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Nuovo negozio e nuova filosofia di vestiti 'green' in centro: "Abiti nuovi Made in Italy con le eccedenze di produzione"

"Un nuovo progetto eco-sostenibile che possa sensibilizzare alla riduzione degli sprechi in quella che è oggi la seconda industria per livello di inquinamento mondiale"

In un periodo di crisi per il centro storico forlivese, si appresta ad insediarsi proprio nel cuore della città un nuovo negozio di abbigliamento, tanto innovativo quanto curioso nel suo metodo di produzione. L’attività, riciclando materiali di qualità rimanenti ed in eccedenza, darà vita a nuovi capi attraverso tecniche di lavorazioni artigianali Made in Italy, sostenendo ed incrementando il movimento della riduzione degli eccessi dell’industria dell’abbigliamento, collegandoci creatività e sostenibilità.

“Dust (forgotten fabrics)” aprirà sabato in corso Mazzini 34 ad angolo con Via dei Filarmonici. Sarà aperto martedì e mercoledì dalle 16 alle 20, venerdì e sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21. Spiega Nicola Boccia, uno dei referenti del progetto: "Verranno utilizzati tessuti rimanenti da produzioni di abbigliamento e scarti di produzioni che spesso vengono smaltiti o bruciati. I capi partiranno da materiali già esistenti e inutilizzati. Sarà il pantalone il punto di forza di Dust, che produrrà però anche camicie, cappotti e comunque un total look: felpe con cappuccio, col girocollo, capi eleganti… un po’ per tutti i gusti". Il prezzo di questi vestiti, è la promessa, sarà inferiore rispetto alla media, i pantaloni (ovviamente made in Italy, con centro di produzione a Bologna).
 
Curiosa è l’utopia di Dust, ovvero la propria uscita dal mercato. Continua Boccia, sfiorando il paradosso: "Il negozio (legato dal 2014 al brand “The Silted Company) si augura che in futuro non ci saranno più tessuti in eccesso o bottoni in avanzo; l’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone a non alimentare il consumismo di materiali e quindi di produzioni nuove che non servono visti i notevoli avanzi, che se un giorno cesseranno di esistere, concluderanno questo progetto di riciclo".

Dettagliano meglio Boccia e Riccardo Minoccheri, suo socio in questa avventura: "Questo progetto nasce come proseguimento naturale del lavoro che già svolgiamo dal 2014 col brand 'The Silted Company', attraverso il quale abbiamo esplorato e conosciuto l’industria della moda attuale, nazionale ed internazionale, dato che il brand in questi anni ha raggiunto gli store di svariate nazioni sparse in tutto il mondo come Usa, Giappone, Korea, China, Russia, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Repubblica Ceca, Italia. Anche se la nostra storia inizia diversi anni prima con i primi progetti e creazioni che hanno poi portato allo sviluppo di Silted, una passione quella per l’abbigliamento che quindi c’è sempre stata, come spesso accade parte tutto per gioco, ma in questo caso per noi la passione si è trasformata in lavoro ed è sicuramente la cosa più gratificante, dato il fatto che possiamo essere orgogliosi di aver creato tutto partendo da zero con le nostre mani lottando per farci spazio in un mondo, quello dell’abbigliamento, saturo di proposte spesso e purtroppo fin troppo omologate tra loro, la volontà di distinguersi anche col rischio di risultare difficili da capire, ci ha però permesso di emergere".

Inoltre Silted ad oggi è riuscita nella missione di posizionarsi come brand Made in Italy emergente in alcuni negozi famosi: Luisa Via Roma (Firenze), Antonioli (Milano), Farfetch (online worldwide) Sugar (Arezzo), Slam Jam (online), 10 Corso Como (Milano), East Dane (New York), Urban Outfitters (Philadelphia), Rinascente (Milano), Merci (Parigi), Ratti (Pesaro). Concludono gi ideatori del progetto: "Questo è stato possibile anche grazie alle numerose fiere internazionali alle quali abbiamo partecipato personalmente, seguendo passo dopo passo la crescita del nostro brand, tra queste Pitti Uomo (Firenze), Man (Paris), Tranoi (Paris), Seek (Berlin), Ciff (Copenaghen), White (Milano). L’intento è quello di trasferire il know-how acquisito durante la nostra esperienza pluriennale, che prosegue ancora oggi con The Silted Company, all’interno di un nuovo progetto eco-sostenibile che possa sensibilizzare alla riduzione degli sprechi in quella che è oggi la seconda industria per livello di inquinamento mondiale".
 

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