Lotta in Unindustria: "Noi ribelli? No, sono gli altri che sono invasori"

“Ribelli” e “usurpatori”: con il precipitare della situazione in Unindustria Forlì-Cesena anche il linguaggio esce dal gergo ovattato confindustriale

“Ribelli” e “usurpatori”: con il precipitare della situazione in Unindustria Forlì-Cesena anche il linguaggio esce dal gergo ovattato confindustriale e sfocia in quello utilizzato per definire guerre e sedizioni. E’ quello che comporta il non riconoscimento reciproco nella vicenda che sta vedendo un consistente gruppo di associati impegnati nel contrastare il commissariamento dell’associazione industriali di Forlì-Cesena.  L’ultimo atto, l’assemblea dei soci non riconosciuta dai commissari di Confindustria nazionale, ha portato alla legittimazione della presidenza (anche questa non riconosciuta) di Stefano Minghetti, riconfermato alla presidenza nonostante il precedente intervento di espulsione.

E l’ultimo atto è stato un rotolare della situazione: nella settimana appena trascorsa, infatti,  i “probiviri” (sostanzialmente i commissari di Confindustria nazionale) hanno messo le guardie giurate nella sede di via Punta di Ferro ed hanno dotato i vigilantes di foto segnaletiche degli espulsi ed esposto un cartello che consente l’ingresso agli associati e alle persone autorizzate.  Dice il cartello che non potrà accedere agli uffici chi è stato oggetto di provvedimento di cessazione del rapporto associativo e si precisa che chiunque intenda transitare dovrà qualificarsi al personale di vigilanza che provvederà a verificare identità e titolo.

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Loro ribelli?  Scrivono gli imprenditori della “fronda”: “No, così ci definiscono i media. Prima o poi la verità dovrà farsi più spazio. Gli invasori sono proprio i probiviri che sono intervenuti in esplicito contrasto con le norme del sistema”, è l’opinione espressa in una missiva. Il riferimento è allo Statuto di Confindustria, che vieta che la carica di Proboviro e quella di Revisore contabile si sommi a quella di Presidente o di Vice Presidente di una componente del sistema associativo e con le altre cariche di Confindustria e che per gli imprenditori che fanno capo all’ex presidente Carfagnini e all’attuale Minghetti sarebbe stato disatteso.  “Singoli controllori che hanno deciso di prendersi la gestione dell’Associazione. Se ancora ci si chiede il fine di tutto quel che sta avvenendo,  si tratta di soldi. Nel 2017 Forlì-Cesena ha il bilancio attivo, con margini di oltre 300.000 euro nella gestione corrente e possiede una società di servizi, Assoservizi Romagna Srl, con un fatturato di oltre due milioni e una marginalità per altri 300.000 euro che confluirebbero nell’associazione della Romagna”.

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