Marcegaglia, interviene la Regione: "Siamo preoccupati, le parti riflettano"

Impegnarsi per favorire "un supplemento di riflessione delle parti in causa": è l'invito che arriva dall'assessore regionale alle Attività Produttive, Gian Carlo Muzzarelli, sulla vicenda dello stabilimento

Impegnarsi per favorire "un supplemento di riflessione delle parti in causa”: è l'invito che arriva dall'assessore regionale alle Attività Produttive, Gian Carlo Muzzarelli, sulla vicenda dello stabilimento "Marcegaglia" di Forlì che sta da qualche settimana vivendo un momento di forte tensione tra la proprietà e la Fiom-Cgil, contraria all'introduzione del salario di ingresso. Una vertenza che ha diviso in due il mondo politico e sindacale.

“La Giunta regionale, in questo come in altri casi analoghi, ritiene doveroso rispettare l’autonomia delle parti sociali in materia contrattuale e la libera e democratica espressione dei lavoratori - afferma Muzzarelli -. Ciò premesso, uno scambio fra la riduzione del salario dei giovani e gli investimenti prospettati dal Gruppo Marcegaglia (ampliamento e riqualificazione dello stabilimento di Forlì, con la previsione di un investimento di circa 50 milioni di euro e oltre 100 assunzioni) solleva legittimi motivi di preoccupazione e meriterebbe un supplemento di riflessione delle parti in causa”.

Muzzarelli ha risposto in consiglio regionale  a Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) che, in un’interrogazione alla Giunta, aveva chiesto un intervento della Regione vista l’intenzione del Gruppo Marcegaglia, che “vorrebbe imporre, per i nuovi assunti, uno schema retributivo che comporterebbe una riduzione dello stipendio di circa 300 euro per sei anni, dal momento che gli eventuali investimenti sono subordinati all’accettazione di questa riduzione di salario”.

“Le cause principali della debolezza dell’economia italiana - ha rilevato Muzzarelli - non si possono imputare ai diritti e ai salari dei lavoratori. Al contrario, dovrebbe essere sempre più evidente che il binomio mercato del lavoro e precarietà ostacolano la formazione del capitale umano, sottraggono diritti e futuro ai giovani e deprimono la domanda delle famiglie”. Per quanto riguarda l’attuazione del patto regionale per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, sollevata da Naldi, “va osservato innanzitutto che gli indirizzi principali di questo patto sono entrati a far parte dell’agenda politica nazionale. Anche in materia di apprendistato sembra delinearsi un ampio accordo sul primato da attribuire a tale forma contrattuale".

"Il contratto di apprendistato contenuto nel patto - ha sottolineato l’assessore - è il principale canale di accesso dei giovani al lavoro, offre già ampie agevolazioni alle imprese; inquadramento fino a due livelli sotto la categoria di riferimento, agevolazione contributiva, prosecuzione e, dal decreto Salva Italia in poi, aumento della deduzione dalla base imponibile Irap”. Senza dimenticare che il suddetto decreto “ha anche escluso la quota Irap dovuta sul costo del lavoro dalle basi imponibili Ires e Irpef”.

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