Legge urbanistica regionale, Cna fa il punto: "Rigenerazione per riorientare l'edilizia"

Ad oltre un anno dall’entrata in vigore, l’area CNA Forlì città ne ha approfondito gli aspetti più legati al sistema delle imprese ed alle condizioni di sviluppo

Dopo un primo incontro sul tema della sicurezza, la presidenza di Cna Forlì città ha tenuto mercoledì un ulteriore momento di approfondimento tematico, in materia di Legge urbanistica regionale e condizioni di competitività delle imprese e del territorio. L’incontro si colloca nell’ambito dell’approfondimento di tematiche che l’associazione porrà all’attenzione dei candidati a sindaco del comune di Forlì, in occasione di appositi prossimi confronti.

"L’obiettivo principale della serata - afferma Monica Sartini, presidente di Cna Forlì città - era quello di accrescere le nostre conoscenze in materia di pianificazione urbanistica e di come essa impatti sulla competitività delle imprese e sullo sviluppo territoriale. Voglio ricordare che il modello basato sull’espansione urbana tramite consumo di suolo è finito e che oggi occorre sempre più considerare il suolo come una risorsa limitata, che obbliga la pianificazione pubblica verso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Cna sta lavorando da tempo sul concetto di “riuso territoriale” ed un esempio concreto è rappresentato dal percorso sulla rigenerazione urbana, iniziato quattro anni fa".

Ospite della serata, l’architetto Stefano Bazzocchi, responsabile dell’Unità Riqualificazione Urbana del comune di Forlì, il quale ha precisato che la nuova legge regionale ha, di fatto, posto fine al vecchio modello della programmazione territoriale e stabilito condizioni che riportano al centro gli strumenti urbanistici locali, in una logica di riqualificazione dell’esistente, come il Piano Urbanistico Generale (PUG), obbligatoriamente in vigore al 2023. La legge regionale fissa, al riguardo, un limite ambizioso: zero consumo di suolo al 2050 che significa, da subito, ripensare le politiche di sviluppo in direzione di una generalizzata “rigenerazione urbana” e di farlo mediante un percorso partecipato con tutti gli stakeholder.

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"Quando una regione come l’Emilia Romagna - conclude Sartini - con grande tradizione in materia di pianificazione territoriale, iniziò a pensare a modifiche della vecchia legge urbanistica, avevamo già ipotizzato cambiamenti radicali che, nei fatti, sono avvenuti. Concetti come il risparmio di territorio, il riuso e la rigenerazione vanno visti non solo come novità organizzative, ma come condizioni che possono riorientare l’intero comparto dell’edilizia entrato in crisi, paradossalmente, proprio negli anni della più grande espansione urbana della storia".

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