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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Economia

Marcegaglia, Cgil durissima: "Sindaci inopportuni"

E si arriva al punto dolente della questione, dopo che i sindaci di Forlì e Forlimpopoli e il presidente della provincia hanno preso posizione favorevole sul salario d'ingresso

“Abbiamo assistito in questi anni alla debolezza con cui le istituzioni e la politica locale hanno difeso un patrimonio pubblico come la “Zangheri”, hanno assistito impotenti alla mancata realizzazione di una ASP distrettuale, hanno silenziosamente preso atto dell’impossibilità di costruire una AUSL unica con Cesena perdendo opportunità che avrebbero aumentando l’eccellenza e l’efficienza della nostra sanità”, sono pesanti le accuse che arrivano dal neo segretario generale della Cgil, Paride Amanti.

“Registriamo il rischio di processi di deindustrializzazione del nostro territorio dove le nostre Istituzioni scontano anche la crisi di Sapro e la loro credibilità come soggetti promotori di sviluppo, lasciandosi sfuggire grandi investimenti locali strutturati - attacca Amanti -. Evidenziamo come infrastrutture che dovevano essere punto di eccellenza per lo sviluppo del territorio (fiere, aeroporto) sono diventati un costo, un peso difficile da giustificare. Un territorio che ha un’idea propria di sviluppo deve riuscire a orientare investimenti in linea con l’interesse collettivo".

E si arriva al punto dolente della questione, dopo che i sindaci di Forlì e Forlimpopoli e il presidente della provincia hanno preso posizione favorevole sul salario d'ingresso. “In questo scenario vediamo invece, da parte delle istituzioni locali, un protagonismo insolito ed inopportuno entrando a gamba tesa sulla vertenza Marcegaglia, non per svolgere un ruolo di mediazione con cui ricercare soluzioni che tengano assieme investimenti e buona occupazione, e chiedendo alle parti di rimuovere gli ostacoli, ma assumendo il paradigma aziendale per cui gli investimenti sono possibili solo alle loro condizioni”, afferma il segreario.

La CGIL di Forlì pensa che sia necessario costruire un’idea di sviluppo che, partendo dal “Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” siglato in Regione nel novembre 2011, possa anche nel nostro territorio affermare una via alta allo sviluppo. “Prendiamo atto con amarezza della non volontà politica di affrontare le vere trattative che possono favorire insediamenti di questa come altre aziende, nella nostra realtà; - prosegue Amanti - temi quali quello energetico, quello del trasporto sostenibile, quello relativo agli degli investimenti tecnologici e professionali, sono argomenti non affrontati. E’ evidente che il rischio della sigla di un accordo separato, sul quale peserebbe anche una grave responsabilità delle Istituzioni locali, segnerebbe un punto di compromissione di quella coesione sociale indispensabile per una Comunità. Occorre da subito rimuoverne le cause per riaffermare il valore del Lavoro, della Partecipazione, dell’Inclusione; e ciò non può essere in capo solo alla  CGIL”.


 

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