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Le cooperative unite contro il governo: "Punisce l'impresa solidaristica"

"Appare un atto superficiale e inqualificabile contro una forma d'impresa solidaristica che ha, da sempre, dimostrato di salvaguardare il tessuto economico e l'occupazione dei territori", dicono AGCI, Legacoop e Confcooperative provinciali

Il mondo delle cooperativa si schiera tutto insieme contro la manovra approvata dal governo, che include anche la modifica del regime fiscale della cooperazione. “Appare un atto superficiale e inqualificabile contro una forma d’impresa solidaristica che ha, da sempre, dimostrato di salvaguardare il tessuto economico e l’occupazione dei territori”, affermano AGCI, Confcooperative e Legacoop Forlì-Cesena con una dichiarazione congiunta.

 

Si tratta di tre associazioni d’impresa “le cui associate esprimono oltre 30mila dipendenti e oltre 120mila soci, intervengono stigmatizzando duramente i contenuti del nuovo accordo tra le forze di Governo”.

 

“L’impressione è che si sia scelto, ancora una volta, di muovere un attacco per colpire un principio – affermano -. Da un lato si tenta di far cassa supponendo prelievi quantitativi non corrispondenti alla realtà e dall’altro, accostando la cooperazione alle società di comodo, si manda un messaggio al Paese inaccettabile e vergognoso demolendo ogni principio democratico di pluralismo economico”.

 

“L’impresa cooperativa non si basa sulla speculazione finanziaria – spiegano le tre centrali cooperative -,  bensì su un fondante principio mutualistico che si fa garante della salvaguardia del lavoro e della persona. Caratteristica che si traduce nella capacità di tutelare e difendere, anche nei momenti di crisi come l’attuale, l’occupazione, il reddito dei soci, il potere d’acquisto delle famiglie e, quindi, la coesione sociale”.

 

Per risopndere al Governo che vuole “far cassa modificando il regime fiscale delle cooperative”, le tre associazioni fanno proprie le parole di Luigi Marino che, a  nome dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, ha dichiarato: “È un provvedimento puramente politico, non di natura fiscale o economica. Si vuole colpire un principio, si punisce l'unica forma d’impresa solidaristica”.

 

Certo le cooperative non pretendono di essere esenti da sacrifici. “La Cooperazione è, come sempre, disponibile a fare la sua parte – affermano AGCI, Legacoop e Confcooperative - per il risanamento dei conti pubblici e per continuare a far girare l’economia del Paese ma, proprio per la sua natura e i valori che esprime, non ci sta a essere snaturata e messa in un angolo da un provvedimento che non solo non serve a risanare i conti ma ci fa ancor più retrocedere nello sviluppo”.

 

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