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Economia

Lavoro pubblico, contrattazione bloccata fino al 2020: insorge la Uil

L'allarme arriva da Elide Rusticali, responsabile Uil Fpl Forlì, Enti locali. “E troviamo veramente oramai insopportabile questa mancanza di considerazione da parte dell’opinione pubblica, ma anche e soprattutto da parte dei nostri datori di lavoro"

“Fra i continui annunci  e slogan a cui siamo oramai abituati, che riguardano il pubblico e il mondo del lavoro pubblico, spiccano oggi , oltre a i tagli annunciati,  agli esuberi e  quant’altro, quelli relativi al blocco della contrattazione fino al 2020.  E con ciò si arriverebbe a oltre 10 anni di mancato rinnovo dei contratti. Ora, quando si parla di pubblici dipendenti, lo si fa da parte di molti con una sorta di astrattezza, come se la cosa non riguardasse persone in carne ed ossa, che si occupano  tra l’altro di scuole, asili, case di riposo, ospedali, servizi”. L'allarme arriva da Elide Rusticali, responsabile Uil Fpl Forlì, Enti locali.  

“E troviamo  veramente oramai insopportabile questa mancanza di considerazione da parte dell’opinione pubblica, ma anche e soprattutto da parte dei nostri datori di lavoro (per noi lo Stato), delle attività che si svolgono quotidianamente, con stipendi bassissimi e in condizioni di grande difficoltà, con blocchi delle assunzioni che perdurano da anni, straordinari non pagati . Senza fare distinzioni fra commessi delle Camere e impiegati, e operatrici socio sanitarie, tanto per fare qualche esempio. Si continua a dichiarare la volontà di non intervenire con tagli ai servizi e a voler assicurare la qualità del servizio reso,  dimenticando che i servizi sono  già in grande sofferenza  da tempo”, sottolinea Rusticali.

“Bloccare la contrattazione  significa  non poter chiedere miglioramenti alla condizione dei dipendenti e di conseguenza non poter intervenire  sulla qualità resa .  E ciò risulta ancor più grave se si considera a quali e quanti cambiamenti sono  sottoposte le organizzazioni degli enti locali e  i servizi che producono . Certo , siamo tutti d’accordo che si debba cambiare, soprattutto migliorando  la macchina amministrativa ma cio’ non puo’ tradursi sempre e comunque  in cambiamenti in peggio della condizione lavorativa  degli addetti. Mi auguro, ci auguriamo,  che le riforme di cui tanto si parla comincino a veder coinvolti i dipendenti pubblici quali soggetti attivi e cittadini portatori di diritti e doveri  e finalmente senza l’atteggiamento punitivo che contraddistingue ancora   le scelte  politiche  in materia di “pubblico”” .

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