Venerdì, 15 Ottobre 2021
Economia

Polemica sul green pass alla mensa aziendale? La Cgil: "Siamo per l'obbligo vaccinale, sbagliato il bersaglio"

“Per noi vaccinarsi è una responsabilità e un dovere sociale”: lo chiarisce il segretario generale della Cgil di Forlì Maria Giorgini, che risponde così alla critica mossa dalla rappresentante sindacale della Fiom-Cgil

“Per noi vaccinarsi è una responsabilità e un dovere sociale”: lo chiarisce il segretario generale della Cgil di Forlì Maria Giorgini, che risponde così alla critica mossa dalla rappresentante sindacale della Fiom-Cgil all'Electrolux Elisa Guidi, che ha preso posizione contro lo sciopero indetto per protestare contro il green pass obbligatorio alla mensa aziendale e contro le posizioni dei sindacati, considerate ambigue per quanto riguarda il green pass sui luoghi di lavoro.

Scrive Giorgini: “Elisa esprime una preoccupazione che tutti noi abbiamo che è quella di incentivare la campagna vaccinale sapendo che è l’unico strumento che la scienza oggi ci dà per combattere la pandemia assieme al distanziamento, ciò che non condivido è che nell’esprimere una preoccupazione giusta sbagli bersaglio. Il sindacato infatti ha assunto una posizione chiara chiedendo al Governo una legge che istituisca l’obbligo vaccinale, ma è proprio il Governo che non decide per le sue divisioni interne creando così conflitto nei luoghi di lavoro; dall’altro lato le imprese  da questa partita vogliono trarne profitto modificando i protocolli anticontagio e riducendo i costi, come che il distanziamento non fosse più necessario anche in presenza del green pass”.

Ed ancora: “Noi siamo d’accordo sull’obbligo vaccinale e non abbiamo, in principio, nulla contro il Green Pass, ma dobbiamo sottolineare come  la norma sulle mense aziendali non sia chiara generando divisioni e conflitti tra i lavoratori . Non si può introdurre l’obbligo del green pass con una faq del ministero , questo sta creando conflitto e problemi alle imprese e ai lavoratori. Noi abbiamo scioperato per ottenere i protocolli anticontagio e non ce li faremo portare via proprio da chi fin dall’inizio ha messo al primo posto il profitto e non la sicurezza. La variante Delta preoccupa tutti e non possiamo allentare le misure anzi dobbiamo insistere perché il governo definisca per legge l’obbligo vaccinale garantendo le persone fragili che non possono fare il vaccino. E’ già stato fatto in passato non si capisce perché non si faccia oggi”.

Ed infine Giorgini: “Ci stiamo trovando davanti ad uno scenario assurdo: il Governo non riesce a decidere e scarica il problema nei luoghi di lavoro , dove per un anno e mezzo i protocolli anticontagio hanno retto evitando focolai nelle mense e in generale nei luoghi di lavoro. Oggi diventa difficile applicare  un provvedimento arrivato tramite Faq per cui le persone un minuto prima lavorano vicine e poi vengono divise quando entrano in mensa, questo genera perplessità nei luoghi di lavoro e non aiuta gli indecisi al vaccino, anzi il rischio è che si radicalizzino le posizioni.
Ho come la sensazione che si voglia mettere in primo piano la situazione delle mense aziendali che riguarda ricordiamolo nel territorio poche grandi  aziende che hanno il servizio interno, senza occuparsi dei fatti gravissimi che stanno succedendo come il mancato pagamento della malattia per quarantene con effetto retroattivo dal 1 gennaio”.

Ed infine: “Perché non si parla più di riforma degli ammortizzatori sociali, di riforma delle pensioni e di fisco? Perché non si discute di come verranno spese le risorse del PNRR, sembra quasi si voglia  evitare di discutere con le parti sociali e con la cittadinanza i temi fondamentali che oggi sono sul tavolo e sui quali il paese è chiamato a decidere. Noi stiamo gestendo al meglio la situazione nei luoghi di lavoro, diverse le soluzioni temporanee definite, ma  adesso il Governo deve fare la sua parte non lasciando la situazione indeterminata e definendo l’obbligo vaccinale e se le imprese vogliono davvero incentivare la vaccinazione noi chiediamo l’accesso a tutti i luoghi di lavoro per organizzare momenti anche congiunti alle autorità sanitarie e convincere gli indecisi”.

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