Lascia il posto fisso pubblico per seguire la sua voce dentro: "Mi si è aperto un mondo affascinante"

La sua storia di vita è anche un po' la sua professione. Oggi è un'operatrice qualificata per aiutare le persone a raggiungere il loro benessere

La sua storia di vita è anche un po' la sua professione. Se da una parte, infatti, oggi è un'operatrice qualificata per aiutare le persone a raggiungere il loro benessere, dall'altra parte lei stessa, per molti anni, è stata “cliente di sé stessa”, fino ad arrivare al suo “benessere” costruendo un percorso lavorativo che le ha dato, e le sta dando, molte soddisfazioni. “Non sono né l’unica e né l’ultima persona che ad un certo punto della vita ha deciso di fermarsi, guardarsi dentro e fuori e decidere cosa volesse fare da grande”, commenta Silvia Ruffilli, forlivese di 42 anni

Una nuova professione: l'operatrice olistica

Di cosa si occupa? Una di quelle che vengono chiamate “nuove professioni”: l’operatrice olistica. “Un mondo affascinante dove mi sono sentita finalmente a casa. Ho trovato la mia strada”, aggiunge. Da qui l’invito: “A tutti coloro, sia i giovani che si stanno affacciando al mondo del lavoro sia ai più maturi che in questo momento della vita si trovano a fare i conti con un lavoro frustrante o che non li esprime nel loro potenziale, io dico di guardare al futuro con fiducia ed entusiasmo, ci sono possibilità, occasioni e opportunità pronte da cogliere per chi ha voglia di esprimere appieno le proprie virtù, per chi vuole sentirsi vivo in questa esistenza e lasciare il mondo migliore di come lo ha trovato”. Attualmente l’Apoi (l’associazione in Italia per i Professional Organizer) ha un’ottantina di iscritti nello Stivale, mentre tra gli operatori olistici la SiafItalia conta 36 operatori solo nella provincia di Forlì-Cesena,  di cui 4 a Forlì.

Dal lavoro fisso alla sua vocazione per il benessere

Silvia Ruffilli si racconta così: “Mi sono fermata a 24 anni, un anno dopo la laurea in economia. Dopo il primo anno di lavoro in ambito amministrativo privato, affine agli studi, ho capito che io e l’economia non andavamo molto d’accordo, così ho cercato subito un’alternativa, riuscendo a passare un concorso e ad entrare in un ambito di lavoro amministrativo pubblico che mi lasciava il tempo necessario per riprendere gli studi e i corsi che esprimessero davvero i miei talenti e le mie capacità legate di più all’ambito umanistico”.  Nel susseguirsi degli anni, a causa di eventi personali difficili e lutti familiari , gli studi si sono un po’ rallentati, ma non la motivazione: “Fu proprio in quegli anni, dopo aver preso consapevolezza  della bellezza del presente, del dono della vita proprio attraverso la morte, che il mio intento si rafforzò ancora di più. Tenni accanto a me le persone di indole positiva e fiduciosa nella vita che sapevo mi avrebbero compreso e sostenuto e tutto il resto via, oltrepassai i miei limiti emozionali e andai a vedere quali doni la vita aveva da offrirmi oltre la mia zona di comfort che ormai, mi andava un po’ stretta, sicura indubbiamente, ma frustrante, uguale e senza emozioni”.

Per i tanti a cui all’etichetta ‘operatrice olistica’ non sanno dare un significato preciso, spiega ancora Silvia: “Ascoltando sempre le mie emozioni e la mia guida interiore sentii un profondo legame tra l’amore per la progettazione degli spazi interni di casa (ma senza i vincolo commerciali dettati nei soliti mobilifici) e il benessere abitativo inteso come la capacità dello spazio di suscitare a livello corporeo una risposta emotiva. Questo connubio tra benessere, persona e spazio mi ha permesso di diventare una Consulente Feng Shui e Architetto del Benessere, a cui ho abbinato la figura del Professional Organizer per integrare il Decluttering (rimozione del superfluo) e la gestione efficace dello spazio con l’organizzazione, completando cosi la mia formazione sul fronte benessere abitativo”. Ma non solo di questo si occupa: “Qualche anno fa sentivo che mancava un tassello alla mia espressività e forse proprio per ringraziare quanto i trattamenti olistici avessero fatto per la mia guarigione fisica ed emotiva, ho ricambiato il favore imparando a mia volta a eseguire trattamenti olistici manuali (riflessologia plantare, aromatouch technique con oli essenziali di grado terapeutico e riequilibro dei chakra) sempre in linea con il background formativo che mi ha cambiato la vita legato alla medicina tradizionale cinese”. Ed infine il salto: “Dopo aver completato il mio nuovo percorso professionale, dopo aver gettato negli anni le basi, ho lasciato il mio lavoro d’ufficio”.

Attenzione ai ciarlatani

A nome di tutta la sua categoria, Silvia ricorda che – per quanto questi termini da chi non ne è avvezzo possono essere rubricati alla voce di “fuffa” – questa professione è normata dalla legge e che ben altri sono i “ciarlatani”, quelli che cioè operano senza la certificazioni che pure sono previste anche in questo ambito. “Lo spazio e i margini lasciati da un vuoto normativo – spiega - erano terrene fertili per gli imbroglioni che avrebbero inficiato ed inquinato di ciarlatanerie discipline che affondano, invece, il loro sapere nella cultura millenaria di antiche civiltà, che forse, migliaia di anni fa, erano più avanti di noi, meno distratti, più a contatto con la natura e più attenti ai bisogni veri dell’essere umano per una vita sociale equilibrata ed armoniosa. Finalmente 5 anni fa, il legislatore, a fronte di bisogni sempre più emergenti e a fronte di corsi e scuole private che si stavano strutturando per rilasciare attestati e diplomi, ha deciso di intervenire e di dare un quadro normativo a queste nuove figure professionali, che operano nel settore del benessere della persona, pur non essendo né ambito estetico e né ambito medico, intervenendo comunque sul corpo e instaurando una relazione di fiducia".

"La legge 4 del 2013 fornisce tutta una serie di regole, linee guida, principi e direttive per la diffusione etica delle nuove figure professionali , ne cito alcune: Operatore Olistico, Counselor, Professional Organizer, Arti terapeuta, Home Stager, Naturopata e molti altri. La legge ha previsto anche l’istituzione di associazioni di categoria professionale a cui questi nuovi consulenti devono aderire per dare ancora più tutele, garanzie, serietà, rispetto dell’etica e della deontologia professionale nei confronti dell’utente finale. Ogni associato deve rispettare il regolamento etico, la deontologia, il segreto professionale, la privacy, la formazione continua e molto altro, al pari di qualsiasi ordine già legalmente riconosciuto. Ogni associato ha un codice, un tesserino, un’assicurazione e una modulistica da utilizzare per le sue prestazioni”. Di converso “ogni cliente che si rivolge a questi nuovi professionisti ha diritto a chiedere il tesserino, la modulistica e a quale categoria appartiene, verificando l’iscrizione negli appositi elenchi che si trovano nel sito di riferimento”, conclude.
 

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