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Mini lockdown, Imolesi (Uil): "Dalle manifestazioni un grido di allarme che non va ignorato"

"La Uil di Forlì è stata e sarà anche in futuro un punto di riferimento per lavoratrici e lavoratori ed è chiaro che in mancanza di risposte faremo sentire con forza la nostra voce", afferma Imolesi

"Le manifestazioni svolte negli ultimi giorni rappresentano un grido di allarme che non va ignorato. Non abbiamo visto pericolose derive o strumentalizzazioni, quanto la rappresentazione del tutto legittima di problemi seri, reali a cui la politica non può e non deve voltare le spalle". Così il segretario generale della Uil, Enrico Imolesi, a commento del nuovo dpcm firmato dalla presidenza del Consiglio per arginare la diffusione del covid-19 ed in vigore da lunedì. Imolesi condivide le parole del segretario generale Uil Emilia Romagna Giuliano Zignani: "Purtroppo si sta verificando ciò che come Uil, Cassandra inascoltata, avevamo preannunciato: la tenuta sociale del Paese è a grave rischio. Quest’ultimo Dpcm mina nel profondo il nostro sistema economico e, temo, risolverà ben poco in termini di contenimento del contagio.  Le piccole, piccolissime e medie imprese sono azzoppate e queste aziende sono la nervatura del nostro sistema economico. E se sono azzoppate loro, lo sono anche i lavoratori e le loro famiglie. Solo in Emilia Romagna, sono 25mila le imprese bloccate dal Dpcm. Che tradotto si concretizza in 500mila persone disoccupate".

"Se Dpcm doveva essere, dovevano essere attivati, in modo contestuale, tutti gli strumenti necessari per sostenere imprese e lavoratori come, ad esempio, il prolungamento (ben oltre da quanto si ipotizza) della cassa integrazione - prosegue Zignani -. Il Governo incontrerà le parti sociali e risposte urgenti devono esserci. In caso contrario faremo sentire la nostra voce e quella dei lavoratori in tutte le sedi Se a livello nazionale, la situazione è molto critica, l’Emilia Romagna non sta certo meglio. A cominciare dalle 1.200 imprese i cui lavoratori, da aprile, non vedono la cassa integrazione. Solo a livello nazionale sono E parliamo di aprile 150mila. Ecco perché è quanto mai urgente che la Regione Emilia Romagna convochi i firmatari del Patto per il lavoro per mettere in campo tutti gli strumenti necessari per sostenere lavoratori e imprese. E, tenuto conto poi che il presidente della Regione lo è anche della Conferenza Stato-Regioni, affinché si faccia portavoce delle nostre richieste". "La Uil di Forlì è stata e sarà anche in futuro un punto di riferimento per lavoratrici e lavoratori ed è chiaro che in mancanza di risposte faremo sentire con forza la nostra voce", conclude Imolesi.

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