Economia

Metalmeccanico, numeri impietosi: a Forlì oltre 3300 operai in cassa integrazione

Sulla base dei dati aggiornati ad oggi e frutto di elaborazione della FIOM CGIL di Forlì, relativi alla dimensione della crisi nel settore metalmeccanico, il territorio di Forlì è nel pieno della crisi del lavoro

Sulla base dei dati aggiornati ad oggi e frutto di elaborazione della FIOM CGIL di Forlì, relativi alla dimensione della crisi nel settore metalmeccanico, il territorio di Forlì è nel pieno della crisi del lavoro che sta attraversando un paese in pieno declino industriale. I numeri sono impietosi: oggi a Forlì, nel settore dell’industria metalmeccanica ci sono 28 imprese e 1102 lavoratori in Cassa integrazione ordinaria, 19 imprese e 2207 lavoratori in quella straordinaria, 2 imprese in Contratto di Solidarietà con 25 dipendenti e 5 aziende industriali in Cassa in Deroga con 96 lavoratori interessati.

"In totale nel settore dell’industria registriamo 54 aziende in crisi e in queste aziende sono complessivamente occupati 3500 lavoratori e lavoratrici. Nell’artigianato metalmeccanico si contano 110 aziende in Cassa in Deroga e 500 lavoratori interessati. Si conferma quindi una scarsa propensione da parte delle aziende e delle associazioni di impresa del territorio, spesso fondata su considerazioni di basso profilo, all’utilizzo dei contratti di solidarietà, ammortizzatore che sarebbe in grado di redistribuire il lavoro e tutelare, meglio della cassa integrazione, il salario delle persone" si legge in una nota della FIOM CGIL.

"Sempre critica - prosegue la nota - anche la situazione in riferimento alle retribuzioni dei lavoratori e allo stato di liquidità nelle imprese del settore, dal momento che risultano oggi 442 lavoratori in imprese industriali e tra gli 80 e i 100 addetti nelle aziende artigiane metalmeccaniche con ritardi nell’erogazione delle retribuzioni. Oggi siamo di fronte alla crisi del lavoro, alla perdita di posti di lavoro – anche a causa della totale assenza di una qualunque politica industriale e a difesa dei settori produttivi – e alla sempre più difficile tenuta della coesione sociale: noi non possiamo accompagnare il declino industriale di questo paese. Vogliamo far diventare una discussione politica ed istituzionale generale la crisi del lavoro"  

"Per non lasciare soli i lavoratori, per riunificare le tante vertenze aperte (anche a Forlì), per chiedere che sia direttamente il Governo ad affrontare questa crisi con politiche economiche e sociali precise, la FIOM ha deciso di indire una settimana di mobilitazione. Si comincia il 5 dicembre, con lo sciopero regionale di otto ore di tutti i metalmeccanici e l’occupazione di piazza Nettuno a Bologna".

"La settimana di mobilitazione si concluderà a Roma l’11 e il 12 dicembre, giornata in cui una manifestazione di lavoratori partirà da Piazza del Popolo per raggiungere Palazzo Chigi e portare le tante vertenze e le richieste di una nuova politica industriale, il rifinanziamento degli ammortizzatori e la difesa dei posti di lavoro direttamente al Governo. Vista la crisi del settore degli elettrodomestici che investe anche lo stabilimento forlivese di Electrolux, per i lavoratori di Electrolux lo sciopero del 5 dicembre è spostato al 12 per consentire a tutti di partecipare alla manifestazione a Palazzo Chigi".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Metalmeccanico, numeri impietosi: a Forlì oltre 3300 operai in cassa integrazione

ForlìToday è in caricamento