'Guerra' a colpi di pizza a Forlì: spopola quella a bordi alti e fioriscono i locali

Fioriscono le pizzerie in città. E la pizza diventa a bordi alti: una moda? Secondo i gestori no, assolutamente. A Forlì esisteva già "Fofò", locale ormai storico che propone da sempre la pizza napoletana

La pizza di 'Col basilico nel cuore' (Facebook)

Fioriscono le pizzerie in città. E la pizza diventa a bordi alti: una moda? Secondo i gestori no, assolutamente. “QBio” in piazzale della Vittoria, “La Marì d'Otello” in via Isonzo e “Col basilico nel cuore” in piazza Cavour offrono un tipo di pizza, con bordi alti, fino ad ora non particolarmente diffuso in città. A Forlì esisteva già "Fofò", locale ormai storico che propone da sempre la pizza napoletana. Poi nel 2002 alla “Pizzeria del Corso” è nata la “Pizza storica”  con mozzarella di bufala campana D.O.P e tipica a bordo alto.

Ma ad avere portato la pizza napoletana a Forlì è stato "Fofò", a Vecchiazzano, aperto da 15 anni: “Anche prima di aprire qui la facevo in un altro locale – spiega a ForliToday il titolare – ma la vera, come quella che facciamo noi, deve avere il riconoscimento Stg (Specialità tradizionale garantita), istituito dall'Unione europea. Sono stato il primo ad avere il riconoscimento, anche in Regione, adesso siamo in 5. Quello che la caratterizza è la lievitazione, che deve essere di minimo 12 ore. La mozzarella fior di latte noi la facciamo arrivare da Napoli direttamente. Ora la pizza 'grossa' è diventata una moda”.  

C'è chi assolutamente non vuole che la propria pizza sia etichettata come 'napoletana': “C'è molta ignoranza sul tema – spiega Stefano Morelli, che, insieme con Davide Mariani, è l'inventore del progetto che sta dietro a “Col basilico nel cuore”, aperto il 6 novembre scorso - noi facciamo pizza gourmet. Siamo specializzati in questo già da tempo: prima lavoravamo come freelance, proponendo il nostro progetto, che è un marchio registrato, per serate a tema o in locali che ci ospitavano. La nostra pizza lievita da 49 a 70 ore, per non creare problemi digestivi e solo l'impasto è cotto in forno. Nel giro di un paio di anni puntiamo ad aprire altri punti vendita in Romagna”.

“La Marì d'Otello”, aperto l'1 giugno del 2014, propone invece quella partenopea: “Mio padre, il titolare – spiega Renam Asirelli – durante il militare ha conosciuto amici ischitani, e da lì è nata la passione. Ha lavorato anche nell'isola campana, poi è stato socio di Fofò e di Forum Livi, chiuso dal 2004. L'esperienza ha fatto sì che scegliessimo questo tipo di pizza, la napoletana, per il nuovo locale, l'abbiamo sempre fatta così: la conoscenza dei fornitori ci permette di avere prodotti di qualità”.

"QBio" ha invece aperto i battenti a fine maggio scorso. “La filosofia è quella della pizza napoletana – racconta uno dei soci, Gianluca Montanari – o meglio dell'utilizzo del lievito madre con diversi tipi di farine, che rende la pizza più digeribile. Credo che l'apertura di diverse pizzerie che fanno la pizza a bordi alti, sia stata una coincidenza, io spero comunque di differenziarmi: noi utilizziamo solo questo tipo di lievito, e prodotti biologici. Una grande attenzione alla qualità della materia prima credo sia diventata una necessità vitale che abbiamo dopo essere stati intossicati da una proposta standardizzata”.

A settembre un'altra pizzeria ha aperto i battenti, "Pizza Club No Limits", in viale Vittorio Veneto. Pizza 'tradizionale', in questo caso, ma con una caratteristica: prezzo fisso per ingurgitare tutta la pizza che si riesce a mangiare, modello, fino ad ora, tipico dei ristoranti cinesi e giapponesi.

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