Economia

I numeri che fotografano l’economia del territorio: "Un’area attrattiva e competitiva"

Per quanto riguarda la demografia, nel 2017 il territorio Romagna (Forlì-Cesena e di Rimini) fa rilevare una variazione positiva della popolazione residente (+0,09%) in linea con il dato della regione (+0,09%) e in controtendenza rispetto a quello osservato per l’Italia (-0,17%)

La Camera di Commercio di Forlì-Cesena e Rimini ha pubblicato "I numeri dell’economia 2017", la guida che fornisce un sintetico quadro strutturale del sistema produttivo del territorio Romagna, sotto il profilo statistico ed economico e si costituisce come un utile strumento per l’analisi territoriale. "I numeri - viene spiegato dall'ente camerale - delineano il profilo di un’area attrattiva e competitiva che sta agganciando la ripresa forte del suo elevato posizionamento a livello nazionale e delle potenzialità di miglioramento nel contesto regionale".

I dati principali

La circoscrizione territoriale della Camera della Romagna, nata dall’accorpamento delle preesistenti Camere di Forlì-Cesena e di Rimini, ha una superficie di oltre 3.240 chilometri quadrati, 55 realtà Comunali, più di 730 mila abitanti, quasi 100mila localizzazioni registrate e un valore aggiunto totale di oltre 20 miliardi di euro. Numeri, questi, che delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere sulle quali è possibile sviluppare progettualità specifiche: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di grande rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità).

I principali ambiti di osservazione

Per quanto riguarda la demografia, nel 2017 il territorio Romagna (Forlì-Cesena e di Rimini) fa rilevare una variazione positiva della popolazione residente (+0,09%) in linea con il dato della regione (+0,09%) e in controtendenza rispetto a quello osservato per l’Italia (-0,17%). Il tasso migratorio netto (6,4), che sintetizza l’attrattività dell’aggregato territoriale, è leggermente inferiore a quello regionale (7,0) e maggiore di quello nazionale (2,8). L’incidenza degli stranieri residenti sulla popolazione totale è pari al 10,8%, dato inferiore alla media regionale (12,0%) ma superiore al dato nazionale (8,5%). L’indice di vecchiaia risulta in aumento rispetto il periodo precedente: nell’aggregato Romagna (175,4%) rimane tuttavia più contenuto di quello medio regionale (180,1%) ma superiore a quello nazionale (168,9%). L’indice di dipendenza o carico sociale (58,4%) è inferiore alla media regionale (58,9%) e superiore a quello nazionale (56,0%).

Per quanto concerne lavoro, i dati relativi evidenziano un tasso di occupazione per la popolazione tra 15 e 64 anni (65,0%) inferiore a quello regionale (68,6%) ma superiore a quello nazionale (58,0%). Il tasso di disoccupazione (15 anni e più) che risulta pari all’8,5%, è superiore a quello regionale (6,5%) ma decisamente più contenuto di quello medio nazionale (11,2%). Sulla questione ricchezza, in base alle stime dell’Istituto Tagliacarne, il valore aggiunto (a prezzi base e correnti) del territorio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) nel 2017 è pari a circa 20,2 miliardi di euro, con una crescita pari al +1,7% rispetto al dato del 2016 (Emilia-Romagna +2,2%, Italia +1,9%). Il 46,9% del valore aggiunto totale è creato dal settore dei servizi, il 27,4% dal commercio-trasporti e turismo, il 19,0% dall’industria, il 4,6% dalle costruzioni e il 2,1% dall’agricoltura. Il valore aggiunto del territorio Romagna costituisce il 14,3% di quello regionale. Il valore aggiunto procapite del 2017 (27.648 euro) è inferiore a quello medio regionale (31.763) ma superiore a quello nazionale (25.406). Gli indicatori del credito rilevano 69 sportelli ogni 100 mila abitanti (63 a livello regionale e 45 a livello nazionale). Il rapporto prestiti e depositi (113,7%) è in linea con la media regionale (111,0%) e inferiore a quella nazionale (117,3). Particolarmente elevato in questa fase è il livello delle sofferenze rapportate ai prestiti totali (10,9%,).

L’imprenditorialità si presenta maggiormente diffusa (98 imprese ogni 1.000 abitanti) rispetto alla regione (91) e all’Italia (85). Con 71.433 imprese attive al 31 dicembre scorso, la Romagna rappresenta il 17,6% del totale delle imprese regionali attive. La dimensione media delle imprese attive (4,0 addetti per impresa) è in linea con la media regionale (4,1) e superiore al dato nazionale (3,7). Il 21,2% delle imprese dell’aggregato Romagna è classificato come “femminile”. Le imprese classificate come “straniere” sono il 10,3% del totale. L’incidenza delle imprese “giovanili” sul totale delle imprese attive è pari al 7,2% (Emilia-Romagna 7,7%, Italia 10,1%). Le società di capitale costituiscono il 17,9% del totale delle imprese attive, le società di persone il 23,8%, le ditte individuali il 56,1% e le “altre forme giuridiche” il 2,2%. I principali settori di attività economica del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), per numero di imprese attive, sono commercio (ingrosso e dettaglio), che pesa per il 24,1% del totale delle imprese attive, incidenza superiore al dato regionale (22,7%) ma inferiore a quella nazionale (27,2%). In particolare, le imprese del commercio al dettaglio sono circa 9.328 (il 13,1% del totale delle imprese attive), conun’incidenza superiore al dato regionale (11,3%) e inferiore alla media nazionale (15,5%); costruzioni (14,7%), la cui incidenza è in linea con il dato nazionale (14,4%) e inferiore al dato regionale (16,3%); agricoltura e pesca, con incidenza pari al 12,9% (Emilia-Romagna 14,3% e Italia 14,5%); servizi di alloggio e ristorazione (10,4%), incidenza superiore al dato regionale e nazionale (rispettivamente pari al 7,4% e al 7,5%). Il 56,8% delle imprese emiliano-romagnole attive nel settore “Alloggio” ha sede nell’aggregato Romagna (a Forlì-Cesena sono il 10,9% e a Rimini il 45,8%).

L’offerta ricettiva rilevabile nel 2017 consiste di 5.560 strutture (alberghiere e non) per oltre 236 mila posti letto (pari al 51,5% dell’offerta ricettiva della regione). Complessivamente nel territorio Romagna sono stati registrati oltre 4,7 milioni di arrivi con una presenza media di 4,5 giorni, dato superiore a quello regionale (3,6) e nazionale (3,4), per un totale di oltre 21,3 milioni di presenze; attività manifatturiere (8,7% del totale, Emilia-Romagna 10,8%, Italia 9,5%). I comparti principali sono: fabbricazione di prodotti in metallo (per il 18,3% del totale delle imprese attive nel manifatturiero), abbigliamento e accessori (16,6%), legno e mobili (13,8%) e industria alimentare (11,1%); attività immobiliari (7,7% del totale), Emilia-Romagna 6,5%, Italia 4,8%; servizi alle imprese (6,0%), incidenza inferiore al dato regionale (6,8%) e nazionale (7,0%); trasporti (3,3%), incidenza in linea con la media regionale (3,4%) e superiore a quella nazionale (2,9%); e servizi finanziari (1,9%), incidenza inferiore al dato regionale (2,2%) e nazionale (2,3%). In termini di numerosità relativa, assumono particolare rilievo le imprese artigiane attive (21.824), pari al 30,6% del totale (a fronte del 31,7% regionale e del 25,6% nazionale). Rilevante anche la realtà delle imprese cooperative che ammontano a 836 (1,2% del totale, Emilia-Romagna 1,2%, Italia 1,6%). Significativa per la creazione del valore economico e dei valori sociali è la presenza e l’attività delle organizzazioni non profit: l’ultimo Censimento Istat del 2011 ne ha individuate 4.470 (il 17,8% del totale regionale), con 11.527 addetti e più di 64 mila volontari.

Gli scambi con l'estero

In relazione agli scambi con l’estero, le esportazioni del territorio Romagna nel 2017 rappresentano il 29,3% del valore aggiunto totale a prezzi base e correnti, dato inferiore a quello regionale (42,4%) e in linea con quello nazionale (29,2%). Il valore degli scambi internazionali (somma tra importazioni ed esportazioni) è pari al 42,7% della ricchezza generata nel territorio (67,4% in Emilia-Romagna e 55,2% in Italia). Nel 2017 le esportazioni del territorio Romagna sono state pari a 5,9 miliardi di euro correnti (il 9,9% del totale regionale). I “Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori” e i “Macchinari e apparecchi n.c.a.” costituiscono entrambi oltre un quinto (il 20,5%) delle esportazioni totali del territorio Romagna; seguono i prodotti delle “altre attività manifatturiere” (10,6%), quelli in metalli (9,8%), gli alimentari (7,3%) e i mezzi di trasporto (6,6%). Il principale mercato di uscita per le imprese del territorio Romagna è l’Unione Europea (UE), verso la quale sono indirizzate più della metà delle esportazioni a valore (il 56,8% del totale). I principali Paesi di destinazione delle esportazioni sono: Francia (10,5%), Germania (10,1%), Stati Uniti (8,5%), Regno Unito (6,4%) e Spagna (4,3%). Le esportazioni nette (saldo commerciale) sono pari al 15,8% del valore aggiunto per il territorio Romagna, lievemente inferiore al dato regionale (17,4%) ma ampiamente superiore alla media nazionale (3,1%). La pubblicazione, curata dall’Ufficio Statistica e Studi della Camera di commercio della Romagna, è scaricabile dal sito camerale, nell’area riservata all’informazione economico statistica: www.romagna.camcom.it/informazione_economico_statistica/

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