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La ripartenza dello shopping col freno tirato: "Grande difficoltà, servono aiuti concreti"

"Le banche devono garantire maggiore liquidità in tempi molto più rapidi e i fornitori devono entrare in una logica di responsabilità di filiera", spiega Vignatelli

Non decolla la "fase 2" dello shoppung. Federazione Moda Italia Forlì-Cesena in collaborazione con Confcommercio Forlì ed Iscom Group ha monitorato, attraverso la somministrazione di un apposito e mirato questionario, l’andamento del primo mese dalla riapertura dei negozi del settore moda, confrontando i dati con lo stesso periodo dell’anno precedente. Particolare attenzione è stata dedicata alla rilevazione dell’utilizzo di ammortizzatori sociali e di altre forme di aiuti, ed è stato anche analizzato il rapporto con i fornitori. Hanno risposto in 40, rappresentativi al 65% del settore abbigliamento, intimo, sport, al 30% calzature e accessori, al 5% altri beni persona.

"Purtroppo viene sostanzialmente confermato il dato rilevato dopo una settimana dall’apertura in relazione al confronto fra gli incassi: il 70% degli intervistati ha dichiarato una diminuzione e fra questi il 26% una diminuzione superiore al 40%, con punte superiori al 60%; solo il 23% ha riscontrato dati stabili – dichiara Roberto Vignatelli, presidente di Federazione Moda Italia di Forlì-Cesena. Il 50% degli operatori ha applicato sconti, normalmente fino al 30%".

Molto interessante il monitoraggio dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali durante il lockdown per i lavoratori del settore: il 44% non ha lavoratori dipendenti, mentre il 45% degli intervistati ha richiesto la cassa integrazione in deroga, il 3% il fondo di integrazione salariale e solo l’8%, pur avendone diritto, non ha richiesto gli ammortizzatori. Solo il 20% degli intervistati non ha richiesto aiuti finanziari, di cui circa la metà perché non ne aveva bisogno e i rimanenti perché spaventati da eccesso di burocrazia e dai tempi lunghi di perfezionamento delle pratiche.

Fra coloro che hanno richiesto aiuti finanziari solo il 5% ha avuto il respingimento della richiesta, il 28% non ha incontrato particolari problemi mentre i rimanenti si sono scontrati con eccessi di burocrazia e soprattutto tempi troppo lunghi ( il 50% ha lamentato questo problema). Migliorabili i rapporti con i fornitori, che hanno concordato solo parzialmente dilazione dei pagamenti, sconti sulla merce e una ridefinizione degli ordini.

"Si sta ripartendo con grande difficoltà - conclude Vignatelli -. Diventano assolutamente necessari aiuti concreti e sostegni significativi da parte dell’intero sistema per evitare un autunno tragico per moria di imprese e tenuta occupazionale: da parte dello Stato servono veri contributi a fondo perduto ed una modifica della fiscalità d’impresa; le banche devono garantire maggiore liquidità in tempi molto più rapidi e i fornitori devono entrare in una logica di responsabilità di filiera per distribuire in modo equo su tutti i protagonisti del settore l’enorme peso di questa crisi sanitaria ed economica".

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