Le Reti di impresa aumentano in provincia: "Accrescono la competitività sui mercati"

Nel confronto col 3 febbraio 2020 (ultimo periodo di analisi precedente a questo), si riscontra un incremento del 3,3% delle imprese di rete

In provincia di Forlì-Cesena, al 3 ottobre 2020, risultano 216 imprese (pari al 9,5% di quelle regionali) che hanno sottoscritto 117 contratti di rete, di cui 20 costituiti da imprese esclusivamente localizzate in provincia e 16 aventi personalità giuridica, con relativa iscrizione al Registro delle Imprese (“contratto soggetto”).

Nel confronto col 3 febbraio 2020 (ultimo periodo di analisi precedente a questo), si riscontra un incremento del 3,3% delle imprese di rete (da 209 a 216 unità), inferiore alla variazione positiva regionale (+5,2%) e nazionale (+7,0%), e del 5,4% dei contratti di rete (da 111 a 117 unità).

In termini di incidenza delle imprese di rete, sul totale delle imprese attive, pur riscontrandosi una sostanziale stabilità (dal 5,8‰ al 5,9‰), in provincia di Forlì-Cesena si registra un peso maggiore di quello rilevato in Emilia-Romagna, in lieve aumento (dal 5,5‰ al 5,7‰), e minore rispetto al dato Italia, anch’esso in aumento (dal 6,9‰ al 7,3‰).

Considerato che un’impresa può aderire a più contratti di rete (e, quindi, venire conteggiata più volte), i 117 contratti vedono la partecipazione “totale” di 265 aziende provinciali; in 71 di questi si rileva la presenza di una sola impresa provinciale, in 14 di due imprese e in 15 di tre, mentre vi sono due contratti che registrano un numero molto alto di imprese partecipanti, pari rispettivamente a 17, per uno, e 25, per l’altro. Inoltre, ben 103 imprese (il 38,9% del totale) aderiscono a contratti riguardanti i servizi; seguono, nell’ordine, 66 imprese (24,9%) del settore industria/artigianato, 57 (21,5%) dell’agricoltura, 22 (8,3%) del commercio, 15 (5,7%) del turismo e 2 (0,8%) di altri settori.
“In uno scenario economico come quello attuale, alle sfide competitive di un mondo globalizzato si sommano quelle causate dall'emergenza sanitaria. Dunque, un contesto strategico particolarmente complesso, soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni, che rappresentano la stragrande maggioranza del nostro tessuto produttivo – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. La Camera, pertanto, incentiva tutti gli strumenti che intensificano le forme di collaborazione, a partire da quelle, come il contratto di rete, che, di fatto, accrescono la competitività sui mercati, mantenendo comunque l'autonomia imprenditoriale di ogni singolo soggetto. Abbiamo bisogno di innovazione a 360°, quell’innovazione che tocca tutte le dimensioni organizzative, a partire da quei modelli collaborativi che sono decisivi per acquisire quella massa critica che, in termini di risorse finanziarie, tecniche e umane, o di know how, è tale da consentire il raggiungimento di obiettivi strategici, altrimenti fuori portata per la singola piccola impresa”.


 

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