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Nuovo progetto 'Plastic free': sottoprodotti della filiera vitivinicola per rimpiazzare la plastica nei vigneti

Anche l’azienda forlivese Sabiomaterials è fra i partner del progetto “Vivi Plastic Free”, che si è aggiudicato il primo posto nella specifica graduatoria “Nuovi materiali e tipologie d’imballaggio”

Anche l’azienda forlivese Sabiomaterials è fra i partner del progetto “Vivi Plastic Free”, che si è aggiudicato il primo posto nella specifica graduatoria “Nuovi materiali e tipologie d’imballaggio” del Bando regionale del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, l Gruppo Operativo per l’Innovazione comprende, inoltre, l’Università di Modena e Reggio Emilia, le strutture Caviro, Terre Cevico, Cantine Riunite & Civ, diverse aziende agricole, Alimos, Irecoop e la Cooperativa Sociale il Ventaglio di Orav. “Biofiller ecosostenibili da sottoprodotti della filiera vitivinicola per la riduzione della plastica in vigneto e in cantina” è il titolo per esteso del progetto che si pone come obiettivo quello di impiegare alcuni sottoprodotti della filiera vitivinicola come materia prima per realizzare legacci per il vigneto e tappi ecocompatibili sostitutivi dei prodotti convenzionali in plastica. L'obiettivo è ridurre il più possibile l’utilizzo della plastica nella filiera vitivinicola, sia in vigneto, che in cantina, sostituendola appunto con materiali sempre più naturali, in un’ottica di economia circolare.

Una sfida non nuova  che, proprio negli scorsi anni, ha partecipato al progetto finanziato dall’Unione Europea, che si prefiggeva lo scopo di realizzare bioplastiche utilizzando come materia prima i rifiuti organici domestici. Proprio nell’impianto di Forlì venne realizzato il filamento di bioplastica, derivante da polveri organiche, che aveva le stesse caratteristiche tecniche di una plastica fossile. “Siamo ben felici che anche ‘Vivi Plastic Free’, che ci vede partner, abbia avuto il giusto riconoscimento - afferma Alessandro Carfagnini, fondatore e Ceo di Sabiomaterials -. Un'aggregazione di aziende, cantine, attività ed enti del nostro territorio che, grazie al bando Regionale, possono studiare il modo di rendere lo stesso territorio ancor migliore. Parliamo proprio dei nostri campi, di eliminare la plastica fossile dal vigneto di fianco a casa. Vorrei anche rimarcare che, facendo questo, non andiamo a togliere qualcosa alle aziende, perché le bioplastiche hanno le stesse caratteristiche delle plastiche fossili, però derivano da fonti organiche, quindi non dal petrolio per intenderci, e sono biodegradabili, quindi tornano alla terra”.

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