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Precari dell'Ausl, i sindacati: "Vanno assunti perchè svolgono funzioni fondamentali"

I sindacati dunque non comprendono "perché non si proceda all'assunzione a tempo indeterminato di circa 180 lavoratori, visto che i lavoratori a tempo indeterminato sono 2.330 ed il fabbisogno dichiarato è 2.579

Il direttore Generale Ausl di Forlì, Giulietta Capocasa, nell'audizione delle Commissioni Sanità di Comune e Provincia,  sulla tematica lavoratori precari ha affermato che le azioni di riorganizzazione delle attività hanno portato ad un minor fabbisogno di 196 unità di personale, producendo nel complessivo per effetti combinati una diminuzione di spesa del personale di 4,9 milioni, che equivale al 30%  dei 18,9 milioni recuperati nel 2011-2012. Lo ricordano in una nota i sindacati di categoria.

I sindacti ricordano che il direttore ha affermato che le "riorganizzazioni delle attività hanno anche portato ad una ridefinizione della pianta organica, fissandola in 2.627 unità (in calo rispetto al 2004). Inoltre la richiesta alla Regione Emilia Romagna di confermare la spesa del personale 2012 anche per il 2013, in quanto si rispetterebbe il parametro contenuto nella Legge Finanziaria 2006 che prevedeva il rispetto della spesa 2004 meno il 2%. Capocasa ha specificato "la non necessità di attivare processi di stabilizzazione del personale precario in quanto tutti i lavoratori precari sono su posti vacanti e l'azienda dispone delle graduatorie valide per assunzione a tempo indeterminato".

I sindacati dunque non comprendono "perché non si proceda all'assunzione a tempo indeterminato di circa 180 lavoratori, visto che i lavoratori a tempo indeterminato sono 2.330 ed il fabbisogno dichiarato è 2.579. Da inizio 2011 ad oggi l'Azienda per garantire il livello di attività continua ad utilizzare mediamente 200 lavoratori con contratti a tempo determinato. Inoltre il costo del personale a tempo determinato o indeterminato è per il bilancio dell’AUSL lo stesso. Le graduatorie valide per le assunzioni a tempo indeterminato di tutte le figure professionali mancati, (Dirigenti Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitari, Amministrativi categorie B – BS - C e D) sono vigenti".

"Ricordiamo inoltre - scrivono i sindacati -  che questa Azienda non ha attivato nessuna assunzione a tempo indeterminato di personale Amministrativo da inizio 2011, anche se i posti da ricoprire non insistono sui servizi  soggetti a procedure di riorganizzazione di Area Vasta. La Direzione Aziendale sostiene che essendo soggetta alla Delibera Regionale 199/2013 “Linee di programmazione e finanziamento delle aziende del servizio sanitario regionale per il 2013”, non può assumere nessun lavoratore delle categoria amministrativa e può assumere per il 25% dei posti vacanti 2012/2013 solo sull'assistenziale dopo autorizzazione regionale".

Oltre a non essere assolutamente d'accordo sulle limitazioni alla sostituzione del turn-over "in quanto riproducono solo tagli lineari a discapito dei servizi erogati, le ritengono completamente inaccettabili per le Aziende che sono in procedure di riorganizzazione e limitazioni da oltre un triennio. Vorremmo anche conoscere quale significato l'Assessorato Regionale alla Sanità vuole attribuire alla frase contenuta nella bozza di Legge di iniziativa Regionale per la costituenda Azienda Unica Romagnola al punto 4) “la qualità del lavoro e l'ottimale allocazione delle risorse per l'esercizio dei servizi ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali"".

I sindacati, assieme ai lavoratori attiveranno tutti i percorsi e le azioni necessarie per arrivare ad una soluzione condivisa di quello che "riteniamo non solo una anomalia del sistema, ma una vera e propria discriminante nei confronti di lavoratori e cittadini".

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