Venerdì, 25 Giugno 2021
Economia

Micro e piccole imprese, segnali positivi per il manifatturiero: l'analisi di Confartigianato

"Nonostante il recente miglioramento, il manifatturiero non ha ancora completato il recupero", sono le parole del segretario di Confartigianato di Forlì, Marco Valenti

Il monitoraggio dell’ufficio studi di Confartigianato sulle micro e piccole imprese vede alcuni segnali congiunturali positivi per il manifatturiero. In crescita anche l’indice di fiducia delle imprese del settore che passa da 106 di aprile 2021 a 110,2 di maggio registrando il quarto aumento congiunturale consecutivo. L’indicatore della produzione manifatturiera segna, nel primo trimestre 2021, una crescita dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, in linea con il recupero (+1%) dell’Unione europea, registrando la migliore performance tra i maggiori paesi dell’Unione europea: Germania e Francia segnano un calo dello 0,2% e la Spagna subisce una flessione dell’1,2%. 

La dinamica settoriale della produzione in Italia mostra crescite sostenute per abbigliamento (+6,3%), gioielleria e occhialeria e affini (+5,2%), apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+3,5%), computer, prodotti elettronici e ottici, apparecchiature elettromedicali, apparecchiature di misurazione e orologi (+3,2%) e metallurgia (+2,7%). Segno più anche per mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+2,8%), questi ultimi in forte difficoltà. Flessione anche per tessile (-3%), pelle (-2,5%), riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (-2,3%) e mobili (-0,9%).

"Nonostante il recente miglioramento, il manifatturiero non ha ancora completato il recupero - sono le parole del segretario di Confartigianato di Forlì, Marco Valenti -. Nel primo trimestre 2021 la produzione rimane, infatti, inferiore del 2% rispetto al quarto trimestre 2019, precedente allo scoppio della crisi Covid-19. In parallelo ai segnali positivi, aumentano i timori sull’aumento dei prezzi conseguente all’escalation dei costi di acquisto delle materie prime, con effetti marcati di maggiori costi per le piccole imprese". Conclude il segretario forlivese: "A a maggio il saldo delle attese sui prezzi è salito al massimo dall’inizio della serie storica, superando i precedenti picchi del 2011 e del 2008. Il timore è che la crescita dei costi delle materie prime possa bloccare la ripresa appena avviata".

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