre 2018 (-5,9%). In merito all’andamento dei principali settori, risulta in flessione dell’1,7% la consistenza delle imprese agricole attive (6.478 unità al 31/10/2019), rispetto al 31 ottobre del 2018. In termini climatici, si segnalano fenomeni estremi nei mesi estivi (quali grandinate e trombe d'aria), associati a ondate di calore; settembre e ottobre molto miti, con persistenza delle problematiche parassitarie; novembre caratterizzato da elevata piovosità. L’andamento meteo climatico primaverile ha ritardato la vegetazione dei cereali, provocando diverse malattie fungine e mancate concimazioni a causa dello stato dei terreni. Quantità raccolte in diminuzione per il frumento, mentre l’orzo ha registrato buone performance. Semine avviate con difficoltà per le abbondanti piogge di novembre.

Con riferimento alla frutticoltura, si richiama la flessione produttiva nelle varietà precoci ed estive (in particolare Pesche e Nettarine); la situazione appare migliore per le varietà tardive (albicocche), mentre permangono problematiche sanitarie per pere e susine, con relativa flessione produttiva attesa. I problemi parassitari (mosca olearia e cimice asiatica) hanno dimezzato la produzione di olive. La raccolta di uva è in flessione, ma la qualità è giudicata molto buona dagli operatori del settore. Nel comparto zootecnico, bovini e ovini presentano quotazioni stazionarie; trend positivo dei prezzi negli ultimi sei mesi per i suini. Avicoli: pollo da carne prezzo (franco allevamento) in moderata flessione (-3,5%, media gennaio-novembre 2019 sul medesimo periodo dell’anno precedente); uova prezzo in ridimensionamento (-7,5%, media gennaio-novembre 2019 sul medesimo periodo dell’anno precedente).

I dati congiunturali relativi all’industria manifatturiera, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna, al terzo trimestre 2019 evidenziano una frenata della produzione (-0,8%, variazione percentuale media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti), e un rallentamento delle altre variabili: fatturato +1,9%, ordini interni +1,4%, ordini esteri +2,9% e occupazione +1,6%. La produzione segna una dinamica positiva, invece, nei comparti “macchinari”, “prodotti in metallo”, e “mobili”; performance negative per i comparti “confezioni” e “calzature”. Le aspettative degli imprenditori per il quarto trimestre sono di stagnazione della produzione e dell’occupazione e peggiori di quelle raccolte un anno fa. Dal punto di vista della struttura produttiva, si rileva un calo dell’1,5% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31 ottobre scorso (3.557 unità), rispetto al medesimo periodo del 2018.

Per il settore delle costruzioni, si riporta una flessione contenuta del numero delle imprese attive (-0,3% rispetto al 31 ottobre 2018), che alla data in esame sono 5.569. Positiva la dinamica del volume di affari del comparto: +5,8% in termini tendenziali al 3° trimestre 2019, secondo la rilevazione di Unioncamere Emilia-Romagna, con le previsioni degli imprenditori per il quarto trimestre orientate alla stabilità. Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel terzo trimestre 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018, sono sostanzialmente stabili (+0,1%); le performance risultano differenti sia per quel che riguarda i vari comparti (alimentare: +0,1%, non alimentare: -0,4%, supermercati/iper: +2,2%) sia per quanto concerne la dimensione (piccola distribuzione: -0,9%, media distribuzione: -0,8%, grande distribuzione: +1,6%). In termini di numerosità, invece, le imprese del commercio al dettaglio sono in calo (4.035 aziende al 31/10/2019, -2,5% annuo). Diminuisce, inoltre, anche la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta 8.032 imprese al 31 ottobre scorso (-2,2% rispetto allo stesso periodo del 2018).

In aumento l’export provinciale nei primi nove mesi del 2019 (2.749 milioni di euro, +1,3% rispetto ad analogo periodo 2018). Riguardo ai settori principali, risultato positivo per le esportazioni dei prodotti dell’agricoltura (+2,7%), degli apparecchi elettrici (+5,7%), dei prodotti alimentari (+5,5%) e dei mobili (+15,3%); negativo, invece, per i macchinari (-0,7%), i prodotti in metallo (-2,3%), gli articoli sportivi (-8,1%) e il tessile-abbigliamento (-8,0%), causa flessione delle esportazioni delle calzature (-6,9%, 64,7% dell’export del settore). Le esportazioni verso i Paesi dell'Unione Europea (che incidono per il 65,5% del totale dell’export provinciale) crescono del 5,8%, grazie soprattutto al contributo di Francia (+7,5%, principale Paese di destinazione) e Germania (+5,3%); le altre macro aree di destinazione maggiormente significative per incidenza dell’export sono, invece, tutte in diminuzione, ad eccezione dell’America settentrionale (+6,3%): Asia Orientale (-5,1%), Paesi Europei non dell'Unione Europea (-3,2%), e Medio Oriente (-9,4%). Anche le importazioni provinciali, nel complesso, risultano in aumento (1.401 milioni di euro nel periodo gennaio-settembre 2019, +3,7% sul medesimo intervallo del 2018).

Le imprese attive dei servizi di alloggio e ristorazione (2.779 unità al 31 ottobre) sono in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,3%). Nel periodo gennaio-ottobre 2019, rispetto ai primi dieci mesi dell’anno precedente, il movimento turistico presenta dati stabili riguardo agli arrivi totali ed è in diminuzione con riferimento alle presenze complessive. Nel dettaglio, la dinamica dei turisti italiani (+0,5% di arrivi, +0,2% di presenze) risulta migliore di quella dei turisti stranieri (-2,5% di arrivi, -6,1% di presenze). A livello ricettivo, sono in diminuzione le presenze nelle strutture alberghiere (-1,4%), dove si concentra il 68,7% delle presenze complessive, e sostanzialmente stabili nelle strutture complementari (-0,2%). In crescita, invece, il volume d’affari del settore turistico nel 3° trimestre dell’anno in corso (+0,9% rispetto allo stesso periodo del 2018), in base alle rilevazioni congiunturali di Unioncamere Emilia-Romagna. Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo annuo del 3,3% (1.027 unità al 31 ottobre), analogamente alla dinamica del settore principale, trasporti e magazzinaggio (1.320 unità, -1,9%).

I dati Istat Forze di lavoro relativi al secondo trimestre 2019, elaborati dal sistema camerale Emilia-Romagna (media mobile degli ultimi 4 trimestri), rilevano per la provincia di Forlì-Cesena un tasso di attività 15-64 anni (74,2%) lievemente inferiore al dato regionale (74,4%) ma superiore alla media nazionale (65,6%); un tasso di occupazione 15-64 anni (70,4%) migliore sia del dato regionale (70,2%) sia di quello nazionale (58,8%); un tasso di disoccupazione 15 anni e più (5,0%) inferiore alla media regionale (5,5%) e nazionale (10,2%); e un tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni (13,5%) inferiore a quello dell’Emilia-Romagna (17,1%) e dell’Italia (31,2%). I dati “destagionalizzati” SILER, elaborati dall’Agenzia Regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna riportano, per il secondo trimestre 2019 (rispetto al trimestre precedente), un incremento delle attivazioni di lavoro dipendente (+0,9%) e un decremento delle relative cessazioni (-1,7%); il saldo occupazionale (differenza tra numero dei rapporti attivati e cessati), del periodo aprile-giugno 2019 è positivo (+179 posizioni lavorative). Il 75,7% delle attivazioni è a tempo determinato.

Nel periodo gennaio-ottobre 2019 risultano autorizzate 783.049 ore di Cassa Integrazione Guadagni, con una marcata flessione rispetto ad analogo periodo 2018 (-32,1%). In forte diminuzione il ricorso sia alla Cassa Integrazione Ordinaria (-21,4%) sia, soprattutto, alla Cassa Integrazione Straordinaria (-43,7%); calano, nel complesso, le ore autorizzate nel settore manifatturiero (-26,7%), nelle costruzioni (-55,0%) e nel commercio (-71,1%). Riguardo all’andamento del credito, a settembre 2019 i prestiti bancari alle imprese, che ammontano a 7,1 miliardi di euro (il 61,9% del totale clientela) risultano in diminuzione (-3,5% rispetto al medesimo periodo del 2018): la flessione è maggiore per i prestiti alle piccole imprese (-4,9%) rispetto a quelli verso le imprese medio-grandi (-3,1%). Tale contrazione investe il settore manifatturiero (-3,2%) e il macrosettore dei servizi (-3,6%) mentre i prestiti alle costruzioni sono sostanzialmente stabili (+0,1%). Il credito erogato alle famiglie è invece in aumento (+3,7%).

Le sofferenze sui prestiti totali, al secondo trimestre 2019, sono state pari al 6,90% (Emilia-Romagna: 6,11%, Italia: 4,83%); infine, il ritmo di crescita delle nuove sofferenze rilevato in provincia nel terzo trimestre 2019 (+2,4%) appare superiore a quello regionale (+1,4%) (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna). Nel complesso, le stime a consuntivo confermano una buona crescita del valore aggiunto nel 2018 su base annua (+1,7%), superiore alla Regione (+1,6%) che è al vertice per incremento a livello nazionale e all’Italia (+0,9%). Per il 2019 si prevede un aumento dello 0,4% più contenuto di quello registrato nel 2018 (Emilia-Romagna +0,5%; Italia +0,2%) e dell’1,0% per il 2020 (Emilia-Romagna +1,1%; Italia +0,6%).

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