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Lo tsunami coronavirus sulle imprese artigiane: "La vera sfida è snellire la burocrazia"

E' quanto evidenzia il presidente di Confartigianato di Forlì, Luca Morigi, secondo il quale "il reddito di cittadinanza non rappresenta ciò che occorre al Paese per il rilancio

"Artigiani e piccole imprese hanno accettato la sfida di far ripartire il Paese e costruire un nuovo futuro. Tuttavia è imprescindibile lo snellimento della burocrazia, vera sfida per l'azione di governo". E' quanto evidenzia il presidente di Confartigianato di Forlì, Luca Morigi, secondo il quale "il reddito di cittadinanza non rappresenta ciò che occorre al Paese per il rilancio. Serve più lavoro, l'unico mezzo per includere socialmente le persone, dando loro prospettive di vita e la dignità di cittadini".

L'esame degli ultimi dati Istat evidenzia che i servizi privati sono stati estremamente resilienti nel trimestre nero della crisi Covid-19: addirittura è risultata meno ampia la flessione per questi servizi, al netto di commercio, trasporto e alloggio (-8,8%) e l’agricoltura (-3,7%) rispetto al calo congiunturale, attorno ai venti punti percentuali, della manifattura (-19,8%). Nell’artigianato quasi quattro addetti su dieci lavorano proprio nei servizi, che rappresentano l’aggregato settoriale più rilevante nel comparto, in cui si concentra il 38,9% degli addetti delle imprese artigiane, davanti al 35% della manifattura e al 26,1% delle costruzioni. Nel secondo trimestre del 2020 sono bene evidenti gli effetti del lockdown e il fatturato, al netto della stagionalità, diminuisce del 21% rispetto al trimestre precedente.

Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, si registrano le diminuzioni tendenziali chiaramente più ampie per le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-71,4%), le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (-33,9%), il trasporto e magazzinaggio (-30,7%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (-24%), il commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (-21,8%) e infine per i servizi di informazione e comunicazione (-8,1%). Nell’arco dei primi sei mesi del 2020 il settore dei servizi in Italia ha perso il 17% dei ricavi, facendo meglio della Spagna (-19,9%) ma registrando un calo più accentuato rispetto a Francia (-11,6%) e Germania (-6%). 

Con riferimento ad alcune attività con una maggiore presenza di imprese artigiane, nel corso del 2020 il settore dell’autoriparazione segna una contrazione del 17,9%, pari a minori ricavi per 1,3 miliardi di euro; nel confronto internazionale si osserva una graduatoria simile a quella del totale dei servizi: l’Italia, infatti, fa meglio dell’autoriparazione della Spagna (-26,3%9, ma accentua la riduzione dei ricavi rispetto a Francia (-14,6%) e Germania (-6,5%). Il trasporto terrestre registra un calo del 14,3% mentre l’attività di pulizia limita la flessione all’8,4% con una intensificazione delle attività di sanificazione che ha, almeno in parte, compensato la minore domanda da parte del mercato durante il lockdown.
 

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