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La ripartenza post-covid, incertezza e paura del futuro: "La burocrazia pesa sulla ripresa dell'attività"

Il campione di 234 imprenditori di Forlì-Cesena segnala nel 64,4% dei casi l’assenza di nuovi ordini e nel 59,4% dei casi la mancanza di liquidità

Incertezza e paura del futuro sono fattori comuni per il 56% degli imprenditori della provincia che hanno partecipato al sondaggio svolto dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna per fotografare la situazione delle micro e piccole imprese del territorio regionale. Dalla ricerca, realizzata nel periodo dal 5 al 15 giugno, si conferma l’impatto fortemente negativo della crisi da Covid-19. Il campione di 234 imprenditori di Forlì-Cesena segnala nel 64,4% dei casi l’assenza di nuovi ordini e nel 59,4% dei casi la mancanza di liquidità, criticità alle quali si aggiungono i mancati pagamenti per i servizi resi (45,2%) e l’assenza di rapporti commerciali legati a eventi fieristici (33,8%).

Come spiega il presidente di Confartigianato di Forlì, Luca Morigi, "dal sondaggio emerge una evidente difficoltà nel valutare l’andamento futuro del mercato. Oltre il 50% dichiara incertezza mentre per il restante 46,4% i tempi di ripresa, con un recupero del livello del fatturato ai livelli pre-emergenza, si allungano fino al 2021, con una media di 12 mesi. La situazione è grave e acuita da una burocrazia invasiva, non a misura di piccola impresa. La rilevazione infatti evidenzia un grado di complessità insostenibile per l’accesso agli uffici degli enti pubblici nel 57,8%, mentre nel 56,9% si segnala una difficoltà nella comprensione delle disposizioni, non solo nazionali. Da segnalare anche che il 50,5% degli aderenti al sondaggio ha sottolineato la difficoltà nella compilazione della richiesta di garanzia fino a 25mila euro, mentre il 44,1% ha messo in evidenza la mancata chiarezza della documentazione richiesta per l’accesso alle misure di sostegno della liquidità e del credito.

Morigi fa notare che "le imprese denunciano complicazioni nell’adeguamento alle norme di sicurezza per gestire gli spazi di lavoro solo nel 8,5% dei casi. Segnale evidente che la collaborazione fra la Regione e le parti sociali per la definizione dei protocolli di sicurezza ha semplificato la ripresa delle attività dopo il lockdown". "Durante l’emergenza l’Associazione è stata interpellata dall’86,9% delle imprese e addirittura il 94,8% degli intervistati valuta Confartigianato come punto di riferimento e di supporto, un dato che ci riempie di orgoglio e ci spinge a lavorare con sempre maggiore impegno, per riuscire a essere sempre più vicini all’imprenditore", conclude Morigi.

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