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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Economia

Le imprese del "core cultura" soffrono: in provincia segno meno rispetto al 2020 e al 2019. Eccezione per videogames e software

“La cultura nel nostro Paese ha pagato più di altri settori la crisi e, pur in ripresa, non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemia" commenta Carlo Battistini

Il Rapporto “Io sono cultura 2022” rileva nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, nel 2021, una situazione in chiaroscuro per ciò che riguarda le principali variabili che ruotano attorno al sistema produttivo culturale e creativo. 

“La cultura nel nostro Paese ha pagato più di altri settori la crisi e, pur in ripresa, non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemia. Fondazione Symbola, nel rapporto “Io sono cultura 2022”, ha stimato, tra il 2019 e il 2021, -2,2% di occupati (-1,5% dell’intera economia), con perdita di oltre 33 mila occupati, e -3,4% di valore aggiunto (-1,1% dell’intera economia), con perdita di oltre 3 miliardi di euro – commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Le industrie culturali e creative, sono tra i settori strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dimostrano che sono una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza, ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura creative-driven. Cultura e bellezza sono tratti distintivi della società e dell’economia italiana e, grazie alla loro forte relazione con la manifattura, hanno dato vita ad una delle più forti identità produttive del mondo, il made in Italy. Come camera di commercio, nei prossimi anni vogliamo impegnarci su questi importanti temi. Per questo, nella programmazione pluriennale in fase di definizione dedichiamo una linea strategica ad "Attrattività del territorio, turismo e cultura", per valorizzare e migliorare benessere e qualità della vita delle nostre comunità, con l'obiettivo più ampio e sfidante di ottenere un potenziamento complessivo dell'attrattività dei nostri territori”.

Sistema produttivo culturale e creativo in provincia di Forlì-Cesena

Nel 2021 in provincia di Forlì-Cesena le imprese del “core cultura” (attività produttive che generano ricchezza e occupazione, direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi) ammontano a 1.850 unità: il 47,3% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 39,6% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 13,0% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Rispetto al 2020 si rileva un decremento dell’1,4% delle imprese del “core cultura”, inferiore a quello regionale (-1,5%) e nazionale (-1,7%); variazione negativa determinata dalle imprese creative (-3,7%) mentre, a fronte della stabilità delle imprese di attività di performing arts e di quelle connesse al patrimonio storico-artistico, si riscontra un aumento delle imprese culturali (+1,1%).

Diminuzione anche rispetto al 2019 (-2,5%), qui causata dalle imprese creative (-3,6%), da quelle culturali (-0,9%), con l’eccezione al suo interno della categoria videogiochi e software (+9,5%), e dalle attività di performing arts e arti visive (-3,2%); stabili, invece, le imprese connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Nel 2021 si riscontrano 5,5 mila occupati nelle imprese del “core cultura” (-1,2% sul 2020) e 4,3 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che non appartengono alla filiera ma che impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti) (-0,1%). Nel complesso, i 9,8 mila occupati del sistema produttivo culturale e creativo sono in calo sia in termini annui (-0,7%) sia rispetto al 2019 (-4,9%); l’incidenza sul totale degli occupati (5,3%) risulta inferiore a quella regionale (5,8%) e nazionale (5,8%).

Nella classifica nazionale, stilata su 107 province, Forlì-Cesena si piazza al 37° posto per incidenza degli occupati del sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale; sesta posizione, invece, nella classifica regionale (dopo Bologna, Rimini, Modena, Parma e Reggio Emilia).

Per quel che concerne la ricchezza prodotta, nel 2021 il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 260 milioni di euro (+6,6% sul 2020) mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta a 250 milioni di euro (+7,5%). I 510 milioni di euro complessivi di valore aggiunto del sistema produttivo culturale e creativo sono in crescita in termini annui (+7,0%) e in calo rispetto al 2019 (-1,6%); l’incidenza sul totale della ricchezza prodotta (4,2%) risulta inferiore a quella dell’Emilia-Romagna (5,0%) e dell’Italia (5,6%).

Nella classifica nazionale, sempre su 107 province, Forlì-Cesena occupa il 48° posto per peso della ricchezza prodotta dal sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale; sesta posizione, invece, al pari di Piacenza, nella classifica regionale (dopo Bologna, Parma, Modena, Rimini e Reggio Emilia).

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