Venerdì, 19 Luglio 2024
Commercio

La questione dei pagamenti con il Pos, Confesercenti: "Il problema non sono le multe, ma le commissioni"

"Il numero di Pos è raddoppiato dal 2015 ad oggi, senza bisogno di multe", ricorda il direttore di Confesercenti, Giancarlo Corzani

È atteso in Parlamento il testo della manovra economica approvata la scorsa settimana dal governo. Tra le questioni aperte c'è quella del venir meno delle multe per gli esercenti per i mancati pagamenti elettronici sotto i 60 euro (le prime versioni del testo avevano fissato la quota a 30 euro). Palazzo Chigi ha fatto sapere che è in corso una interlocuzione con la Commissione europea sulla revisione dell'obbligo per gli esercenti di far pagare con il Pos dei cui esiti si terrà conto durante l'iter della legge di bilancio.

"Il numero di Pos è raddoppiato dal 2015 ad oggi, senza bisogno di multe - esordisce il direttore di Confesercenti, Giancarlo Corzani -. Ma rimane il problema dei costi di utilizzo delle carte, che azzerano i margini di guadagno su alcuni prodotti. Che la questione delle sanzioni sul Pos sia diventata l'argomento più da attenzionare della manovra di bilancio ci pare veramente paradossale. Il problema della moneta elettronica non sono le sanzioni, il problema sono le commissioni". Prosegue Corzani: "Un tabaccaio che rinnova un bollo auto da 50 euro ha un margine di guadagno di 1 euro. Se il pagamento del bollo - o di qualunque altro bollettino - viene effettuato con carta di credito, di fatto le commissioni azzerano o quasi il guadagno. Un rifornimento di benzina di 50 euro, pagato con alcune carte di credito, porta addirittura al di sotto dello zero il margine del benzinaio. Si ritiene che la soluzione per combattere l'evasione fiscale sia rendere obbligatoria l'accettazione dei pagamenti elettronici. Bene. Noi siamo d'accordo. Non ci va di fare passare intere categorie per 'furbetti'. Si azzerino però i costi di tutte le mini-transazioni con Pos e carte di credito fino a 50 euro e se si vuole, a questo punto, si mantengano pure le sanzioni".

"Da sempre pensiamo che una maggiore diffusione ed utilizzo delle carte di credito e debito sia opportuna ed utile. Anche perché pure gestire il contante è un onere: non sono costi immediatamente visibili ma ci sono, dal rischio rapine alla necessità di assicurazioni e sistemi di sicurezza, il problema delle banconote false ed altro -. Proprio per questo, i Pos sono stati adottati dalle imprese anche senza sanzioni: nel 2021 ce n'erano 3,9 milioni, oltre il doppio del numero del 2015. E anche le transazioni in moneta elettronica sono letteralmente esplose negli ultimi due anni, complice la pandemia: nel 2021 sono state circa 3,8 miliardi, il 52% in più del 2019 - viene aggiunto -. E il totale del transato ha toccato i 183,6 miliardi di euro, il 35% in più. Anche il 2022 è partito con l'acceleratore: nei primi sei mesi le sole carte di debito hanno totalizzato oltre 98 miliardi di euro in 2,1 miliardi di operazioni, il 20% in più dello stesso periodo del 2021. Un boom che però ha dei costi notevoli per gli esercenti: circa 772 milioni di euro l'anno, fra commissioni e acquisto/comodato del dispositivo".

Per questo, prosegue Corzani, "da sempre chiediamo, in particolare per alcune categorie, l'azzeramento delle commissioni sui piccoli pagamenti. Modernizziamo la rete, dotiamo tutti di POS e a lettura veloce contactless. Anche per quanto ci riguarda, riteniamo giusto che chi vuole pagare con la carta di credito lo possa fare. Ma fino a che non si saranno compensazioni con i costi delle commissioni, non si può chiedere di accettare i pagamenti via Pos e rimetterci. Specialmente sui servizi utili per i cittadini - come i pagamenti dei bollettini, delle multe ed altro - che con la riduzione di bancomat e uffici postali sul territorio (ne sono scomparsi circa 8.700 dal 2015) si sono trasferiti presso negozi, edicole e tabaccai. Ma con 10 bollettini da 100 euro al giorno pagati con alcune carte, il commerciante ci rimette dieci euro. Rimane poi il tema della percentualizzazione delle commissioni, direttamente proporzionali all'importo pagato, che almeno dovrebbe favorire l'azzeramento dei costi per i pagamenti minimi. Questo darebbe davvero una mano alla diffusione della moneta elettronica".
 

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