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Marcegaglia, la Fiom contro Cisl e Uil: "Accettano il ricatto dell'azienda"

"Abbiamo ricevuto con stupore una lettera di FIM CISL e UILM UIL che chiede alle Istituzioni Locali (Comuni di Forlì e Forlimpopoli e Provincia) di convocare un incontro con la direzione aziendale Marcegaglia"

"Abbiamo ricevuto con stupore una lettera di FIM CISL e UILM UIL che chiede alle Istituzioni Locali (Comuni di Forlì e Forlimpopoli e Provincia) di convocare un incontro con la direzione aziendale Marcegaglia". Inizia così una nota della Fiom-Cgil di Forlì in merito alla situazione della Marcegaglia. Il sindacato attacca Fim e Uilm, accusandole di "accettare il ricatto dell'azienda, essendo pronti a firmare".
 
"Siamo stupiti perché il 9 febbraio scorso i lavoratori dello stabilimento Marcegaglia di Forlì hanno votato a stragrande maggioranza un mandato (con un documento unitario sostenuto anche da CISL e UIL) che chiedeva all'azienda di mantenere in forza i lavoratori precari prolungando i contratti e di aprire una trattativa vera" continua la nota firmata da Michele Bulgarelli, segretario della Fiom-Cgil forlivese
 
"Invece sei lavoratori precari sono stati licenziati da Marcegaglia il 10 febbraio scorso e altri sei probabilmente saranno licenziati venerdì 16 marzo.  La FIOM CGIL, insieme ai delegati dello stabilimento, ha contrastato le scelte dell'azienda sulla base del mandato dei lavoratori ed ha costruito nei giorni scorsi una mobilitazione per difendere i posti di lavoro e i diritti dentro la fabbrica. FIM e UILM hanno invece dichiarato in trattativa il 15 febbraio di essere pronti a firmare, accettando il ricatto dell'azienda, e da allora non si sono né presentati in fabbrica né resi disponibili ad alcun confronto in azienda con i lavoratori".

"Come FIOM CGIL, insieme ai delegati, richiediamo anche noi l'intervento delle Istituzioni Locali (Comuni e Provincia), come avevamo chiesto pubblicamente dal presidio davanti i cancelli dell'azienda: vanno ripristinate quelle corrette relazioni che sono il valore aggiunto e il fondamento della coesione sociale di questo territorio.   I lavoratori licenziati vanno richiamati in fabbrica e vanno prorogati i contratti in scadenza il 16 marzo, avviando una trattativa alla quale la FIOM è pronta a partecipare sulla base di due principi: che a pari lavoro deve esserci pari retribuzione e scommettendo sull'apprendistato e la formazione, nello spirito del “patto per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva” condiviso da tutte le forze sociali della Regione Emilia Romagna. Alle Istituzioni locali chiediamo coraggio, chiediamo di non accettare i ricatti dell'azienda e di non aumentare il distacco tra paese reale e palazzi che vediamo crescere di giorno in giorno".
 

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