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Licenziamenti alla Sanitermica, la Cna: "Dolorosi ma legittimi"

"La scelta di arrivare a dei licenziamenti non è mai facile, tanto più per una piccola azienda, in cui i rapporti professionali si intrecciano con quelli personali. Le piccole imprese artigiane sono dalla stessa parte della barricata dei loro lavoratori"

Sindacati contro Cna e azienda per i licenziamenti Sanitermica. E Cna replica anche a nome della sua associata Sanitermica, per  rispondere ai sindacati metalmeccanici da Fim, Fiom e Uilm. Dice Cna: “Sono due le presunte irregolarità che vengono imputate a CNA: la prima, il fatto che la ditta associata Sanitermica sia passata alla mobilità in deroga dopo la cassa integrazione ordinaria (senza passare per la cassa integrazione straordinaria) e la seconda che questo sarebbe avvenuto senza avvertire preventivamente i sindacati”.

Spiega una nota della Cna: “Per quanto riguarda la prima questione, i sindacati fanno riferimento una normativa che non riguarda le aziende con meno di 15 dipendenti quale è Sanitermica, la quale ha proceduto dunque in maniera del tutto legittima e corretta. Va sottolineato, a proposito, che la scelta di arrivare a dei licenziamenti non è mai facile, tanto più per una piccola azienda, in cui i rapporti professionali si intrecciano con quelli personali. Nella lettura fatta da Fim, Fiom e Uilm manca del tutto la consapevolezza del fatto che le piccole imprese artigiane – a differenza delle grandi – sono dalla stessa parte della barricata dei loro lavoratori. Spesso gli artigiani stanno facendo dei miracoli per non smantellare l’azienda. Per questo è semplicistico e scorretto additarli come colpevoli, perché sono anche loro tra le prime vittime della crisi”.

E ancora: “Sanitermica non era più in grado di sostenere i costi del personale con il proprio giro d’affari, e oltretutto in una situazione di mercato che non lascia sperare in miglioramenti positivi. La scelta di mettere in mobilità tre dipendenti è stata fatta come extrema ratio, anche al fine di non mettere in pericolo ulteriori posti di lavoro. Va ricordato, peraltro, che gli ammortizzatori sociali hanno comunque dei costi significativi per le imprese. Per quanto riguarda, poi, la comunicazione con i sindacati, questa è stata fatta sia verbalmente sia per iscritto nei termini congrui. Se ci sono stati dei ritardi, essi sono da imputare esclusivamente alla tardiva risposta dei sindacati (che hanno risposto al fax inviato da CNA l’11 agosto ben oltre i termini stabiliti dalla legge che loro stessi indebitamente richiamano)”.

“In merito, poi, ai protocolli firmati da CNA sulla tutela del lavoro, va detto che l’Associazione è impegnata quotidianamente per trovare tutte le soluzioni che possano stemperare gli effetti della crisi sia nei confronti delle imprese sia dei lavoratori – impegno testimoniato dalla tenuta significativamente maggiore dell’occupazione nelle piccole medie imprese, e in particolare in quelle artigiane, rispetto alle maggiori. L’attività di sensibilizzazione fatta da CNA in questo ambito è molto forte, ma va ricordato che l’adesione ad un’Associazione non può vincolare un’impresa nelle sue scelte strategiche, che rimane libera di prendere autonomamente, naturalmente nel rispetto di tutte le normative come avvenuto in questo caso”.
 

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