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Domenica, 26 Giugno 2022
Lavoro

Manodopera, una giornata di formazione sul campo: la cooperativa apre le porte ai laureandi della Tuscia

Per la cooperativa "Sapore di Romagna" è stata l’occasione di poter collaborare con le università che prepareranno i prossimi tecnici e imprenditori agricoli

Con l’allentarsi delle restrizioni dovute alla pandemia e l’arrivo del caldo, Università e mondo del lavoro possono tornare a incontrarsi sul campo, in un periodo in cui da una parte si chiudono le lezioni frontali e dall’altra si imposta una campagna drupacee che ha il profumo della ripartenza dopo anni complicati. Con queste premesse l’Università degli Studi della Tuscia ha organizzato un’uscita didattica in Emilia Romagna. Accompagnati dal professor Saverio Senni, docente di Economia agraria e sviluppo rurale, un gruppo di 50 studenti del corso di laurea magistrale in Scienze Agrarie e Ambientali del Dipartimento Dafne, ha visitato i frutteti e lo stabilimento della Cooperativa Sapore di Romagna.

Per la cooperativa "Sapore di Romagna" è stata l’occasione di poter collaborare con le università che prepareranno i prossimi tecnici e imprenditori agricoli. Un’occasione utile a condividere la passione, le difficoltà e le competenze proprie della frutticoltura oltre ad un esempio concreto di gestione aziendale e della filiera fatta di attività e scelte strategiche quotidiane. “Crediamo sia stata una bella iniziativa innanzitutto per i ragazzi, che hanno avuto l’occasione di venire a contatto con il nostro territorio e noi agricoltori - spiega Mattia Canonici, responsabile dell’azienda agricola di famiglia -. Credo sia molto importante per uno studente poter toccare con mano e vedere da vicino come curiamo un impianto frutticolo. Li ho trovati molto curiosi e coinvolti, qualcuno ha condiviso la propria esperienza con me per poter imparare cose nuove, altri hanno fatto domande ma a partire da una buona preparazione di base. Mi ha fatto molto piacere ricevere molte domande che ho risposto con aneddoti di lavoro quotidiano.”

Completata la visita tra gli impianti a regime biologico adiacenti allo stabilimento produttivo, gli studenti dell’Università della Tuscia, hanno avuto la possibilità di incontrare in videoconferenza il direttore di Italia Ortofrutta Vincenzo Falconi, già laureato dell’Ateneo viterbese. Con Falconi è stato approfondito il sistema associazionistico e cooperativo che in Emilia Romagna racconta da oltre 20 anni storie di collaborazioni virtuose basate sulla fiducia e la passione proprie degli imprenditori agricoli della zona.

“A partire dalla fiducia degli operatori della filiera si ottengono i risultati migliori, quelli che portano beneficio sia alle attività in campo che alle Cooperative o le organizzazioni di produttori, impegnate nel piazzare il prodotto o sviluppare nuove colture - spiega Luca Canonici, presidente della cooperativa "Sapore di Romagna" e della Op Biop -. La fiducia e le relazioni che si creano fanno la differenza per lavorare tutti nella stessa direzione. Questo è quello che cerchiamo di fare come Cooperativa e Op, cercare di dare supporto e stare vicini al produttore. Sicuramente il nostro ruolo è anche quello di dare maggiore forza agli agricoltori nella trattativa commerciale ma non è paragonabile all’importanza che ha sentirsi riconosciuta la capacità di gestire il prodotto in un certo modo. La nostra capacità di valorizzare il prodotto è ciò che ci porta successivamente a ricevere la fiducia del distributore che si affida alle nostre forniture sia in termini di proprietà organolettiche del prodotto che della continuità di fornitura”.

Successivamente gli studenti hanno avuto l’occasione di visitare l’interno dello stabilimento che ospita l’intero percorso che svolge la frutta, dal conferimento alla spedizione passando per calibratrici, celle frigorifero, linee di confezionamento e celle di stoccaggio. “Nel corso della lunga esperienza di docente universitario – ha dichiarato Saverio Senni – ho verificato con mano che queste occasioni aggiungono moltissimo alle lezioni d’aula che rappresentano il contesto formativo principale nell’Università italiana. A maggior ragione dopo un periodo di didattica a distanza o mista, ritornare con i piedi sulla terra guidati dalla sapiente competenza dei responsabili di Sapore di Romagna è stato un momento di grande impatto formativo che darà i suoi risultati nel tempo.

“Nello specifico – ha aggiunto Senni – il modo in cui Sapore di Romagna riesce non solo ad aggregare le produzioni dei propri soci, ma anche ad indirizzarli verso l’adozione di tecniche ecosostenibili, ad aiutarli nella conoscenza sia dei mercati che delle politiche di comparto, rappresenta uno dei punti di forza dell’intero sistema agroalimentare romagnolo che ha indotto il Dipartimento Dafne a sceglierlo per la visita didattica 2022. Visita che ha coinvolto giovani alle soglie del completamento della loro carriera universitaria e che a breve si affacceranno in quel complesso mondo del lavoro dell’agroalimentare e dalle sue articolate filiere”.

Questo “open-day” che la Cooperativa ha organizzato per gli studenti dell’Università degli Studi della Tuscia è un primo segnale del nuovo approccio che il mondo del lavoro può e dovrà offrire agli istituti scolastici, per permettere ai percorsi formativi di essere più efficaci dando immediato
riscontro allo studente di ciò che ha imparato in aula. Gli studenti hanno avuto modo di comprendere che si troveranno a competere in un comparto sempre più complesso, internazionale e dinamico in cui il successo di un progetto imprenditoriale, individuale o cooperativo che sia, dipende in larga parte dalle risorse umane che vi sono coinvolte.

Questo approccio permetterà di trasmettere conoscenze empiriche e valori umani che la didattica possono solo tratteggiare, permettendo alla filiera agricola di trovare risorse pronte a custodire il patrimonio agricolo nazionale negli anni a venire. Il rapporto instaurato tra Università della Tuscia e Coop. Sapore di Romagna proseguirà nel tempo e questa visita vuole essere diauspicio perché le relazioni di questo tipo si allarghino anche ad altre realtà universitarie italiane e straniere.

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